Scopri il progetto di VIDAS che porta cure continue e dignità agli anziani fragili nel milanese

C’è un gesto discreto che può cambiare la quotidianità di chi vive con la fragilità: non è rumoroso, ma restituisce spazi di normalità e rispetto. Nel contesto delle cure, quella presenza silenziosa che arriva a domicilio spesso fa la differenza tra un ricovero e la possibilità di restare nel proprio ambiente.
È partendo da questa esigenza che VIDAS ha deciso di raccontare il proprio lavoro e di chiedere sostegno per rafforzare un servizio cruciale per la comunità.
La campagna promossa dall’organizzazione vuole accendere l’attenzione su un bisogno che tende a crescere: offrire cure dignitose dove le persone vivono, evitando spostamenti inutili e perdita di riferimenti affettivi. Il progetto si inserisce in una realtà dove le risorse pubbliche non sempre riescono a coprire tutte le richieste, rendendo fondamentale il ruolo delle realtà del terzo settore e della solidarietà urbana.
Il quadro della fragilità in Italia
In Italia il fenomeno della fragilità coinvolge numeri significativi: si contano oltre 1.800.000 anziani fragili, frequentemente soli e alle prese con più patologie croniche. Questo scenario mette sotto pressione la rete dei servizi socio-sanitari: oggi l’assistenza domiciliare raggiunge poco più del 30% di chi ne avrebbe bisogno e lo fa spesso con tempi e frequenze insufficienti. La conseguenza è che molte persone perdono la possibilità di curarsi a casa con continuità e professionalità, aumentando il rischio di ricoveri evitabili e di perdita di autonomia.
Perché la domanda cresce
Dietro questi numeri ci sono processi demografici e complessità cliniche: la popolazione invecchia, le malattie croniche si prolungano nel tempo e i percorsi di cura diventano più articolati. L’assistenza domiciliare integrata richiede competenze multidisciplinari, coordinamento e risposte educative ai familiari. Senza adeguati investimenti e senza un supporto costante, il carico ricade sulle famiglie e sul volontariato, creando disuguaglianze nell’accesso alle cure e nella qualità della vita degli anziani fragili.
L’approccio di VIDAS sul territorio
Da oltre quaranta anni VIDAS opera a fianco delle persone con malattie inguaribili e delle loro famiglie tra Milano, Monza e hinterland. Di fronte ai cambiamenti del profilo sanitario, l’organizzazione ha scelto di puntare sull’ampliamento della presenza domiciliare, rafforzando le équipe e ridefinendo i tempi di intervento. L’obiettivo dichiarato è offrire cure che rispettino la dignità del paziente, assicurando continuità e professionalità anche fuori dall’ospedale.
Team e servizi rafforzati
Il modello prevede medici e infermieri reperibili 24 ore su 24, monitoraggi regolari e visite programmate sulla base dei bisogni reali di ciascuno. Questo approccio mantiene il paziente nel proprio ambiente familiare, riduce il ricorso alle strutture ospedaliere e valorizza il ruolo dei caregiver. L’investimento sulle competenze e sulla disponibilità continua è pensato per affrontare percorsi di cura lunghi e per gestire cronicità complesse con attenzione alla qualità di vita.
La campagna solidale e come partecipare
Per sostenere questo potenziamento operativo è stata lanciata una campagna solidale attiva dall’1 al 29 marzo 2026. Con un gesto semplice, attraverso un SMS o una chiamata al numero 45596, chiunque può contribuire a finanziare l’estensione dei servizi domiciliari e il rafforzamento delle équipe. Le risorse raccolte saranno destinate a mantenere la disponibilità continua del personale, a implementare il monitoraggio e a personalizzare le visite secondo i bisogni clinici e umani degli assistiti.
Il sostegno nasce dalla convinzione che la cura non debba essere sinonimo di ospedalizzazione obbligata, ma possa essere organizzata per restare vicino alle persone. A firmare l’appello, a nome dell’équipe, c’è Emanuela Lucchi, infermiere responsabile dell’assistenza domiciliare di VIDAS, che racconta ogni giorno l’importanza di un’assistenza competente e presente per garantire la dignità degli anziani fragili.
Partecipare alla campagna significa non solo sostenere interventi sanitari, ma anche affermare un modello di cura che mette al centro la casa come luogo di cura e relazione. Contribuire è un modo concreto per mantenere attive le équipe, ridurre l’isolamento e offrire sollievo alle famiglie che assistono i loro cari ogni giorno.




