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Comunali 2021, Bernardo pensa a spostare San Vittore: “Riqualificare il quartiere”

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Anche con queste elezioni avanza l'ipotesi di uno spostamento del carcere di San Vittore fuori Milano: perché farlo, alternative, opposizioni.

carcere san vittore

Una delle proposte più in vista avanzate da Luca Bernardo per il centrodestra riguarda lo spostamento del carcere di San Vittore: leggiamo i motivi, i pro e i contro.

San Vittore: perché spostarlo

Non si tratta di una novità, è stata già valutata altre volte la possibilità di spostare il carcere di San Vittore altrove, in particolare fuori città.

E adesso, in vista delle amministrative il candidato sindaco Luca Bernardo mette nuovamente sul tavolo la proposta, e lo fa motivandola all’interno del suo programma.

Anzitutto, la struttura del penitenziario non appare sufficientemente adeguata al numero di detenuti che ospita, dunque sarebbe necessario optare per una location più spaziosa che non metta in secondo piano i diritti civili. Inoltre, sottolinea il centrodestra, San Vittore si trova oggi in una posizione centrale in città – in piazza Filangieri – di cui verrebbe rovinato l’appeal.

Sarebbe dunque, per Bernardo, una “grande occasione di riqualificazione di un quartiere cittadino”.

San Vittore: nuova sede della Beic?

A sostenere la proposta di spostare il carcere di San Vittore fuori Milano Bernardo aggiunge anche la volontà di sfruttare il suo spazio per istituire, finalmente, la sede della Beic – Biblioteca europea di Informazione e Cultura – che non è stata mai realizzata, a suo tempo, a City Life.

L’idea è quella di sfruttare spazi interni ed esterni – si pensa anche a un parco pubblico per tutto il perimetro – per permettere l’esposizione di mostre e istallazioni.

Spostamento di San Vittore: chi si oppone

Come in ogni campagna elettorale che si rispetti, c’è stato dunque chi ha proposto lo spostamento del carcere di San Vittore fuori la città di Milano, e come sempre non sono mancate le opposizioni rispetto a questa iniziativa.

In questo caso, ad opporsi al trasferimento del penitenziario c’è addirittura un suo ex direttore, Luigi Pagano – che si presenta con la lista Milano Radicale in sostegno di Beppe Sala – e insieme a lui Valentina Alberta e Lorenzo Lipparini.

I tre affermano accoratamente: “il carcere deve restare parte integrante della città, perché parte integrante della società siano le persone detenute che nella città dovranno potersi reinserire al meglio”. Sottolineano, anche loro, le condizioni di sovraffollamento in cui si trovano i detenuti attualmente, ma il problema potrebbe essere risolto sfruttando anche le aree al momento chiuse di San Vittore.

Secondo i tre candidati della lista radicale, cittadine come Opera o Bollate non hanno le carte in regola per ospitare la casa circondariale, il che rende la proposta priva di fondamento o futuro.

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