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Piccoli comuni a Roma: idee e richieste per servizi, personale e fondi

A Roma l'Anci riunisce amministratori dei piccoli comuni per definire misure concrete su personale, regole differenziate, fondi e servizi essenziali

Anci ha organizzato una due giorni alla Nuvola di Roma per discutere le criticità dei piccoli comuni. L’incontro nazionale ha raccolto amministratori, tecnici e rappresentanti istituzionali. L’obiettivo è stato mettere a sistema esigenze, dati e proposte concrete per strumenti normativi e finanziari mirati.

Perché i piccoli comuni contano

I piccoli comuni coprono oltre il 70% del territorio comunale italiano e molte amministrazioni si trovano in aree interne o montane con fenomeni di spopolamento. Il loro ruolo riguarda la tutela della coesione territoriale, la conservazione del patrimonio culturale e il presidio di servizi essenziali, come scuole e punti sanitari. La discussione ha posto l’accento sulla necessità di politiche differenziate e risorse adeguate per garantire la sostenibilità demografica e infrastrutturale di questi centri.

Ruolo istituzionale e aspettative dei cittadini

Durante i lavori è stato ribadito che il cittadino cerca soluzioni concrete più che la ripartizione di competenze tra enti. Si è chiesto un approccio interistituzionale per favorire azione coordinata e semplificazione procedurale. L’obiettivo indicato è offrire risposte rapide e affidabili, mantenendo la presenza quotidiana sul territorio.

Le richieste emerse: personale, regole e finanziamenti

Tra le istanze ricorrenti è emersa la necessità di un personale stabile e adeguatamente incentivato. Sono state richieste regole amministrative differenziate rispetto alle grandi città e risorse adeguate per investimenti e gestione ordinaria.

È stata sottolineata l’urgenza di misure per impedire la dispersione di competenze verso enti maggiori e per rendere sostenibile il presidio locale. Le richieste mirano a garantire continuità dei servizi e sostenibilità demografica e infrastrutturale.

Si attende ora la definizione di un piano operativo condiviso tra le istituzioni coinvolte per tradurre le proposte in interventi concreti.

Incentivi e semplificazioni

In continuità con le proposte emerse nei lavori, le delegazioni hanno chiesto misure mirate per contrastare l’esodo del personale e migliorare l’operatività degli enti locali. Le proposte prevedono indennità aggiuntive e incentivi per trattenere il personale, oltre a forme di premialità che riconoscano gli sforzi degli enti minori.

Si propone inoltre una modulazione normativa differenziata per fascia demografica dei Comuni, al fine di evitare che la parità di trattamento con le città determini effetti penalizzanti sui piccoli centri. Le proposte sottolineano la necessità di procedure amministrative semplificate e di norme che tengano conto delle specificità demografiche e organizzative.

Il caso Puglia: 88 comuni e richieste specifiche

Una delegazione di 88 piccoli Comuni pugliesi ha presentato a Roma istanze specifiche per il rafforzamento dei servizi locali. Tra le richieste figurano il ripristino dei fondi statali per gli investimenti, il riconoscimento istituzionale dei bisogni dei territori e l’introduzione di una legislazione differenziata per i Comuni più piccoli.

In Puglia 88 Comuni su 257 hanno meno di 5.000 abitanti. La delegazione ha segnalato problemi di invecchiamento della popolazione e carenze di personale amministrativo che ostacolano la gestione dei servizi essenziali. Le istanze puntano a misure che favoriscano la sostenibilità dei presidi locali e la continuità dei servizi.

Si attende ora la definizione di un piano operativo condiviso tra le istituzioni coinvolte per tradurre le proposte in interventi concreti.

Il tavolo attende ora che il piano operativo traduca le proposte raccolte in interventi specifici e coordinati tra gli enti coinvolti.

Priorità territoriali e misure proposte

Le priorità segnalate variano a seconda delle aree. Nel territorio del Foggiano le delegazioni richiedono interventi sulla viabilità, il potenziamento della banda larga e la gestione forestale per prevenire incendi e dissesti.

Nel Salento si punta sul turismo sostenibile, sulla gestione dei rifiuti e sul sostegno alle filiere agricole colpite da emergenze fitosanitarie. Tra le richieste figura anche l’attivazione del Consiglio delle autonomie locali e misure fiscali mirate per contrastare lo spopolamento.

L’approccio di Anci e le prospettive sul Pnrr

In seguito alle richieste per l’attivazione del Consiglio delle autonomie locali e le misure fiscali, l’attenzione si concentra sulle politiche rivolte ai comuni più piccoli. Secondo il vicepresidente nazionale di Anci, Roberto Pella, queste amministrazioni rappresentano una risorsa strategica per il territorio. I rappresentanti sollecitano regole e strumenti ad hoc per facilitare l’accesso ai finanziamenti.

Particolare importanza viene attribuita alla corretta applicazione del Pnrr, che interessa già numerosi enti locali sotto i mille abitanti. Gli amministratori chiedono maggiore flessibilità normativa e procedure semplificate per evitare oneri amministrativi sproporzionati sugli uffici comunali. L’obiettivo è assicurare l’efficacia degli interventi senza compromettere la capacità gestionale delle piccole amministrazioni.

Unione dei servizi e modelli associativi

Tra le soluzioni avanzate figura l’incentivo alle gestioni associate e alle unioni di Comuni. I promotori sostengono che tali modelli possano concentrare competenze e ridurre i costi, pur mantenendo i servizi essenziali sul territorio.

Le proposte mirano a preservare scuole, presidi sanitari, uffici postali e sportelli bancari attraverso reti intercomunali. Secondo gli interlocutori, queste forme di collaborazione favoriscono la sostenibilità finanziaria e migliorano l’efficienza dell’offerta pubblica locale.

Al termine dei lavori, le parti coinvolte auspicano che le proposte emerse trovino riscontro nel percorso legislativo e nelle scelte di bilancio. Queste misure mirano a consentire ai piccoli Comuni di svolgere appieno il ruolo di presidio sociale e territoriale. Tale funzione rappresenta una componente significativa della coesione nazionale. Ulteriori decisioni verranno valutate nel corso dell’iter legislativo e nelle successive fasi di allocazione delle risorse.

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