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I sindacati scrivono a Sala dopo i commenti sullo smart working

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Lettera unita da parte dei sindacati contro Beppe Sala in merito ai commenti sullo smart working.

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I sindacati scrivono una lettera a Beppe Sala dopo i commenti sullo smart working

I commenti di Beppe Sala sullo smart working non sono piaciuti ai sindacati della Città Metropolitana di Milano. Ed è per questo che nella giornata di sabato 20 giugno è stata indirizzata presso gli uffici del primo cittadino milanese una lettera firmata da tutte le sigle sindacali.



“A mio giudizio oggi è il momento di tornare a lavorare”, è stato il commento del sindaco di Milano Giuseppe Sala, nel consueto video sulle sue pagine social parlando del rientro al lavoro dopo il lockdown e della fine dello smart working.

Un messaggio che ha fatto infuriare tutti, in primis i dipendenti della Pubblica Amministrazione meneghina che in questi mesi di quarantena hanno continuato a lavorare, seppur da casa.

I commenti di Sala sullo smart working

“Un consiglio mi sento di darlo, io sono molto contento del fatto che il lockdown ci abbia insegnato lo smart working, e ne ho fatto ampio uso in Comune, ma ora è il momento di tornare a lavorare, perché l’effetto grotta per cui siamo a casa e prendiamo lo stipendio ha i suoi pericoli – ha spiegato il sindaco Beppe Sala -.

Tutto ciò va contestualizzato nella situazione sanitaria. Vi suggerisco di leggere quello che dice in un’ intervista il professor Giuseppe Remuzzi dell’Istituto Mario Negri, dice che la carica virale oggi è molta bassa. Semplificare è rischiosissimo e non lo voglio fare, sminuire il potenziale problema è altrettanto rischioso ma riflettiamoci”.

I sindacati contro Beppe Sala

Ed è per questo che nella giornata di sabato 20 giugno i sindacati hanno scritto una lunga lettera agli indirizzi del primo cittadino di Milano: “Non abbiamo compreso le dichiarazioni del Sindaco Sala sull’effetto grotta.

Se l’idea è quella che, dopo un lungo periodo in cui siamo rimasti chiusi in casa, bisogna tornare ad una vita più sociale anche nel lavoro, comunichiamo che è quello che si sta facendo, progressivamente, anche al Comune di Milano, garantendo però un rientro in presenza attraverso le necessarie misure di sicurezza sia per i lavoratori che per i cittadini utenti, come da protocolli sottoscritti con il Comune stesso”.


Le sigle sindacali, tra l’altro, richiamano quanto diversi scienziati stanno sostenendo anche in questo periodo di fase 3: “Molti virologi, giustamente, hanno continuato a dire, anche in questi giorni, che il virus non è debellato ed il rischio di una seconda ondata va evitato. Se l’idea è che chi opera in lavoro agile lavora meno, consigliamo al Sindaco di confrontarsi con i propri dirigenti che lo informeranno che non solo tutti i servizi sono stati garantiti ma la produttività, in molti casi, è persino aumentata”.



Anche perché le Organizzazioni Sindacali della RSU del Comune di Milano si augurano che l’obiettivo dell’Amministrazione sia quello di non considerare lo smart working come semplice parentesi. “È una modalità nuova di lavoro con pregi e difetti: sarà compito della contrattazione sindacale valorizzarne i pregi e cancellarne i difetti”.

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