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Sculture di Paul Troubetzkoy: mostra alla Galleria d’Arte Moderna di Milano

Un ritratto approfondito di Paul Troubetzkoy tra influenze francesi, scultura animalier e l'idea di una 'scultura impressionista' alla GAM

Sculture di Paul Troubetzkoy: mostra alla Galleria d'Arte Moderna di Milano

La Galleria d’Arte Moderna di Milano ospita una rassegna dedicata a Paul Troubetzkoy, artista che ha segnato il passaggio tra Otto e Novecento con opere capaci di catturare movimento e carattere. La mostra, aperta dal 27 febbraio 2026 al 28 giugno 2026, propone un dialogo tra le sculture dell’autore e dipinti di colleghi europei, facendo emergere la complessità del suo linguaggio artistico.

Visitare questa esposizione significa avvicinarsi a un’idea di scultura che parte dalla sensibilità della Belle Époque e si confronta con il contesto internazionale dell’epoca. Tra ritratti di personalità celebri e lavori animalier, emerge una pratica artistica volta a privilegiare l’impressione complessiva rispetto al dettaglio analitico.

L’artista e la sua visione

Paul Troubetzkoy nacque in Italia da una famiglia di origini russe e statunitensi e si formò tra Milano, Mosca, San Pietroburgo, Parigi e gli Stati Uniti. La sua esperienza cosmopolita alimentò uno stile di ritrattistica che seduceva aristocratici, intellettuali e i primi protagonisti del cinema americano. Qui il termine scultura impressionista appare utile per descrivere un procedimento in cui la resa dell’energia e del gesto ha spesso la priorità sulla definizione delle superfici, un concetto che possiamo intendere come predilezione per l’effetto visivo e emotivo.

Ritratto e animalier: due anime dell’opera

Oltre ai celebri ritratti, Troubetzkoy coltivò la scultura animalier con sensibilità naturalistica raffinata. La sua attenzione agli animali non è solo formale: riflette convinzioni personali, tra cui scelte alimentari e rapporti con figure come Lev Tolstoj e George Bernard Shaw. Nell’esposizione è possibile percepire la medesima cura per il carattere e il movimento sia nei busti umani sia nelle rappresentazioni animali, confermando il ruolo del ritratto come veicolo di identità e presenza.

La mostra alla GAM e le collaborazioni internazionali

La rassegna è il frutto di una coproduzione tra la GAM | Galleria d’Arte Moderna di Milano e il Musée d’Orsay di Parigi, realizzata con il sostegno di CMS.Cultura e il Museo del Paesaggio di Verbania. L’allestimento mette a confronto le opere di Troubetzkoy con dipinti di artisti come Bolodini, Sorolla e Repin, creando un dialogo visivo che rende leggibile il clima artistico della Belle Époque su più fronti.

Il catalogo e la lettura critica

Il volume che accompagna la mostra ripercorre la carriera dell’artista e propone una riflessione sul concetto di scultura impressionista come pratica in cui «la vita prevale sulla forma esatta». Questa definizione invita il pubblico a guardare le opere non solo come oggetti finiti, ma come istantanee emotive e relazionali, capaci di restituire l’impressione di una figura in movimento o di un animale catturato nel suo istante caratteristico.

Informazioni pratiche e iniziative collaterali

La mostra si svolge in via Palestro 16, Milano, con orari stabiliti: martedì e mercoledì 10.00-17.30, giovedì 10.00-21.00, venerdì, sabato e domenica 10.00-19.00; chiusura il lunedì. I biglietti sono a pagamento con una fascia che va da 6,00 a 16,00 euro. Per informazioni e prenotazioni è disponibile il numero 051.330931 e la mail prenotazioni@cmscultura.it. Queste indicazioni pratiche facilitano la pianificazione della visita e l’accesso alle opere.

Appuntamenti: conferenza e tariffe agevolate

Tra gli eventi collaterali figura la conferenza in italiano intitolata ‘Paul Troubetzkoy – Lo scultore della Belle Époque’, organizzata dall’Institut français Milano e condotta da Omar Cucciniello, conservatore della GAM. L’incontro illustra i rapporti dell’artista con la Francia; l’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Per la visita alla mostra è prevista una tariffa ridotta di 12 euro anziché 14 euro presentando la Carte Institut français Milano.

Nel complesso, la rassegna offre una lettura approfondita di un protagonista che seppe coniugare tecnica e sensazione: conoscere Paul Troubetzkoy attraverso questo allestimento significa comprendere come la scultura possa conservare l’immediatezza di un gesto e la vibrante testimonianza di un’epoca.

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