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Cio conferisce l’ordine olimpico in oro a Mattarella e Meloni per Milano-Cortina 2026

Il Cio ha riconosciuto con l'ordine olimpico in oro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni per il loro ruolo nel successo di Milano-Cortina 2026; altri rappresentanti istituzionali hanno ricevuto l'ordine in argento

Il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato l’assegnazione dell’ordine olimpico in oro a Sergio Mattarella e Giorgia Meloni, un riconoscimento che rappresenta la più alta onorificenza conferita dal Cio a chi ha fornito servizi eccezionali al Movimento Olimpico. In lettere ufficiali la presidente del Cio, Kirsty Coventry, ha espresso un sentimento di profonda gratitudine per l’impegno istituzionale volto a rendere memorabili i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026.

Motivazioni e significato del riconoscimento

Secondo la missiva inviata al Capo dello Stato e alla presidente del Consiglio, il premio vuole sancire il ruolo decisivo delle massime cariche italiane nel garantire supporto, coordinamento e visibilità internazionale durante l’organizzazione dei Giochi. Il valore simbolico dell’ordine olimpico in oro sta nell’omaggio non solo alla singola persona, ma all’azione collettiva che ha coinvolto istituzioni nazionali e locali per la buona riuscita dell’evento.

Il riconoscimento come segnale istituzionale

Ricevere l’ordine olimpico in oro significa entrare in una ristretta cerchia di figure riconosciute per aver dato un contributo determinante al mondo sportivo e alla promozione dei valori olimpici. La scelta del Cio evidenzia come le scelte politiche e amministrative possano incidere concretamente sull’esito organizzativo e sull’immagine internazionale di un Paese ospitante.

Altri premi e modalità di consegna

Oltre alle due onorificenze in oro, il Comitato Esecutivo del Cio ha conferito l’ordine olimpico in argento a una serie di esponenti politici e organizzativi che hanno svolto ruoli operativi e di coordinamento. Tra i destinatari figurano i ministri Andrea Abodi, Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, nonché vari rappresentanti di enti locali e della Fondazione Milano-Cortina 2026, tra cui Giovanni Malagò, Andrea Varnier e Andrea Francisi.

Cerimonie separate per oro e argento

Le consegne delle onorificenze in argento sono state programmate per svolgersi a Milano, in occasione della cerimonia di ringraziamento promossa dal Cio per Milano-Cortina, mentre le cerimonie per l’ordine in oro sono previste a Roma in date che restano da definire. Questa divisione riflette la volontà di onorare sia la leadership nazionale sia il lavoro sul territorio che ha reso operativo l’evento.

Eco pubblica e dimensione politica

L’assegnazione dell’ordine olimpico in oro a figure di vertice dello Stato e del governo ha suscitato attenzione mediatica e riflessioni politiche. Per alcuni osservatori si tratta di un riconoscimento atteso, che valorizza la capacità organizzativa italiana; per altri, il premio è interpretato anche attraverso la lente delle implicazioni politiche e dell’immagine pubblica delle istituzioni uscite rafforzate dall’evento.

Reazioni e racconti dal campo

La cerimonia di chiusura e i momenti pubblici dei Giochi hanno visto protagonisti i leader nazionali in atteggiamenti di sostegno e partecipazione, tra applausi e scene di grande impatto emotivo sui palchi ufficiali. Il successo logistico e l’entusiasmo per i risultati sportivi hanno contribuito a creare una cornice favorevole alla decisione del Cio di premiare l’azione di coordinamento svolta dal Paese.

In chiave prospettica, il riconoscimento del Cio trova il suo valore anche nella lettura futura del dossier organizzativo: l’esperienza Milano-Cortina 2026 potrà infatti diventare esempio per altre candidature e per la gestione di grandi manifestazioni sportive, rendendo l’Italia un punto di riferimento per la capacità di armonizzare istituzioni, enti locali e soggetti privati attorno a un obiettivo comune.

Il gesto del Cio conferma il valore della collaborazione tra livelli istituzionali e la centralità dello sport come veicolo di immagine e coesione nazionale.

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