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Nuovo decreto lavoro: cosa cambia su salario, assunzioni e piattaforme digitali

Sintesi delle principali disposizioni del decreto lavoro: definizione del salario giusto, esclusione dei contratti pirata dagli incentivi, misure per i rider e dettagli sui bonus assunzioni

Nuovo decreto lavoro: cosa cambia su salario, assunzioni e piattaforme digitali

Il governo ha varato un decreto che riunisce norme su retribuzioni, assunzioni e lavoro mediato dalle piattaforme digitali, presentato in conferenza stampa dalla premier insieme al sottosegretario e alle ministre competenti. Il testo introduce il concetto di salario giusto e stabilisce criteri per l’accesso agli incentivi, mentre affronta il fenomeno del caporalato digitale con regole di identificazione e responsabilità per le piattaforme.

In parallelo, il provvedimento stanzia risorse per i bonus assunzioni destinati a giovani, donne e imprese in aree Zes, definendo importi, limiti di spesa e condizioni di riferimento.

Il principio del salario giusto e i criteri di accesso

Al centro della riforma c’è l’introduzione del salario giusto, inteso come il trattamento economico complessivo stabilito dai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative a livello nazionale. Questo criterio non si limita alla paga oraria, ma considera tutti gli elementi economici che compongono il rapporto di lavoro, richiamando la qualità della contrattazione collettiva. In pratica, il decreto condiziona l’accesso agli incentivi pubblici al fatto che il trattamento individuale non sia inferiore a quanto previsto dal contratto collettivo di riferimento, con l’obiettivo dichiarato di escludere dal sostegno pubblico chi applica contratti pirata o retribuisce al di sotto degli standard convenuti.

Esclusione dei contratti pirata e ruolo delle parti sociali

La norma pone la rappresentanza contrattuale come filtro per gli incentivi: solo chi applica contratti collettivi ritenuti comparativamente rappresentativi potrà beneficiare dei contributi e delle agevolazioni. Il governo dichiara di voler favorire una «contrattazione di qualità» e si mostra aperto a proposte migliorative da parte delle organizzazioni sindacali e datoriali, pur sottolineando la libertà delle parti nel definire modalità e decorrenze nei rinnovi. Questo approccio mira a disincentivare pratiche di dumping salariale e a rafforzare il peso dei contratti collettivi nella costruzione delle tutele economiche dei lavoratori.

Incentivi e limiti: i bonus assunzioni dettagliati

Il decreto rilancia diversi schemi di agevolazione per favorire occupazione giovanile e femminile e incentivare le assunzioni nelle aree Zes, per complessivi stanziamenti che si avvicinano a quasi un miliardo. Per le assunzioni di donne, tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026 è previsto uno sgravio con un limite mensile di 650 euro per lavoratrice, elevato a 800 euro nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, con il finanziamento disposto sul Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2026-2027. Le dotazioni previste sono quantificate per il triennio 2026-2028 con importi annuali specifici.

Under 35 e imprese nelle Zes: importi e vincoli

Analoghe agevolazioni sono riservate agli under 35 privi di lavoro regolarmente retribuito per determinati periodi: lo sgravio massimo è di 500 euro mensili per lavoratore (650 euro nelle Zes) e si riconosce per un periodo fino a 24 mesi. Il decreto indica limiti di spesa per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 con cifre precise a garanzia della sostenibilità finanziaria. Inoltre è previsto un esonero contributivo per datori privati con fino a 10 dipendenti che assumano in unità produttive nelle Zes, con stanziamenti distinti per il triennio.

Contratti, caporalato digitale e misure collegate

Sul fronte dei rapporti mediati da piattaforme, la norma interviene con una presunzione: quando emergono indici di controllo o di eterodirezione esercitati anche tramite gestione algoritmica, il rapporto si presume di natura subordinata salvo prova contraria. Per contrastare il caporalato digitale vengono richieste forme di identificazione ostative all’uso di account non personali, con accesso possibile tramite SPID, CIE o CNS oppure con account collegati al codice fiscale e protetti da autenticazione a più fattori. È inoltre vietata la cessione delle credenziali, con sanzioni amministrative previste per i trasgressori.

Altri capitoli: rinnovi contrattuali, isopensione e misure escluse

La disciplina sui rinnovi contrattuali è stata modificata per lasciare maggiore autonomia alle parti nella determinazione delle decorrenze degli incrementi retributivi e degli strumenti di copertura per i periodi intercorrenti tra scadenza e rinnovo, pur richiamando l’importanza del rinnovo tempestivo. È stata confermata la proroga dell’isopensione fino al 2029, che consente uscite con anticipo fino a sette anni per aziende con almeno 15 dipendenti in esubero. Sono invece state eliminate alcune misure inizialmente previste per il lavoro domestico e l’aumento di risorse per il Fondo nuove competenze per il 2026 non è stato inserito nella versione definitiva del testo.

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