La Lega solleva dubbi sulla localizzazione di una stazione elettrica da 80 milioni nel Parco del Roccolo, sottolineando rischio per biodiversità, suolo agricolo e riserva naturale

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La proposta di Terna per una stazione elettrica nel comune di Nerviano ha acceso un acceso dibattito locale. Secondo i promotori l’opera servirebbe ad alimentare nuovi data center e avrebbe un valore complessivo intorno a 80 milioni di euro, mentre i critici denunciano un impatto pesante su un’area di elevato pregio ambientale.
Le criticità sollevate includono la perdita di terreno agricolo, la vicinanza a zone tutelate e la contraddizione con la vocazione del territorio a parco agricolo. La questione non è solo tecnica: assume toni politici e culturali quando si toccano paesaggio, biodiversità e interessi delle imprese locali.
Perché la localizzazione è contestata
La zona individuata ricade all’interno del PLIS Parco del Roccolo e dell’Ambito Prioritario di Intervento n. 13 (API 13) della Rete Ecologica Regionale. Questa condizione evidenzia la funzione di corridoio ecologico e di protezione della biodiversità che la porzione di territorio svolge, collegandosi inoltre, a soli 300 metri, alla Rete Natura 2000. Per i rappresentanti locali della Lega, tali caratteristiche rendono la localizzazione proposta «incompatibile» con la missione del parco.
Impatto su suolo agricolo e paesaggio
Il progetto implicherebbe l’occupazione di ettari di terreno agricolo, di prati e di siepi boscate che, secondo gli oppositori, costituiscono il cuore produttivo e ambientale del territorio. La perdita di suolo produttivo è vista come un costo non recuperabile per le attività agricole locali e per la qualità del paesaggio, elemento ritenuto fondamentale sia per la comunità che per le imprese che operano nella zona.
La posizione politica e le azioni già intraprese
I rappresentanti della Lega di Nerviano hanno ribadito che lo sviluppo tecnologico non è in sé rifiutato, ma che la scelta del sito è «profondamente sbagliata». Il partito ricorda di aver promosso una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale lo scorso anno per scongiurare simili ipotesi, segno di una mobilitazione civica e istituzionale condivisa contro l’insediamento nell’area protetta.
Coerenza e tutela dell’ecosistema
La linea politica sottolinea la necessità di dare priorità alla salvaguardia del territorio. L’obiettivo dichiarato è di difendere «la storia e il lavoro delle aziende agricole» e di preservare la funzione naturale del parco come estensione della riserva WWF del Bosco di Vanzago. Gli attori locali chiedono che si valutino alternative che non compromettano spazi naturali e agricoli.
Riferimenti e precedenti sul tema infrastrutture
La discussione locale si inserisce in un quadro più ampio di interventi sulla rete elettrica italiana. In altre realtà Terna ha avviato operazioni di riassetto, per esempio con la rimozione di linee aeree storiche e la costruzione di nuove stazioni, cercando di conciliare efficienza e impatto ambientale. Un esempio citato è l’intervento di smantellamento di 12 km di linee con la demolizione di 59 tralicci per liberare circa 35 ettari di territorio, incluso bosco, in cui sono stati recuperati materiali e riqualificati spazi.
Investimenti e benefici attesi
In alcune province Terna ha investito decine di milioni di euro per potenziare la rete, con piani di sviluppo regionali che prevedono cifre consistenti per il decennio e risultati attesi come una maggiore affidabilità, minori perdite di trasmissione e riduzioni di emissioni. Tali interventi vengono spesso accompagnati da valutazioni di impatto e da campagne di comunicazione sulle ricadute positive per il servizio elettrico.
Contrasto tra strategie locali e obiettivi nazionali
Il nodo politico consiste nel bilanciare l’esigenza di modernizzare la rete e supportare la domanda crescente di energia con la tutela di aree che hanno valore ambientale, agricolo e sociale. La proposta per Nerviano mette in luce questo conflitto: da un lato la necessità di infrastrutture per nuovi data center, dall’altro la protezione di un ecosistema locale riconosciuto e collegato a riserve naturali.
La vicenda è destinata a proseguire nei tavoli istituzionali: amministrazione locale, forze politiche e terzo settore hanno già manifestato posizioni chiare e attendono approfondimenti tecnici e possibili soluzioni alternative che possano conciliare sviluppo e conservazione. Nel frattempo la richiesta dei cittadini e degli agricoltori è che qualsiasi progetto rispetti la vocazione agricola e naturale del Parco del Roccolo e non ne comprometta la funzione di corridoio ecologico.





