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Matteo Ragni: “Milano e il design? Due facce della stessa medaglia”

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Il designer Matteo Ragni ha raccontato a Notizie.it | Milano il rapporto profondissimo che lega la città di Milano e il mondo del design.

matteo ragni
matteo ragni

Il designer Matteo Ragni, vincitore di numerosi premi, racconta a Notizie.it | Milano il rapporto che lega la città di Milano e il design, in un anno particolare come il 2020 che ha visto l’annullamento del Salone del Mobile a cause dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus.

Intervista a Matteo Ragni

Matteo, quanto incide il design su Milano e quanto Milano incide sul design?

Milano e design sono due facce della stessa medaglia. Punto

La Design Week per Milano è un po’ come il Superbowl per gli USA. Quando ha iniziato ad essere cosi preponderante a livello mediatico e di immaginario collettivo?

La Milano Design Week ha sempre rappresentato a mio avviso il capodanno del design a livello mondiale.

Le agende di qualsiasi designer dovrebbero essere stampate a partire dal primo giorno del Salone del Mobile anziché dal 1 gennaio.

la maison

La Design Week e le Fashion Week sono gli eventi cardine di Milano e sono quanto di più diverso ci possa essere, la Design Week si tiene una volta all’anno ed é fatta di eventi inclusivi, aperti a tutti, mentre la Fashion Week si tiene 4 volte all’anno ed è fatta di eventi esclusivi rivolti agli specifici addetti ai lavori.

Vi sono punti di incontro tra design e fashion?

Mi piacerebbe dire che quello che accomuna la “Design Week” e la “Fashion Week” sia solamente la parola “week”, ma come sappiamo sempre di più design e moda stanno confluendo in un unico strano “organismo” di celebrazione dell’apparire piuttosto che dell’essere.

A prescindere da questo luogo comune avrai notato che a Milano praticamente ogni settimana viene celebrata la week di qualcosa, che sia food, foto, arte….Credo che la Design Week sia comunque un mix perfetto e difficilmente eguagliabile tra business (fiera prevalentemente esclusiva per addetti ai lavori), e entertainment (Fuorisalone più inclusivo e divulgativo).

Sará perchè vi conosco dagli esordi in comune ma ho sempre visto te e Giulio Iacchetti come Hannah & Barbera ed anche oggi che avete ognuno il proprio studio e siete affermati designer di riferimento internazionale avete questo vezzo di vincere il Compasso d’oro (uno per la posata “Moscardino” per Pandora ed uno per una serie di tombini con divertenti ma funzionali pattern antiscivolo per Montini) come lo spieghi?

Non c’è molto da spiegare, continuiamo a fare quello che ci piace fare, ossia progettare, prima lo facevano fisicamente in uno studio insieme, ora ognuno nel proprio studio ma con il piacere di condividere sempre dei momenti di confronto fatto di un sano e tagliente senso critico alla Amici Miei, oserei dire di monicelliana memoria. I premi sono sempre una piacevole conferma che quello che facciamo viene apprezzato, ma il vero scopo del design è quello di arrivare al mercato.

moscardino

Chi è il tuo designer di riferimento?

Che domanda! È come chiedere a qualcuno il colore preferito; dipende dalle giornate, dal periodo, da come mi sveglio e a cosa sto pensando. Ieri ad esempio il mio colore preferito era il ciano, stamattina mi sento più giallo zafferano, forse perchè mi sto pregustando l’idea di fare un buon risotto alla milanese per cena. Così come per i colori non ho un solo designer di riferimento. Ogni giorno mi ispira qualcuno, non necessariamente un designer direi. Questo cercare diversi e nuovi riferimenti mi sprona a diventare un designer migliore, il che si implica inevitabilmente diventare anche una persona migliore. Però se proprio vuoi una lista dei grandi classici, in ordine sparso: Charles Eames, Bruno Munari, Ettore Sottsass, Achille Castiglioni, Marco Zanuso, Olafour Eliasson e Ai Weiwei (non propriamente designer come gli altri ma di sicuro di grande ispirazione per me).

verwood

Circa la Design Week 2020 che previsione ci sono?

La pandemia in atto e il buon senso impongono vivamente di saltare un turno. Una sorta di anno sabbatico della “Design Week” non potrà che rafforzare la settimana più bella dell’anno che rischierebbe ora di essere ricordata solamente come una “design weak”

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