La mostra «Supereroi - Proteggiamo i Bambini Insieme» racconta, attraverso cinquanta scatti realizzati da operatori della Polizia Postale, il lavoro silenzioso e complesso contro lo sfruttamento sessuale online dei minori

Argomenti trattati
- Mostra a Palazzo Reale: “Supereroi — Proteggiamo i Bambini Insieme”
- Un racconto per immagini e persone
- Un percorso educativo per famiglie e scuole
- Il lavoro della Polizia Postale: competenze e resilienza
- Collaborazione istituzionale e rete territoriale
- Verso strumenti pratici: kit e monitoraggio
- Perché visitare la mostra
Mostra a Palazzo Reale: “Supereroi — Proteggiamo i Bambini Insieme”
Nel cuore di Milano, a Palazzo Reale, è stata inaugurata la mostra fotografica Supereroi — Proteggiamo i Bambini Insieme, un progetto che mette in luce un impegno spesso poco visibile ma cruciale: la tutela dei minori dalle forme di sfruttamento sessuale online.
L’iniziativa vuole trasformare dati e procedure in immagini capaci di parlare alle persone, non solo agli addetti ai lavori.
Un racconto per immagini e persone
L’esposizione, promossa dal Centro Operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale della Lombardia e realizzata insieme al Comune di Milano, a Terre des Hommes Italia e a Coriandoli per Shanti Bhavan Onlus, raccoglie cinquanta fotografie scattate dagli operatori Ester Lo Feudo, Marco Domizi e Giovanni Marcellino. Le fotografie alternano scatti che mostrano la fragilità delle vittime a immagini che raccontano la resilienza e il lavoro degli investigatori: un equilibrio tra testimonianza emotiva e documentazione tecnica.
I testi che accompagnano le immagini sono di Rosy Della Ragione, giornalista e sceneggiatrice, e aggiungono profondità narrativa e contesto informativo. I pannelli illustrano sia gli aspetti psicologici che quelli proceduralmente investigativi, offrendo al visitatore chiavi di lettura concrete su fenomeni come l’adescamento online e la produzione e diffusione di materiale illecito.
Un percorso educativo per famiglie e scuole
La mostra non si limita a esporre fotografie: affianca un programma educativo rivolto a famiglie, insegnanti e operatori socio-educativi. Nei pannelli informativi si trovano consigli pratici per una navigazione consapevole, indicatori utili per riconoscere segnali di rischio e suggerimenti per instaurare un dialogo efficace tra adulti e minori. Le attività in programma includono visite guidate, incontri tematici e workshop dedicati al riconoscimento precoce dei segnali di disagio.
La manifestazione è visitabile gratuitamente dal 19 al 22 febbraio e si propone come occasione di confronto intergenerazionale: i materiali messi a disposizione serviranno per rafforzare la rete di protezione sul territorio e per dotare scuole e centri famiglia di strumenti concreti.
Il lavoro della Polizia Postale: competenze e resilienza
Le immagini esposte documentano anche il lato operativo delle indagini digitali: attività svolte a volte in anonimato, con metodologie complesse che richiedono competenze tecniche elevate — dall’analisi dei dispositivi alla gestione e interpretazione dei dati digitali — ma anche capacità relazionali per il sostegno alle vittime. Il reportage fotografico aiuta il pubblico a comprendere cosa comporta indagare reati come la pedopornografia e l’adescamento online.
Non va dimenticato l’aspetto umano: gli operatori affrontano un forte carico emotivo e per questo la gestione dello stress e il supporto psicologico sono elementi imprescindibili per garantire efficacia e tutela di chi è coinvolto.
Collaborazione istituzionale e rete territoriale
Alla presentazione della mostra erano presenti rappresentanti istituzionali, tra cui il prefetto Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale e l’assessore del Comune di Milano Marco Granelli. Anche il direttore centrale per la Polizia scientifica e la sicurezza cibernetica, Luigi Rinella, e la Fondazione Milano-Cortina, rappresentata da Domenico De Maio, hanno richiamato l’attenzione sull’importanza di un coordinamento tra forze dell’ordine, amministrazioni locali e organizzazioni civiche. Solo lavorando insieme è possibile tradurre linee guida e buone pratiche in azioni efficaci sul territorio.
Verso strumenti pratici: kit e monitoraggio
Tra le future tappe del progetto c’è la distribuzione di kit informativi a scuole e centri per le famiglie e l’implementazione di workshop rivolti a insegnanti e operatori. Gli organizzatori prevedono anche monitoraggi per valutare l’impatto delle azioni e migliorare gli strumenti messi a disposizione.
Perché visitare la mostra
Supereroi non è solo un’esposizione fotografica: è un invito all’azione. Visitarla significa conoscere le dinamiche degli abusi online, capire il ruolo che famiglie, scuole e istituzioni possono avere nella prevenzione e sostenere una cultura della protezione dei più vulnerabili. Le immagini e i materiali informativi vogliono stimolare il dialogo, fornire strumenti pratici e favorire una rete di responsabilità condivisa.





