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Al Mudec la mostra ‘100 fotografie per ereditare il mondo’ racconta due secoli di fotografia

Al Mudec, una rassegna di cento scatti propone un viaggio visivo lungo due secoli, curata da Denis Curti e prodotta da 24 ORE Cultura

Al Mudec di Milano arriva una mostra che racconta la fotografia come strumento di memoria, indagine e racconto del mondo. “100 fotografie per ereditare il mondo” mette in dialogo immagini storiche e lavori contemporanei, costruendo un itinerario visivo che mette a fuoco trasformazioni sociali, conflitti e cambiamenti culturali.

L’allestimento è pensato per far emergere sia la forza testimoniale dello scatto sia le sperimentazioni più recenti, in sale pensate per accogliere tanto gli appassionati quanto chi si avvicina per la prima volta alla storia visiva.

Curata da Denis Curti con Alessio Fusi e Alessandro Curti, la rassegna sarà visitabile dal 7 marzo al 28 giugno; la produzione è a cura di 24 ORE Cultura, con Zurich main sponsor e il supporto di Turisanda1924 (Alpitour World). Per accompagnare i visitatori sono stati predisposti pannelli informativi e percorsi tematici che spiegano i contesti delle immagini senza imporre una sola chiave di lettura.

La selezione delle cento fotografie non segue un ordine puramente cronologico: gli scatti sono accostati per creare confronti e tensioni visive che aprono letture plurime. In questo dialogo tra passato e presente emergono continuità e rotture — dalle prime sperimentazioni ottiche fino a lavori contemporanei che mescolano linguaggi e media — mostrando come la fotografia abbia cambiato strumenti e formati ma continui a osservare e interpretare la realtà.

Il percorso copre quasi due secoli di pratiche fotografiche e mette in evidenza il ruolo dell’immagine come archivio della memoria collettiva e, al tempo stesso, come agente capace di influenzare percezioni e opinioni. Le sequenze espositive favoriscono confronti formali e narrativi: un dettaglio del passato può risuonare in uno scatto moderno, e una serie di immagini apparentemente distanti tra loro può produrre nuove chiavi di lettura.

Tra i temi ricorrenti spiccano memoria, migrazione, lavoro e conflitto. Ci sono fotografie che documentano eventi emblematici e altre che raccontano la quotidianità: insieme, compongono mappe visive di cambiamento sociale e di pratiche di vita. Le didascalie e i riferimenti bibliografici offrono strumenti per approfondire senza soffocare l’esperienza visiva, invitando il pubblico a riflettere e a farsi domande.

La mostra mette anche in luce la dimensione persuasiva delle immagini: oltre a informare, la fotografia può orientare sentimenti e discorsi pubblici. I curatori hanno quindi scelto scatti capaci di stimolare un pensiero critico, invitando il visitatore a considerare non solo ciò che vede ma come e perché viene rappresentato.

Dal punto di vista organizzativo, l’evento integra supporto istituzionale e partnership private per garantire qualità espositiva e accessibilità. Le risorse raccolte hanno permesso di curare allestimenti, materiali di approfondimento e servizi al pubblico, con l’obiettivo di offrire un’esperienza fruibile e coinvolgente per fasce di pubblico diverse.

Per informazioni pratiche su orari e modalità di visita consultare la pagina del museo: mudec.it/100-fotografie-per-ereditare-il-mondo. La mostra si propone come un’occasione per riscoprire la fotografia non solo come documento del passato, ma come strumento vivo per comprendere il presente e immaginare il futuro.

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