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Stefano Di Marino: “Avventura, noir e giallo sono il mio marchio di fabbrica”

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"Speriamo di tornare presto a socializzare": l'intervista a Stefano Di Marino per la rubrica Bella Milano.

stefano di marino
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Stefano Di Marino, autore di libri di avventura “declinati a seconda dei generi nel noir e nel giallo”, come si definisce lui stesso, ha raccontato la sua vita, il suo lavoro e il rapporto con la città di Milano nell’intervista per la rubrica Bella Milano.

Intervista a Stefano Di Marino

Milano e il crimine o Milano e le case editrici non ci manca ne l’uno ne le altre. La domanda è: se non fossi nato a Milano avresti comunque scritto di crimini?

Sì penso di sì. Io più che altro scrivo di avventura, declinata a secondo dei generi anche nel noir e nel giallo. È un po’ il mio marchio di fabbrica, perché l’avventura, la spy story e il thriller sono i filoni con cui mi sono formato e che, a ben guardare, hanno tutti dei denominatori comuni.

Sei uno degli scrittori più prolifici al mondo , hai scritto una montagna di libri di ogni genere, ma anche di saggi, articoli fumetti (SAS, Operazioni segrete). Come organizzi il tuo tempo?

Svolgo questa attività a vari livelli da oltre trent’anni. Devo dire che ho sempre avuto una ottima organizzazione del tempo. Divido i “compiti” per settori e mi pongo degli obiettivi raggiungibili ogni giorno. Un capitolo, un articolo, una recensione.

E poi…mi metto a lavorare. Con questo sistema, un pezzo alla volta si fano molte cose. Anche l’organizzazione del lavoro fa parte della professionalità.

Immagino che scrivendo così tanto il lockdown precedente e quello in corso non ti abbiano toccato più di tanto ma al di là avresti come scrittore una situazione come quella della attuale pandemia mondiale ma soprattutto come pensi che si evolverà?

Di solito quanto uno scrittore di spy stories ipotizza una pandemia si tratta di qualcosa di veramente molto più grave.

Almeno in apparenza una malattia come l’Ebola o la Fdbbre di Marburg sarebbero più drammatiche da raccontare…l’ho fatto in Ora Zero per esempio. A guardare bene sono più adatte a essere affrontate in un racconto le conseguenze economiche che possono portare a operazioni spionistiche. Inizialmente ero del parere (e lo sono ancora) che il lettore voglia essere portato lontano da quello che vede al telegiornale, ma considerato che la spy story va di pari passo con l’attualità, non si può far finta che non sia successo.

Le vicende devono mantenere quindi una loro originalità, inserite in un contesto che, senza star troppo a pesare sul morale del lettore, tenga presente la realtà.

Hai sempre lavorato con le migliori case editrici del genere come Urania, Longanesi e Giallo Mondadori come ti sei trovato e come ti ha spinto a cambiare di volta in volta e parlaci del tuo nuovo progetto con gli amici di Bloodbuster se puoi.

I rapporti con le case editrici sono sempre complessi. Ho avuto la fortuna di lavorare con i principali gruppi editoriali italiani. Diciamo che come ci si trova dipende dalle persone che si incontrano. Di tutte però il rapporto migliore l’ho avuto e ancora ce l’ho con Mondadori che è l’ambiente in cui sono cresciuto professionalmente. Con Bloodbuster è un rapporto prima di tutto di amicizia e di passione condivisa (il cinema). Qualche anno fa, abbiamo realizzato questo volume celebrativo dei 25 ani della mia serie Il Professionista. Per il futuro sto collaborando a un volume realizzato da un gruppo di lavoro. Su questo parleremo quando saremo in una fase più avanzata…

Quando non scrivi cosa fai?

Moltissime cose…non mi annoio mai. Ho praticato arti marziali tutta la vita e mi sono attrezzato una piccola palestra in casa. Giusto per non patire troppo il lockdown. Ho anche la fortuna di fare un lavoro che è anche il mio interesse. Per cui quando non scrivo leggo moltissimo e guardo molti film , il che rappresenta un divertimento e uno studio. Amo la vita sociale, le presentazioni, le serate, le cene con amici…Speriamo di poter riprendere a socializzare presto…

Leggi anche la precedente intervista della rubrica Bella Milano.

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