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Presentazione di Uomini pallidi e il racconto storico delle Dolomiti giorni verticali

due letture affini per temi e intensità: a Milano la presentazione di Uomini pallidi di Giovanni Peparello; a seguire, la rilettura storica dell'alpinismo sui Monti Pallidi firmata da Stefano Ardito

Nel panorama editoriale contemporaneo convivono opere che affrontano la realtà attraverso l’immaginazione e volumi che ricostruiscono con rigore il passato degli uomini che hanno scelto la montagna. A Milano è prevista la presentazione di Uomini pallidi di Giovanni Peparello, un romanzo che miscela fantascienza sociale e indagine morale; allo stesso tempo, la saggistica di Stefano Ardito propone una lunga traiettoria storica dedicata all’alpinismo sui Monti Pallidi.

La presentazione di Uomini pallidi: trama e contesto

Il libro di Giovanni Peparello sarà presentato il 24-02-2026 presso Anarres Libreria-bistrot a Milano, con la partecipazione di Martina Neglia. L’opera immagina un mondo in cui il problema della fame è apparentemente risolto grazie alla diffusione della carne-non-carne prodotta dalla corporazione Tunguska. Questa soluzione tecnologica porta con sé una pace apparente e un monopolio economico difficilmente contrastabile, ma dietro il successo c’è un segreto che intreccia politica, etica e interessi industriali.

La presentazione si propone come momento di confronto su questioni che vanno oltre la semplice trama: si discuterà di controllo delle risorse, dipendenza tecnologica e delle conseguenze sociali di soluzioni globali imposte dall’alto. La voce di Peparello, accompagnata dall’intervento di Neglia, mira a stimolare il pubblico su come la narrativa possa fungere da lente critica sulla contemporaneità.

Dolomiti giorni verticali: centocinquant’anni di alpinismo

Stefano Ardito, con il suo volume dedicato ai Monti Pallidi, ricostruisce oltre un secolo di storie di montagna. Il racconto spazia dagli ultimi giorni dell’estate del 1857 fino alla primavera del 2007, collegando l’avventura pionieristica di John Ball sul Pelmo alle imprese moderne come il free solo di Hansjörg Auer sul Pesce.

Il filo conduttore del libro è la persistenza della motivazione che spinge gli alpinisti: la stessa energia che, secondo George Leigh Mallory, può essere riassunta in un secco «Because it’s there» — ovvero la spinta a misurarsi con la montagna semplicemente perché esiste. Ardito mette in luce come cambino gli strumenti, i mezzi di comunicazione e le tecniche, mentre la natura della sfida rimane una costante nel tempo.

Prospettive e personaggi

Nel testo emergono protagonisti molto diversi per provenienza sociale e formazione, ma uniti dalla stessa passione. Ardito racconta decine di giornate memorabili in parete, con una scrittura che combina resoconto tecnico e narrazione umana. L’opera non è solo una cronaca di imprese: diventa anche una storia culturale degli atteggiamenti che circondano la montagna e dell’evoluzione delle pratiche alpinistiche.

Chi è Stefano Ardito

Nato a Roma nel 1954, Ardito è alpinista, giornalista, fotografo e documentarista. Ha curato reportage per testate come Specchio, Alp e Meridiani, e ha scritto decine di guide e libri sulle montagne italiane. Tra i suoi meriti figurano la partecipazione alla fondazione di Mountain Wilderness e il coinvolgimento nella creazione del Sentiero Italia. Con Versante Sud ha pubblicato altre opere nella stessa linea editoriale, tra cui Giorni della Grande Pietra e Giorni di Granito e di Ghiaccio.

Perché leggere questi due titoli

Mettere a confronto un romanzo di speculazione sociale e un saggio storico sull’alpinismo permette di cogliere come letture diverse possano offrire chiavi interpretative analoghe. Uomini pallidi solleva interrogativi etici e politici sull’uso della tecnologia e sul potere concentrato nelle mani di pochi, mentre Dolomiti giorni verticali ricostruisce l’epopea umana che ha trasformato paesaggi e immaginario collettivo.

Entrambi i testi invitano il lettore a riflettere sul rapporto tra individuo e sistema: che si tratti dell’alpinista che affronta una parete o della società che adotta una soluzione alimentare globale, le dinamiche fondamentali tra rischio, scelta e responsabilità restano centrali. In questo senso, le due opere rappresentano letture complementari per chi cerca approfondimento e stimoli critici.

Informazioni pratiche e consigli di lettura

La presentazione di Uomini pallidi si terrà il 24-02-2026 ad Anarres Libreria-bistrot a Milano; è un’occasione per ascoltare l’autore e partecipare a un dibattito su temi di attualità. Per chi preferisce la montagna come lente storica, il volume di Ardito è disponibile tramite Versante Sud e si presta sia alla lettura appassionata che all’uso come riferimento per studi sull’alpinismo.

Consiglio di avvicinarsi a entrambi i testi con mente aperta: leggere il romanzo come una lente critica sulle possibili derive del presente e affrontare il saggio come un viaggio che mette in prospettiva le radici e l’evoluzione di una passione collettiva. In entrambi i casi, il lettore troverà materiale per interrogarsi e confrontarsi con idee che restano pertinenti anche al di fuori delle pagine.

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