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Milano, omicidio di Roberto Guerrino: i carabinieri indagano su incontri online

Il corpo di Roberto Guerrino è stato trovato in un appartamento di via Nino Oxilia a Milano; i carabinieri, coordinati dalla Procura e dal pubblico ministero Carlo Scalas, analizzano chat su platforme di incontri e reperti rinvenuti in casa per ricostruire dinamica e movente.

Milano, omicidio di Roberto Guerrino: i carabinieri indagano su incontri online

Il ritrovamento del corpo di Roberto Guerrinointerprete di 60 anni, ha avviato un’indagine articolata che interessa più fronti investigativi a Milano. L’abitazione si trova al quarto piano in via Nino Oxilianella zona della Stazione Centrale e del quartiere NoLoe gli accertamenti condotti dai carabinieri sono coordinati dalla Procura. Le verifiche si concentrano sia sui profili di contatto della vittima sia sugli elementi materiali rinvenuti nell’appartamento, con l’obiettivo di ricostruire le ore precedenti al fatto.

Elemento digitale: analisi di chat e appuntamenti

Tra i filoni principali dell’inchiesta c’è l’esame dei dispositivi e delle applicazioni utilizzate dall’uomo. Gli investigatori hanno acquisito telefoni e computer per ricostruire conversazioni e incontri potenzialmente fissati via Grindr e Romeopiattaforme che la vittima avrebbe usato. Questo passaggio mira a stabilire se l’incontro con l’ipotetico aggressore sia stato organizzato online o sia scaturito in altro modo; le tracce digitali possono fornire orari, luoghi di incontro e nomi di contatti che indirizzino le indagini.

Il contesto di precedenti segnalazioni

Già in passato Guerrino aveva denunciato un episodio violento e un furto da parte di una persona conosciuta tramite una piattaforma di incontri, con successive minacce. Pur non essendo automaticamente collegabile al delitto, questo antecedente rappresenta un elemento contestuale che gli inquirenti tengono in considerazione per ricostruire le frequentazioni e i rischi legati agli appuntamenti online nella vita della vittima.

Indagini sul luogo del delitto e reperti

All’interno dell’appartamento al civico 11 di via Nino Oxilia sono stati trovati oggetti insanguinati e alcune statuette, tra cui figure di Buddha, che al primo esame potrebbero essere state usate come oggetti contundenti. Le lesioni al capo e al volto riscontrate sul corpo fanno ritenere agli investigatori che la morte sia avvenuta a seguito di violenti colpi inflitti con oggetti domestici. Saranno gli esami tecnici e l’autopsia a chiarire con precisione l’arma impiegata e l’ora del decesso.

Rilievi scientifici e tracce biologiche

Gli specialisti stanno raccogliendo impronte e possibili tracce biologiche all’interno dell’appartamento per identificare il responsabile. L’analisi del sangue, delle fibre e di eventuali residui organici è parte delle attività forensi orientate a collegare una persona fisica alla scena del crimine. Ogni reperto repertato sarà sottoposto a esami di laboratorio per stabilire una corrispondenza con potenziali sospetti.

Ricostruzione esterna: telecamere e circostanze della scoperta

Per delineare la dinamica degli spostamenti precedenti e successivi al delitto, i carabinieri stanno verificando le registrazioni delle telecamere nella zona. Le registrazioni pubbliche non hanno sinora fornito elementi decisivi, mentre l’attenzione maggiore è rivolta ai sistemi di videosorveglianza privati degli edifici e delle attività commerciali vicine. Il corpo di Guerrino è stato trovato in soggiorno, e l’allarme è scattato quando l’ex compagno, residente a Genovanon avendo risposte, ha chiesto a una parente di controllare l’abitazione; i Vigili del Fuoco sono intervenuti per forzare l’ingresso al quarto piano perché la porta era chiusa a chiave.

Segni della possibile rapina

All’interno dell’appartamento risultano mancanti alcuni effetti personali della vittima, tra cui il telefono cellulare, il portafoglio e denaro contante, circostanza che orienta gli investigatori verso l’ipotesi di una rapina o di un conflitto legato a questioni economiche. Gli accertamenti proseguiranno per stabilire se la sottrazione di beni sia avvenuta contestualmente all’omicidio o successivamente.

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Carlo Scalassono in corso per chiarire ogni elemento utile a individuare il responsabile e ricostruire la dinamica dei fatti. L’insieme delle attività — dalle perizie tecniche all’analisi delle chat fino ai controlli delle telecamere — costituisce il quadro operativo con cui gli inquirenti intendono rispondere ai principali interrogativi sul caso.

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