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Liquidazione Hoepli, possibili scenari per la libreria e la casa editrice

Hoepli, la storica libreria e casa editrice di Milano, entra in una fase di liquidazione volontaria dopo 156 anni: bilanci negativi, conflitti interni e l'incertezza sul futuro dei circa 90 lavoratori

La storica realtà editoriale Hoepli è entrata in una fase critica: l’assemblea dei soci ha deciso lo scioglimento della società e la sua messa in liquidazione volontaria. Dopo 156 anni di attività, questa scelta segna l’inizio di un percorso che dovrà gestire aspetti finanziari, legali e occupazionali.

Al centro della vicenda ci sono non solo i numeri di bilancio ma anche tensioni tra i soci che hanno reso difficile trovare una strategia condivisa per il rilancio.

La decisione ha immediatamente acceso il dibattito pubblico e sindacale: tra le preoccupazioni principali figura il destino dei circa 90 lavoratori che operano tra libreria e casa editrice. Mentre alcuni soci propongono scenari di cessione parziale o totale dell’azienda, altri, come il socio Giovanni Nava, che detiene circa il 30% delle quote, hanno annunciato ricorsi e azioni per tentare di salvare l’unità storica dell’impresa.

Le ragioni della decisione

Secondo la nota ufficiale, la scelta di procedere con la liquidazione volontaria è stata motivata da risultati di esercizio negativi e da un persistente conflitto interno tra i soci. Sul piano economico, la combinazione tra un mercato editoriale in evoluzione e la pressione sui conti ha ridotto le opzioni praticabili per la continuità. Sul piano umano e gestionale, le divergenze sulle strategie future hanno reso difficile condividere un piano di rilancio credibile e sostenibile nel medio termine.

Bilanci, mercato editoriale e responsabilità

Il peso dei bilanci in rosso non è stato l’unico fattore: il contesto del mercato librario e delle pubblicazioni tecniche ha subito trasformazioni che richiedono investimenti e scelte manageriali mirate. La maggioranza dei soci ha ritenuto che la strada della liquidazione fosse la più idonea a preservare, per quanto possibile, il patrimonio aziendale e a tutelare i creditori, ma la decisione ha subito sollevato critiche da parte di chi auspicava un cambiamento di management o l’ingresso di nuovi investitori per un rilancio strutturale.

Scenari per lavoratori e attività

Il futuro operativo di Hoepli resta incerto: la procedura di liquidazione può portare alla vendita dell’intera azienda oppure alla cessione frazionata delle sue diverse anime — libreria, casa editrice, cataloghi di manualistica e servizi editoriali. Ogni opzione comporta conseguenze diverse per i dipendenti: da una possibile ricollocazione all’interno di una struttura acquirente, a contratti sospesi o risoluzioni. I sindacati hanno chiesto l’intervento delle istituzioni cittadine per sostenere soluzioni che riducano l’impatto occupazionale.

Vendita frazionata o ricollocamento

La vendita in rami d’azienda potrebbe preservare parti strategiche come il marchio o il catalogo editoriale, ma rischia di frammentare un ecosistema che ha funzionato per decenni come unità integrata. In alternativa, un acquirente unico potrebbe garantire maggiore continuità operativa, sebbene trovare un investitore disposto a rilevare un’impresa con conti in attivo richieda trattative complesse e garanzie. In ogni caso, il destino dei circa 90 lavoratori dipenderà dalle scelte che emergeranno nella fase di liquidazione.

Reazioni e prossime mosse

La decisione societaria ha provocato reazioni immediate: il socio Giovanni Nava ha dichiarato che si opporrà in tutte le sedi legali per tentare di evitare la disgregazione dell’azienda e per proporre alternative di rilancio con un nuovo management. L’avvocata Laura Limido è stata indicata come figura responsabile della gestione della procedura di liquidazione, con il compito di garantire una conduzione imparziale e il rispetto dei diritti dei creditori e dei lavoratori.

I sindacati e alcuni cittadini hanno organizzato forme di protesta e iniziative pubbliche per richiamare attenzione sull’importanza culturale della libreria per la città di Milano. È stato annunciato un flash mob davanti alla sede come segnale di vicinanza ai dipendenti e di richiesta di interventi mirati. Nei prossimi giorni la procedura di liquidazione entrerà nel vivo, con valutazioni legali, offerte di acquisto e possibili mediazioni che potrebbero ridisegnare il futuro di un presidio culturale che ha attraversato generazioni.

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