La versione di Cenerentola firmata da Giorgio Madia per il Balletto di Milano reinventa la fiaba con gusto comico, orchestrazioni rossiniane e una scenografia immaginifica

Giorgio Madia firma una Cenerentola che guarda al presente senza tradire la magia della fiaba. Per il Balletto di Milano il coreografo mette in scena una versione brillante e ironica, dove la danza si intreccia con trovate sceniche inedite e un gusto farsesco che non rinuncia all’emozione.
Un’apertura che sorprende
Lo spettacolo si apre giocando con le aspettative: una scena in controluce suggerisce l’antefatto e subito ribalta il consueto registro. Si alternano momenti di ilarità e passaggi che provocano stupore, con immagini coreografiche costruite più sul colpo d’invenzione che sulla semplice narrazione lineare. La regia privilegia l’effetto scenico, ma senza perdere di vista la trama: i ruoli restano riconoscibili, rilette però con piglio contemporaneo.
Cenerentola tra invisibilità e ribalta
Madia tratteggia Cenerentola come una presenza domestica quasi mimetizzata, la sua mise richiama la tappezzeria di casa, suggellando la distanza emotiva che la separa dalla famiglia. Gli abusi della matrigna e delle sorellastre diventano routine comiche, montate come gag e piccoli sketch quotidiani: la crudeltà si trasforma in una serie di situazioni grottesche che esaltano tanto la fragilità del personaggio quanto la sua valenza simbolica. Il ritmo è spesso farsesco, e il dispositivo comico serve a illuminare piuttosto che a sdrammatizzare a tutti i costi.
Personaggi che si mettono in gioco
Anche la fata perde l’aura epifanica per farsi figura più concreta, goffa e seducente a un tempo. Nel secondo atto gli snodi classici — festa, incontro con il principe, ricerca della scarpetta — scorrono come di consueto, ma filtrati da un dinamismo scenico che privilegia il gesto e lo gag teatrale: il folklore fiabesco convive con ironia e ritmo serrato.
Rossini come motore narrativo
La partitura gioca un ruolo centrale: Madia sceglie brani di Gioachino Rossini per tessere il paesaggio sonoro dello spettacolo. La brillantezza melodica e gli effetti orchestrali accentuano i contrasti comici e i momenti lirici, guidando le invenzioni coreografiche e scandendo i tempi della scena. La musica non è solo accompagnamento, ma vero e proprio partner di danza, capace di sottolineare colpi di scena e di dare coesione all’azione.
Un universo visivo curato nei dettagli
Scenografia e costumi di Cordelia Matthes costruiscono un mondo fiabesco denso di dettagli: carrozze, cavalli, abiti e la celebre scarpetta convivono tra il familiare e l’immaginifico. Questa estetica valorizza le gag e sostiene i movimenti dei danzatori, offrendo allo stesso tempo chiarezza narrativa e piacere visivo.
Un allestimento pensato per tutti
La Cenerentola di Madia è pensata per essere accessibile: il Balletto di Milano la mette in cartellone nei principali teatri cittadini e in rassegne dedicate alla danza, con l’obiettivo di parlare tanto agli appassionati quanto a un pubblico più ampio. In alcune serate lo spettacolo si trasforma in evento: cene sul palcoscenico, iniziative legate a ricorrenze e formule immersive che rendono l’uscita teatrale un appuntamento completo. Queste scelte aiutano a diversificare il pubblico e a sostenere la produzione dal punto di vista economico e relazionale.
Cosa resta alla fine
La lettura di Madia restituisce la fiaba riconoscibile, ma la rinnova con leggerezza e intelligenza: coreografie vivaci, una partitura rossiniana ben calibrata, un allestimento visivo ricco e dettagliato. Chi cerca divertimento e sorpresa troverà uno spettacolo che sa essere al tempo stesso familiare e sorprendente, destinato a tornare nei prossimi cartelloni del Balletto di Milano.





