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Virtus Bologna vince 104-94 con Edwards e Alston: Milano paga la stanchezza

Edwards esplode nell'ultimo periodo e, insieme a Derrick Alston, trascina la Virtus Bologna al successo 104-94 su Olimpia Milano; i lombardi pagano il dispendio in EuroLeague e problemi difensivi

15 marzo 2026, Milano. In una serata in cui il calendario e la gestione delle energie hanno pesato tanto quanto le scelte sul campo, la Virtus bologna ha avuto la meglio sull’Olimpia milano per 104-94. La partita si è decisa negli ultimi dieci minuti: dopo un equilibrio che ha caratterizzato grande parte del match, è stato il guizzo finale di Carsen Edwards a spezzare definitivamente la resistenza ospite, mentre Derrick Alston ha funzionato come fulcro offensivo della squadra di casa.

Scorrimento della gara

La Virtus ha preso l’iniziativa sin dalle prime azioni con un ritmo in transizione e un assetto che, nonostante la carenza di playmaker titolari, ha trovato in Alston un creatore efficace: 27 punti e una regia mai banale. L’equilibrio iniziale è stato spezzato da un buon impatto dalla panchina, in particolare da Ferrari, che ha prodotto uno scatto decisivo nel primo quarto. Milano ha reagito nel corso del secondo e terzo periodo, soprattutto grazie alle triple di Pippo Ricci e agli inserimenti di Armoni Brooks, ma la difesa non è mai riuscita ad imporsi con continuità sui tiratori bolognesi.

Primo tempo: margini e reazioni

Nei primi venti minuti la Virtus ha costruito un vantaggio in doppia cifra sfruttando contropiedi e appoggi facili: la squadra di casa ha viaggiato con percentuali alte vicino al ferro e ha chiuso il primo tempo avanti per 54-45. L’inerzia è stata influenzata anche da episodi di gioco e fischi tecnici che hanno spezzato la rimonta milanese, come il tecnico sanzionato a Bolmaro. Milano ha commesso palle perse gratuite e concesso troppi canestri da due: con quei numeri diventava complicato ribaltare la partita esclusivamente con qualche fiammata offensiva.

Ripresa e quarto periodo: l’esplosione di Edwards

Nel terzo quarto l’Olimpia ha mostrato segnali di vita, arrivando a -1 grazie al lavoro di Guduric e alle soluzioni di Brooks. Però l’ultimo periodo è stato la scena di Carsen Edwards, che ha messo insieme 16 dei suoi 28 punti proprio negli ultimi dieci minuti, indirizzando definitivamente il risultato. Bologna ha piazzato un parziale chiave e, tra falli che hanno decimato rotazioni e qualche tensione crescente in campo (con tecnici e uscite per falli), ha gestito l’allungo fino al +10 finale.

I protagonisti della partita

Dal lato bianconero i nomi chiave sono stati Carsen Edwards (28 punti con un quarto periodo dominante) e Derrick Alston (27 punti e 5 assist), mentre Morgan ha dato presenza sotto le plance. Dall’altra parte l’Olimpia Milano ha avuto risposte importanti da Armoni Brooks (21 punti) e da Pippo Ricci (19 punti), ma non sono bastate per colmare il gap difensivo e l’affaticamento fisico accumulato nella settimana.

Fattori decisivi e considerazioni

Più che il talento pur presente, a pesare sono stati alcuni elementi chiave: il diverso tempo di recupero tra le squadre (Bologna con quattro giorni di riposo, Milano con due dopo la battaglia di EuroLeague contro il Maccabi), le percentuali favorevoli della Virtus vicino al canestro (circa il 75% da due nella prima metà secondo le valutazioni) e i problemi difensivi dell’Olimpia che hanno lasciato spazi spesso sfruttati dai tiratori avversari. In aggiunta, le sanzioni tecniche e le espulsioni per falli hanno inciso sulle rotazioni e sull’inerzia emotiva della squadra ospite.

Impatto sulla classifica e spunti tattici

La vittoria consolida la posizione di vertice della Virtus Bologna e rappresenta la nona affermazione in dieci gare per il gruppo, confermando la capacità di amministrare i momenti caldi. Per l’Olimpia rimane il rammarico di non aver sfruttato alcune fasi offensive di qualità e di essere stata meno concreta in difesa: aspetti su cui lavorare in vista delle prossime uscite se si vuole reggere il doppio impegno tra campionato ed EuroLeague.

Bilancio finale

Il 104-94 racchiude una partita decisa da esperienza, freschezza atletica e dalla capacità di un giocatore di cambiare ritmo nel momento decisivo: Edwards. Milano ha mostrato sprazzi di carattere ma ha pagato caro il dispendio precedente e le lacune sul piano difensivo. La sfida conferma quanto il calendario e la gestione delle rotazioni possano essere fattori determinanti in una stagione serrata.

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