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Mostra di Stefano Zardini a Milano: le Dolomiti rivisitate in chiave pop per i Giochi 2026

Una mostra che rilegge le immagini d'epoca delle Dolomiti con interventi grafici e cromatici: tra trilogie e archivi familiari, l'esposizione celebra il legame tra arte e montagna durante i Giochi Milano-Cortina 2026.

La Fabbrica del Vapore di Milano ospita una mostra fotografica legata ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026. L’esposizione, firmata dal fotografo ampezzano Stefano Zardini, propone una lettura contemporanea della montagna e della memoria alpina. L’inaugurazione è fissata per il 12 febbraio 2026 alle 17:00; la manifestazione rimarrà aperta dal 13 febbraio al 13 aprile 2026.

Mostra e calendario

L’esposizione intitolata “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt” sarà visitabile dal 13 febbraio al 13 aprile 2026. È prevista un’anteprima stampa il 12 febbraio alle 15:00 e l’apertura al pubblico il giorno successivo.

Promotori e patrocinio

L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Bolzano e gode del patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. L’operazione inquadra il progetto fotografico nell’offerta culturale collegata ai Giochi Olimpici.

Obiettivo artistico

La mostra mira a ricomporre la memoria visiva delle Alpi attraverso un linguaggio contemporaneo. Le immagini intendono stabilire un dialogo tra paesaggio montano e tessuto urbano, coerente con lo spirito olimpico di connessione tra territori.

Contestualizzazione

Le tendenze emergenti mostrano un crescente interesse per ricerche visive che reinterpretano il paesaggio alpino. Secondo il registro dell’iniziativa, il progetto di Zardini si colloca in questa corrente, privilegiando narrazioni visive che uniscono tradizione e innovazione.

L’evento si svolge a Milano, presso la Fabbrica del Vapore, e costituisce uno degli appuntamenti culturali collaterali ai Giochi Olimpici Milano-Cortina 2026.

Un approccio visivo che mescola passato e presente

La mostra prosegue con tre cicli distinti: The Pioneers’ Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio. I lavori nascono dall’archivio fotografico famigliare del fotografo e vengono sottoposti a interventi cromatici e grafici che reinterpretano immagini d’inizio Novecento in chiave pop.

Le tendenze emergenti mostrano un interesse crescente per il riuso degli archivi e per la sovrapposizione temporale nelle arti visive. L’operazione intende confrontare la memoria dei luoghi montani con la percezione contemporanea. Ne risulta un dialogo tra patrimonio privato e narrazione collettiva, in cui la fotografia esercita la funzione di ponte estetico e documentale.

The pioneers’ passion: il racconto dei primi pionieri

Le immagini selezionate dall’archivio Zardini sono state rielaborate per creare un racconto contemporaneo che mantiene la forza documentale delle fotografie originali. Le opere sovrappongono colori e segni grafici per accentuare la carica narrativa delle imprese d’epoca. Le scelte formali trasformano l’istantanea storica in testimonianza visiva accessibile al pubblico urbano.

Snowland e l’irriverente rilettura delle cime

Snowland propone una lettura alternativa delle Dolomiti, in cui le cime assumono valori simbolici e scenografici. Le scelte estetiche, ispirate al linguaggio pop, intendono sovvertire la solennità tradizionale del paesaggio alpino. Le tendenze emergenti mostrano come la montagna sia rappresentata oggi anche come spazio di immaginario e spettacolo, oltre che di natura e fatica.

Tracce, archivi olimpici e la neve come tela

La terza macrotappa, Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio, propone un approccio intimo al paesaggio montano. L’autore concepisce la neve come una tela su cui incidere segni, ombre e memorie. Le immagini privilegiano la sottrazione del dettaglio per favorire una lettura meditata e sensoriale della natura.

Fotografie d’epoca delle olimpiadi del 1956

A integrazione dell’allestimento è esposta una selezione di immagini storiche provenienti dall’archivio di famiglia Zardini dedicate alle olimpiadi del 1956. Questi documenti funzionano da ponte tra passato e presente e offrono un approfondimento sull’evoluzione dell’iconografia sportiva.

Le tendenze emergenti mostrano come la montagna sia oggi rappresentata anche come spazio di immaginario e spettacolo, oltre che di natura e fatica. In questo contesto, la serie fotografica e le immagini d’archivio dialogano per ricostruire stratificazioni di memoria visiva e significato.

L’allestimento si integra nel percorso espositivo complessivo, invitando a una fruizione lenta e riflessiva delle opere. L’ultimo elemento visivo proposto funge da raccordo tra la dimensione documentaria e l’intenzione poetica dell’autore.

Curatela, pubblicazioni e contributi istituzionali

In continuità con la sezione precedente, la mostra è curata da Margherita Palli, Thina Adams e Valentina Vidali. Le curatrici hanno coordinato la lettura critica del materiale e la comunicazione delle tematiche principali.

Per l’occasione è stato realizzato un catalogo che raccoglie saggi e interventi di rilievo. Tra i contributi figurano testi di Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e di Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano. Il dialogo tra istituzioni locali e mondo artistico sottolinea la volontà di usare la cultura come veicolo per raccontare il territorio in occasione dei Giochi Milano-Cortina 2026.

Perché visitarla

La rassegna offre un’esperienza immersiva che combina storia, estetica pop e riflessione sul paesaggio alpino. Chi visita la mostra si confronta con diverse modalità di narrazione fotografica, scopre materiali d’archivio reinterpretati in chiave contemporanea e comprende come le immagini possano riattivare memorie collettive legate alla montagna e allo sport.

Le tendenze emergenti mostrano un interesse crescente per interventi culturali che dialogano con eventi internazionali. In questo caso la programmazione si inserisce nel quadro dei Giochi Milano-Cortina 2026 e mira a valorizzare il territorio attraverso la fotografia e il patrimonio visivo.

Informazioni pratiche: apertura al pubblico dal 13 febbraio al 13 aprile 2026 presso la Fabbrica del Vapore a Milano. L’inaugurazione ufficiale è fissata per il 12 febbraio 2026 alle ore 17:00, con anteprima stampa alle ore 15:00.

La mostra si rivolge tanto ai cittadini milanesi quanto ai turisti interessati a storia e cultura visiva. Sono previsti percorsi espositivi pensati per favorire la lettura critica delle immagini e il confronto con i materiali d’archivio, offrendo spunti utili a studiosi e appassionati.

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