Il Soul Festival riunisce scrittori, filosofi, artisti e religiosi a Milano dal 18 al 22 marzo per riflettere sul mistero attraverso eventi pubblici e momenti di silenzio

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Milano ospita il Soul Festival di Spiritualità
Milano ospita il Soul Festival di Spiritualità, rassegna incentrata sul tema del mistero. Il festival, definito dagli organizzatori «il canto del mondo», si svolge dal 18 al 22 marzo. La città diventa palcoscenico di oltre settanta appuntamenti tra dialogo intellettuale, performance, laboratori e ritualità condivise.
L’iniziativa coinvolge professionisti di ambiti diversi: scrittori, filosofi, teologi, artisti, giornalisti e scienziati. Il festival si propone come luogo di sosta riflessiva in un periodo ritenuto complesso e incerto a livello globale. L’intento è favorire spazi di ascolto e contemplazione, riscoprendo il valore del silenzio e della pausa come elementi rigenerativi per la vita urbana.
Programma e momenti simbolo
Il calendario della manifestazione comprende 70 appuntamenti tra incontri pubblici e iniziative esperienziali. Tra gli eventi centrali figurano le cene monastiche al Refettorio Ambrosiano, coordinate da don Paolo Alliata e Cristina Arcidiacono. Le cene sono concepite come momenti di comunione semplice e meditativa attorno al cibo.
All’alba, sulle Terrazze del Duomo, è prevista una sessione di meditazione guidata condotta da monsignor Mario Delpini. La sessione sarà arricchita dalle letture dell’attore Lino Guanciale, che alternano parola e silenzio per offrire una partenza diversa alla giornata. L’organizzazione segnala orari e luoghi dettagliati nel programma ufficiale del festival, disponibile presso i punti informativi della manifestazione.
Un incontro nella cattedrale e il linguaggio della memoria
In continuità con il programma ufficiale del festival, la cattedrale di Milano ospiterà un evento che unisce musica e narrazione. L’appuntamento vedrà la partecipazione dell’arcivescovo di Algeri, Jean-Paul Vesco, accompagnato dagli strumenti dell’Orchestra del Mare.
La performance trasformerà in esperienza teatrale i ricordi di alcuni ospiti di rsa italiane. Il progetto, introdotto dallo psicoanalista Vittorio Lingiardi, propone una messa in scena sensoriale della memoria collettiva, utilizzando anche l’oscurità come elemento espressivo per enfatizzare percezioni e narrazioni.
L’iniziativa intende favorire un dialogo tra istituzioni religiose, operatori culturali e comunità locali. L’organizzazione segnala che orari e accessi sono indicati nel programma ufficiale del festival, disponibile nei punti informativi della manifestazione.
Ospiti, apertura e chiusura
In continuità con il programma ufficiale del festival, l’apertura è prevista mercoledì 18 marzo alle 18:00 in Università Cattolica. L’incontro vedrà la partecipazione dello scrittore spagnolo Javier Cercas, la cui presenza definisce il tono letterario e meditativo della rassegna.
La rassegna si conclude domenica 22 marzo alle 21:00 al Piccolo Teatro Strehler con lo spettacolo Un niente più grande, scritto e interpretato da Mariangela Gualtieri. L’appuntamento corrisponde alla chiusura di cinque giorni di eventi dedicati a riflessione e arti performative.
Formato e varietà degli eventi
Le proposte comprendono talk, performance site-specific, laboratori pratici e rituali collettivi. Alcuni appuntamenti privilegiano il confronto teorico. Altri cercano l’esperienza sensoriale. Altri ancora lavorano sul ricordo e sulla cura dell’identità personale e collettiva. L’intento dichiarato è avvicinare il pubblico al mistero attraverso percorsi differenti. Questa pluralità mira a raggiungere pubblici diversi e a stimolare riflessioni su più livelli.
Un invito al silenzio nella vita cittadina
Questa pluralità di eventi prosegue con un richiamo alla riflessione suggerito dall’arcivescovo di Milano, Mario Delpini. Delpini ha indicato che il festival intende riscoprire il valore del silenzio nel contesto urbano.
Dal punto di vista pastorale l’arcivescovo ha spiegato che il silenzio non è soltanto assenza di rumore. È una condizione che favorisce il contatto con il mistero e la relazione con gli altri. Secondo Delpini, tale pratica impedisce che la città si trasformi in uno spazio dominato dall’arroganza e dalla fretta.
Perché partecipare
Il festival prosegue l’appello a rallentare espresso dall’arcivescovo Mario Delpini. Chi partecipa trova occasioni per ascoltare voci autorevoli e per sperimentare pratiche pensate per favorire la riflessione. Sono previste sessioni di meditazione sulle terrazze del Duomo, cene comunitarie e incontri con filosofi e artisti. L’offerta invita a considerare la spiritualità non come appartenenza religiosa, ma come ricerca di senso e apertura al mistero che attraversa l’esperienza individuale.
Informazioni pratiche
Il programma si svolge su più sedi cittadine, con eventi distribuiti in luoghi scelti per la loro capacità di favorire ascolto e confronto. La partecipazione comporta lo spostamento tra sedi diverse, con percorsi pensati per integrare momenti di silenzio e dialogo. Orari e modalità di accesso sono indicati nel programma ufficiale e prevedono iniziative a ingresso gratuito e a pagamento, secondo le singole manifestazioni.
Il Soul Festival offre un calendario variegato di incontri, performance e pratiche rivolte a residenti e visitatori. Le proposte privilegiano spazi di profondità per favorire riflessione e lentezza nella vita urbana. Le modalità di accesso, indicate nel programma ufficiale, comprendono iniziative a ingresso gratuito e a ingresso a pagamento, con dettagli organizzativi disponibili sul sito degli organizzatori.





