Un percorso espositivo che riunisce oltre 250 opere di Robert Mapplethorpe, tra autoritratti, muse celebri e composizioni che confrontano il corpo con la statuaria classica

La mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio propone a Milano un’ampia indagine sul lavoro di uno dei fotografi più discussi e ammirati del XX secolo. Allestita nelle sale del Palazzo Reale, l’esposizione raccoglie oltre 250 opere che attraversano le diverse fasi creative dell’artista, mettendo in luce il rapporto tra estetica classica e tensione erotica.
Per il visitatore si apre così un percorso che non è solo cronologia di immagini, ma anche una narrazione dei rapporti umani, dei miti visivi e delle contraddizioni che hanno segnato la vita e la produzione di Mapplethorpe.
Curata da Denis Curti e prodotta in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation e Marsilio Arte, la retrospettiva è il secondo atto di una trilogia iniziata a Venezia e destinata a proseguire altrove. L’allestimento mette in dialogo ritratti, nudi, collage e nature morte, e usa didascalie e teche per contestualizzare materiali d’archivio come riviste, cassette e lettere. Questo apparato espositivo aiuta a comprendere come il desiderio – inteso sia come spinta affettiva sia come vocazione estetica – sia stato motore costante della sua poetica.
Contesto curatoriale e allestimento
L’impianto espositivo, suddiviso in sette capitoli tematici, mette in evidenza la coesistenza tra rigore formale e volontà di provocazione nell’opera di Mapplethorpe. Le sezioni percorrono gli esordi con i collage, l’amicizia con Patti Smith, il rapporto con figure come Lisa Lyon, e la progressiva ricerca della perfezione nella resa del corpo umano. L’allestimento include anche oggetti personali e materiali che ricostruiscono l’habitat culturale dell’artista, offrendo chiavi di lettura utili per decifrare tanto gli scatti più sobri quanto quelli volutamente spiazzanti.
Curatela e materiali d’archivio
Oltre alle stampe iconiche, la mostra espone teche con documenti d’epoca: riviste censurate, le musicassette dei dischi di Patti Smith e piccoli oggetti che rimandano alle relazioni e alle fonti di ispirazione di Mapplethorpe. Questo materiale permette di cogliere il legame tra biografia e produzione artistica, mostrando come l’artista trasformasse elementi personali in dispositivi formali. Il catalogo di Marsilio Arte accompagna il visitatore con saggi che approfondiscono temi e fonti.
I temi principali: desiderio, forma e mito
Al centro della rassegna c’è la tensione tra perfezione classica e la volontà di spingere oltre i limiti del convenzionale. Le sezioni dedicate ai ritratti rivelano la cura compositiva e l’empatia con i soggetti, da Isabella Rossellini a David Byrne, mentre gli autoritratti mostrano la molteplicità delle maschere che Mapplethorpe assume per interrogare identità e desiderio. In queste immagini il corpo diventa linguaggio plastico, misurato con occhio da scultore e resa dalla luce con rigore quasi accademico.
Le muse e la figura del corpo
La presenza di figure quali Patti Smith e Lisa Lyon mette a fuoco la relazione intensa tra fotografo e soggetto: in certe serie il nudo assume una qualità statuarieggiante, in altre una carica più prossima al glamour o alla sfida del kitsch. La sezione “Nudi e fiori” mette in parallelo corpi e fiori, creando metafore visive sulla fragilità e sulla vitalità; poche immagini a colori, come il celebre scatto del papavero, sorprendono per la loro carica simbolica.
Statue, perfezione e simbologia finale
Il capitolo conclusivo confronta fotografie di statue antiche con ritratti dal vivo, restituendo la capacità del fotografo di donare «morbidezza» alla pietra e tensione plastica al corpo umano. La sua Hasselblad è usata come strumento di trasformazione: la statua si anima e il corpo umano si offre come scultura in movimento. Nelle teche di supporto sono esposti anche oggetti dal potenziale aneddotico, come una banana appesa a chiavi citata più volte nei commenti critici, che rimanda a discorsi sull’arte e sulla provocazione.
Informazioni pratiche
La mostra è ospitata al Palazzo Reale, Piazza del Duomo 12, Milano. Le date ufficiali riportate dalle comunicazioni curatoriali sono dal 19/01/2026 al 17/05/2026; alcune segnalazioni indicano l’apertura a partire dal 29-01-2026. L’orario di visita per il pubblico è generalmente dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 19:30, con giovedì apertura serale fino alle 22:30 e chiusura il lunedì. L’ingresso è a pagamento con tariffe variabili (indicazioni ufficiali riportano prezzi minimi e massimi). Per informazioni e dettagli sulle prenotazioni consultare il sito ufficiale del Palazzo Reale o il catalogo di Marsilio Arte.





