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Milano battuta dallestone dubai: cronaca e numeri della partita di EuroLeague

gara segnata dalle assenze dell'olimpia milano, con dubai che sfrutta rimbalzi e percentuali per imporsi 96-78 all'allianz cloud

Olimpia Milano-Dubai all’Allianz Cloud

All’Allianz Cloud si è disputata la sfida valida per la EuroLeague tra Olimpia Milano e Dubai, con palla a due prevista per le 20.30. L’incontro ha evidenziato differenze fisiche tra le due formazioni e approcci distinti alle rotazioni.

Gli arbitri designati erano Belosevic, Aliaga e Konstantinovs. La partita è stata trasmessa in diretta su Sky Sport Uno, Sky Sport Basket e NOW, con i commenti tecnici di Solaini e Macchi.

Milano ha pagato pesanti assenze: indisponibili Bolmaro, Nebo e Sestina, Brown escluso dalle rotazioni e altri elementi limitati da infortuni. Nonostante sporadici lampi individuali, la squadra di casa non ha compensato la minor profondità rispetto agli avversari. Dubai ha sfruttato con efficacia i rimbalzi e le opportunità al tiro per costruire il vantaggio e portare a casa il risultato finale.

Primo tempo: equilibrio iniziale e piccoli squilibri

Nel primo quarto la gara è rimasta equilibrata, con risposte rapide sul piano realizzativo da entrambe le squadre. Milano ha provato a reagire con la tripla di Guduric e giocate inside, mentre Dubai ha segnato con costanza grazie a Wright, Kabengele e Petrusev. Il vantaggio ospite è nato da penetrazioni decise e metri conquistati sotto canestro.

Milano ha cercato il riscatto con schiacciate e una circolazione di palla più rapida, riuscendo nel sorpasso a fine periodo sul 20-18. È emerso il tema della serata: la differenza nei rimbalzi e la gestione delle rotazioni, intese come utilizzo strategico delle risorse in campo, avrebbero pesato sul risultato. Questo aspetto ha definito il confronto nella parte centrale della partita.

Tattica e primi segnali

Il secondo quarto ha confermato la lettura difensiva di Dubai, che ha limitato le iniziative costruite di Milano. La squadra milanese ha spesso dovuto ricorrere a soluzioni individuali, alcune efficaci ma discontinue.

Milano ha trovato punti con LeDay, Ellis e Ricci. La differenza l’ha fatta la costanza offensiva degli ospiti e la capacità di convertire le seconde possibilità, soprattutto in transizione e dall’arco. Il primo tempo si è chiuso sul 46-51 a favore di Dubai, risultato che ha definito il confronto nella parte centrale della partita.

Secondo tempo: Dubai prende il largo

Il secondo tempo è ripreso con Dubai in controllo, dopo il 46-51 con cui si era chiuso il primo tempo. La squadra emiratina ha imposto il proprio ritmo fin dai primi possessi del terzo periodo. Un centro avversario ha segnato con continuità, alimentando un parziale che ha portato Dubai a +13.

Milano ha incontrato difficoltà a costruire efficacemente l’attacco. La squadra ha mostrato lentezza nel movimento palla, aggravata da un’infrazione dei 24 secondi che ha evidenziato problemi nel contro-pressing. Malgrado la reazione offensiva di alcuni giocatori, la circolazione non è risultata sufficiente per ricucire lo svantaggio.

Dubai ha continuato a sfruttare le seconde opportunità. I rimbalzi offensivi e il controllo dei possessi hanno consentito alla squadra di mantenere il vantaggio e di gestire il ritmo della partita. Il terzo periodo ha

Momenti chiave e cambiamenti

Il terzo quarto ha confermato la tendenza emersa nel periodo precedente e ha definito la parte centrale del confronto.

Le iniziative efficaci di Petrusev, Kabengele e Musa hanno permesso a Dubai di mantenere il vantaggio nei momenti decisivi.

Milano ha risposto con giocate individuali e alcuni rimbalzi offensivi riconquistati, ma la continuità offensiva è risultata insufficiente per ricucire lo svantaggio.

La rotazione limitata e le assenze hanno ridotto le alternative tattiche a disposizione del coach, comprimendo la capacità di adattamento della squadra.

Dubai ha invece mostrato una maggiore profondità di organico, elemento che si è rivelato determinante nelle fasi finali del quarto.

Il quadro tattico uscente da questo periodo lascia Milano nella necessità di rivedere soluzioni offensive e gestione delle rotazioni per il prosieguo della partita.

Gli ultimi dieci minuti: chiusura e cifre decisive

Milano è entrata negli ultimi dieci minuti con la necessità di rivedere le soluzioni offensive e la gestione delle rotazioni.

Dubai ha amministrato il vantaggio con lucidità, controllando il ritmo e finalizzando in contropiede. Milano ha provato a ricucire con alcune triple di Brooks, Wright e LeDay, senza tuttavia invertire l’inerzia del match.

I dati finali chiariscono la differenza di prestazione: parziale finale 96-78, ampia supremazia a rimbalzo con 39 contro 25 e netto vantaggio ai liberi, 23 tiri a favore rispetto agli 8 di Milano. Questi indicatori spiegano il margine e la capacità di gestione della partita da parte di Dubai.

La partita evidenzia la necessità per Milano di rivedere rotazioni e interventi difensivi in vista delle prossime gare.

La sconfitta casalinga obbliga Milano a rivedere le rotazioni e gli interventi difensivi in vista delle prossime gare. Sul piano pratico, la squadra ha risentito delle assenze di Bolmaro, Nebo e Sestina, oltre alle limitazioni fisiche di altri elementi.

Il risultato ha messo in evidenza la perdita di profondità nell’organico e le difficoltà a proteggere il canestro contro avversari con esterni efficaci e lunghi capaci di occupare l’area. Dubai ha capitalizzato con una prestazione collettiva solida, efficacia al tiro e capacità di sfruttare le seconde opportunità. Milano dovrà intervenire su rimbalzi e cambio difensivo per evitare simili defaillance.

Impatto sulla classifica

La partita conferma criticità difensive già emerse in precedenza e indica priorità operative per Milano. Dopo il match, Dubai raggiunge Milano a quota 14 vittorie, consolidando la propria posizione nella parte alta della classifica.

Per l’Olimpia diventa urgente intervenire su controllo dei rimbalzi e conversione dalla lunetta. Occorre inoltre ottimizzare la gestione degli infortuni e rivedere le rotazioni per aumentare la profondità della rosa.

Dal punto di vista tattico, l’allenatore dovrà valutare aggiustamenti nelle marcature e nelle transizioni difensive. Le scelte saranno determinanti nelle prossime gare di campionato per recuperare competitività.

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