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Distopia e barconi: il nuovo allestimento di Emanuele Aldrovandi al Teatro Fontana

Anteprima di uno spettacolo che rovescia le rotte migratorie e propone un talk con Mediterranea Saving Humans

Distopia e barconi: il nuovo allestimento di Emanuele Aldrovandi al Teatro Fontana

La pièce Scusate se non siamo morti in mare di Emanuele Aldrovandi propone una visione capovolta del presente: immagina un’Europa piegata da crisi economiche e ambientali che diventa, essa stessa, terra di emigrazione. In questo allestimento ospitato al Teatro Fontana lo spettatore è chiamato a rivedere categorie consolidate come confine, soccorso e responsabilità. L’autore, noto per una scrittura che mescola ironia e tensione drammatica, costruisce una narrazione in cui la finzione apre uno spazio di riflessione politico-sociale senza perdere la forza della messa in scena.

La struttura dello spettacolo è semplice e spietata: tre persone su una banchina, un container e un marinaio che traffica speranze come merci. Attraverso dialoghi serrati e momenti di sospensione, la scena esplora la distopia come lente critica: non si tratta solo di raccontare una migrante saga, ma di smontare automatismi del pensiero comune. Il testo, che ha ottenuto il riconoscimento di essere finalista al Premio Riccione e al Premio Scenario 2015, ritorna in lingua italiana in una nuova produzione che conserva la potenza del testo originale.

Trama e ribaltamento delle prospettive

Al centro c’è il paradosso: se fossero gli europei a dover salire su un’imbarcazione clandestina, come cambierebbe la percezione collettiva? La vicenda segue due uomini e una donna che cercano di raggiungere paesi più ricchi e accoglienti nascondendosi su un container. Con sapienza drammaturgica, Aldrovandi alterna toni comici e toni tragici, costruendo una parabola che evolve dalla quotidianità all’incubo e infine a una sorta di rivelazione simbolica. Il meccanismo funziona perché costringe a spostare il punto di vista: quello che siamo abituati a chiamare cronaca diventa materiale teatrale in grado di destabilizzare.

Personaggi e ambiente scenico

I protagonisti non sono archetipi astratti, ma individui con sogni, paure e inganni: ognuno porta motivazioni differenti e lo stesso destino sospeso tra speranza e disillusione. La scenografia, pensata da Francesco Fassone, crea uno spazio claustrofobico e realistico allo stesso tempo, dove il container diventa paesaggio e macchina simbolica. Le luci di Fabio Bozzetta e le musiche di Riccardo Tesorini lavorano in sinergia per comporre atmosfere che oscillano tra grottesco e dolorosa verità, mentre i costumi di Costanza Maramotti definiscono i corpi sul palco con precisione.

Cast, squadra creativa e riconoscimenti

In scena si avvicendano Debora Zuin, Tomas Leardini, Luca Mammoli, Sara Manzoni e Vincenzo Di Giovanni, interpreti chiamati a sostenere una scrittura che richiede elasticità comica e profondità emotiva. La regia è dello stesso Emanuele Aldrovandi, che firma anche il testo; la produzione è curata dall’Associazione Teatrale Autori Vivi e dal Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale. Lo spettacolo è stato selezionato da Next – Laboratorio delle Idee per la produzione e programmazione in Lombardia, un riconoscimento che ne sottolinea la rilevanza artistica e culturale.

Note tecniche e durata

Lo spettacolo ha una durata di 90 min e vede la collaborazione di una squadra tecnica che include Olimpia Fortuni per i movimenti scenici, Giorgia Blancato per il trucco e Bianca Giardina come aiuto regia. La messinscena mette al centro il corpo e il respiro degli interpreti, affidando alla regia la capacità di orchestrare ritmo, pause e tensione morale. Nel testo emergono richiami culturali e osservazioni sociali, come la memoria storica della mobilità che ricorda riflessioni giornalistiche sull’emigrazione europea del passato.

Programmazione e eventi collaterali

Le repliche sono programmate dal 14>17 maggio con i seguenti orari: giovedì e venerdì ore 20.30, sabato ore 19.30, domenica ore 16.00. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la biglietteria via email a biglietteria@teatrofontana.it o telefonare al numero 02 69015733. L’allestimento offre allo spettatore non solo la visione dello spettacolo, ma un’occasione di confronto sul presente e sulle sue contraddizioni.

Talk post-spettacolo: “Al cuore”

Il 15 maggio è previsto un talk post-show intitolato Al cuore, curato da Martina Parenti e Ivonne Capece, che mette in dialogo l’autore con rappresentanti della rete Mediterranea Saving Humans. L’incontro vuole esplorare il rapporto tra scena e cronaca, mostrando come il teatro possa deformare il reale per renderlo nuovamente percepibile e per disinnescare cliché. Parteciperanno Emanuele Aldrovandi, Ivonne Capece e un membro di Mediterranea, con il coordinamento di Martina Parenti: un momento pensato per approfondire etica e pratica del racconto scenico.

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