Dipendenti del Comune di Legnano hanno votato lo stato di agitazione dopo il diniego sull'introduzione dei buoni pasto elettronici; la Cisl avverte: se non ci sarà accordo, è pronta a proclamare sciopero

Un clima di crescente tensione ha portato i dipendenti del Comune di Legnano a proclamare lo stato di agitazione al termine dell’assemblea cittadina tenuta nell’aula consiliare di Palazzo Malinverni. La riunione, svolta il 19 maggio, si è conclusa con un pronunciamento che ha visto 176 favorevoli su 250 lavoratori presenti, segnalando un malcontento diffuso verso la decisione dell’Amministrazione di non introdurre i buoni pasto elettronici.
La Cisl Fp Milano metropoli ha già annunciato l’avvio formale della procedura che sarà discussa in Prefettura a Milano il 20 maggio, con l’obiettivo di attivare la cosiddetta procedura di raffreddamento. Se il confronto non arriverà a una conciliazione, il sindacato ha avvertito che è pronta a valutare lo sciopero, una misura che non si registra nel Comune da molti anni.
Le ragioni principali della mobilitazione
La protesta è concentrata innanzitutto sulla richiesta di sostituire i ticket cartacei con i buoni pasto elettronici, ritenuti più pratici e diffusi. I rappresentanti Cisl, tra cui Amilcare Tosoni e Alfonso Pontone, denunciano che Legnano è «uno dei pochissimi enti del territorio» a non aver ancora adottato il sistema digitale, obbligando i dipendenti a contare su una rete di esercizi convenzionati limitata e poco funzionale. Secondo il sindacato, questa situazione crea disagi quotidiani, soprattutto per chi è frequentemente fuori sede per servizio.
Impatto sulle attività esterne
Un punto critico spesso richiamato nelle assemblee è l’operatività degli agenti della Polizia Locale. Per un agente impegnato in servizio esterno, usare i ticket cartacei può essere complicato: la burocrazia, la necessità di recarsi in esercizi convenzionati e la gestione fisica dei tagliandi rendono difficoltoso il pasto durante il turno. Inoltre, il valore nominale di molti ticket (ad esempio 6 euro) non sempre copre il costo reale del pasto, costringendo i lavoratori a integrare con fondi personali.
Altri capitoli aperti nella vertenza
La disputa non si limita ai buoni pasto: nel comunicato della Cisl del 15 maggio sono stati evidenziati ulteriori problemi legati al trattamento economico del personale. In particolare il fondo del salario accessorio 2026 è stato giudicato da Cisl inferiore rispetto a quanto distribuito in altri enti del territorio, con ricadute negative sulla valorizzazione professionale e sul riconoscimento economico dei dipendenti. Anche l’indennità di rischio per i servizi esterni della Polizia Locale è stata oggetto di contestazione: a Legnano viene riconosciuta un’indennità di 4 euro, mentre in altri comuni della stessa area si arriva a 5-6 euro.
Conseguenze sul funzionamento dell’ente
Secondo i rappresentanti sindacali, la mancanza di risposte su questi fronti ha creato un clima di sfiducia e di assenza di dialogo con l’Amministrazione. La Cisl sostiene che una macchina comunale che non dialoga adeguatamente con i propri dipendenti rischia di comprometterne l’efficienza e, in prospettiva, la qualità dei servizi per i cittadini.
Lo scontro tra organizzazioni sindacali
La Cisl non ha mancato di criticare anche la Rsu del Comune, in cui la Cgil detiene la maggioranza, accusandola di operare come una «stampella dell’Amministrazione» e di non aver conseguito risultati concreti negli ultimi anni. Questa accusa ha provocato la risposta della Fp Cgil Ticino Olona e del segretario generale Roberto Nania, che hanno difeso il ruolo della rappresentanza sindacale unitaria e richiamato i risultati ottenuti con la contrattazione decentrata, dalle progressioni di carriera all’introduzione del welfare aziendale. Nania ha parlato anche di una presunta campagna elettorale mascherata in relazione alle accuse rivolte alla Rsu.
Prossime tappe e possibili scenari
La vicenda ha preso avvio il 4 maggio, quando il Comune ha respinto la richiesta sindacale di aprire un tavolo negoziale sul tema dei buoni pasto, richiamando «profili di discrezionalità amministrativa» e la presunta mancanza delle risorse necessarie. Con l’avvio della procedura, il Prefetto o il Ministero del Lavoro dovranno convocare le parti entro cinque giorni lavorativi per tentare la conciliazione. Se il confronto non darà esiti, la Cisl ha già annunciato la disponibilità a proclamare uno sciopero, una misura che potrebbe svilupparsi anche oltre il periodo delle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, come assicurato dai rappresentanti sindacali: le rivendicazioni, dicono, non sono di natura politica ma legate alla tutela dei diritti dei lavoratori.
Nei prossimi giorni la Prefettura sarà il palcoscenico decisivo per cercare una soluzione negoziata. Se il dialogo dovesse riprendere, si potrà discutere di tempi e modalità per l’adozione dei buoni pasto elettronici e per la revisione degli altri capitoli economici; in caso contrario, Palazzo Malinverni rischia di affrontare una mobilitazione significativa, la prima di questo tipo in anni per il Comune di Legnano.

