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Il ritorno di Sto diventando un uomo al Teatro Franco Parenti con Sara Bertelà

Al Teatro Franco Parenti torna il testo di Claire Dowie: una metamorfosi scenica che apre spazi di dibattito via via animati da ospiti diversi

Al Teatro Franco Parenti prende nuova vita Sto diventando un uomo, il monologo di Claire Dowie che racconta una trasformazione inaspettata: una donna che si sveglia e scopre che il suo corpo sta cambiando. Sul piano narrativo il testo alterna ironia a momenti di delicatezza emotiva, offrendo al pubblico una riflessione netta sul rapporto tra identità personale e richieste sociali.

Questa messa in scena, ripresa da Benedetta Frigerio e affidata alla forza interpretativa di Sara Bertelà, riaffronta il materiale originale con uno sguardo contemporaneo. La produzione custodisce la memoria dello spettacolo andato in scena nel 2006 sotto la direzione di Andrée Ruth Shammah, aggiornandone sensibilità e ritmo senza tradirne lo spirito provocatorio.

La drammaturgia e l’impatto del testo

Il nucleo drammaturgico trae spunto da La metamorfosi di Kafka per costruire una parabola sulla trasformazione fisica e identitaria. Il linguaggio di Dowie mescola il serio e il comico: il risultato è un monologo che tocca la sfera privata ma allarga lo sguardo sul contesto sociale. In scena, la metamorfosi diventa lente per indagare stereotipi, aspettative di genere e la pressione a incasellare i desideri individuali in categorie rigide.

Tonality e struttura narrativa

La partitura drammaturgica privilegia una narrazione diretta e frammentata, capace di alternare momenti di racconto personale ad istanti di commento metateatrale. La scelta di adottare un registro che oscilla fra la battuta e la confessione contribuisce a rendere lo spettacolo al tempo stesso riflessivo e accessibile: il pubblico ride e si commuove perché riconosce la fragilità umana dietro le etichette.

Lo spettacolo continua: dibattito e ospiti

Una caratteristica distintiva di questa produzione è il format che prosegue oltre la rappresentazione: dopo la recita si apre uno spazio di confronto nel quale intervengono ospiti chiamati a stimolare il dibattito su quanto emerso in scena. L’iniziativa crea un ponte fra palcoscenico e pubblico, trasformando la serata in un’occasione di approfondimento collettivo su identità e ruoli sociali.

Calendario degli interventi

Il cartellone degli ospiti prevede partecipazioni diverse: il 5 Marzo Jo Squillo; il 6 Marzo Liv Ferracchiati; il 7 Marzo Gianmarco Negri; l’8 Marzo Marcela Serli e Sergia Adamo; il 10 Marzo Medusa La Pesciua e Marco Kassir; l’11 Marzo Monica Capuani e Simone Vero; il 13 Marzo Valeria Cantoni; il 14 Marzo Livia Grossi; il 15 Marzo Andrée Shammah e Sara Bertelà; il 17 Marzo Luca Milanese; il 18 Marzo Giacomo Zani; il 19 Marzo Chiara Padovani; il 20 Marzo Maggie Rose; il 22 Marzo Francesco Toscani; il 24 Marzo Jennifer Radulovic; il 25 Marzo Giada Biaggi. Alcuni interventi sono curati da Marcela Serli. Questa programmazione rende ogni replica un evento con una prospettiva in più.

Crediti tecnici, produzione e informazioni pratiche

La messa in scena porta la firma di un team tecnico che traduce la visione in immagini: scene di Alberto Accalai, costumi di Simona Dondoni, luci di Domenico Ferrari e aiuto allo spettacolo Andrea Volpi. Nel ruolo del presentatore è Matteo Banfi. La traduzione è curata da Monica Capuani e Massimiliano Farau, e la produzione è firmata da Teatro Franco Parenti in accordo con Arcadia & Ricono Ltd, per gentile concessione di Claire Dowie.

Le repliche sono programmate fino al 25 Marzo e il progetto prevede un dialogo costante con il pubblico attraverso gli incontri post-spettacolo: un modo per trasformare la visione in pratica condivisa. Per informazioni su biglietti e orari è consigliabile consultare il sito del teatro o i canali ufficiali della produzione.

Perché vederlo oggi

Oltre al valore teatrale, Sto diventando un uomo è rilevante come dispositivo culturale: invita a ripensare categorie come maschile ed femminile e solleva domande sulle aspettative che la società pone sui corpi e sui desideri. Lo spettacolo non offre risposte nette, ma propone uno spazio per interrogarsi insieme, accompagnato da una recitazione capace di fondere ironia e profondità emotiva. In questo senso, la serata al Teatro Franco Parenti diventa un’occasione per guardare il teatro come luogo di trasformazione e confronto.

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