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Chiara Ticchi: “Più passa il tempo più mi sento milanese”

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Chiara Ticchi si è raccontata a Notizie.it | Milano parlando del suo rapporto con la città di Milano.

chiara ticchi
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Chiara Ticchi è nata in provincia di Piacenza, ha frequentato l’università a Milano e si è trasferita a Barcellona, dove ha avuto modo di realizzare una carriera molto internazionale, gestendo progetti in tutto il mondo, cammino che sta continuando a seguire anche a Milano, dove è rientrata a fine 2013.

Intervista a Chiara Ticchi

Ciao Chiara, sei di Piacenza ma hai vissuto a Barcellona ed adesso a Milano. Che differenza trovi tra queste città?

Per me queste 3 città hanno rappresentato 3 tappe della mia evoluzione personale: adolescenza, post-adolescenza / crescita verso l’età adulta, età adulta.

Piacenza è una piccola città, molto introversa, ma con tante cose da scoprire. Io sono innamorata di tutto ciò che si trova in provincia: la natura, i colli, le valli, i fiumi dove fin da piccola passavo le estati, le trattorie, i pisarei e faśö.

Proprio per il suo carattere riservato, non è particolarmente conosciuta. Ma forse meglio così, ce la godiamo un po’ di più noi “local”.

Barcellona è il contrario di Piacenza: ha un’anima espansiva, disinvolta, colorata, creativa. Soprattutto leggera. Perfetta per quando hai 20 anni e vuoi conquistare il mondo. Ogni singolo elemento di comunicazione, anche quello più istituzionale (ad esempio del Comune) per me è stato fonte di ispirazione. Ogni edificio, anche quello più nascosto, mi ha rivelato dettagli insoliti, vivaci, allegri. I catalani, dal carattere un po’ più serio e chiuso rispetto agli spagnoli, sono riusciti a trovare un ottimo equilibrio tra vita professionale e divertimento.

Milano è una realtà più matura. È vero, ci sono tanti divertimenti e occasioni di svago, ma ci sono altrettante attività stimolanti e culturali da godersi durante il giorno.

Ogni settimana ci sono eventi legati a diverse tematiche: dal vino alla fotografia, dal cinema alla montagna, dalla moda al design, dall’arte al food. Insomma, ce n’è per tutti i gusti e non si smette mai di apprendere cose nuove.

Per occuparsi di comunicazione è più facile farlo vivendo a Milano?

Come molti dicono, Milano è “the place to be”. Specialmente quando si parla di comunicazione, pubblicità, marketing. Milano è da anni in costante fermento, attrae talenti da tutta Italia e dall’estero e si è convertita in una fucina di idee. Corsi, eventi, dibattiti, conferenze, spazi di co-working: ci sono mille occasioni per trovarsi e trovare nuovi stimoli. Alla base del mio lavoro risiede la creatività, e la creatività si trova laddove diverse persone con distinti background ed esperienze si confronta.

Nel tuo lavoro da quando sei a Milano ti sei sentita discriminata in quanto donna?

Credo che sia più interessante parlare di come Milano, in generale, accolga le donne.

Per me è stata una sorpresa vedere quante donne come me siano rientrate negli ultimi anni da città come Londra, Singapore, New York etc., attratte da quanto il capoluogo lombardo può offrire. Non credo che possiamo parlare di parità di sessi al 100% in nessun luogo al mondo, ma sono convinta che a Milano ci sia sempre più posto per eccellenze femminili armate di energia e creatività, con voglia di realizzarsi e realizzare i propri progetti. Qualche tempo fa ho partecipato a un importante Forum sulla Sostenibilità Ambientale e Sociale: tutti gli interventi sono stati fatti da donne, imprenditrici e importanti manager. È stato veramente interessante!

So che scii e vai in surf. Trovi sia complicato coltivare questi sport in una città che non ha ne mare ne montagne?

Assolutamente no.

Milano mi permette di arrivare in 2 ore sia al mare che in montagna. Se c’è onda, carico la tavola e mi dirigo in Liguria o in Toscana. Se c’è neve (possibilmente fresca) o se ho voglia di fare un trekking, prendo l’auto e fuggo sui monti. Credo che nella distanza tra Milano e il mare / la montagna risieda la coesione tra le persone che hanno questi interessi. Ci si ritrova, ci si organizza, si parte insieme alle 5 del mattino per inseguire le proprie passioni…e si beve una birra a fine giornata. Ho stretto bellissime amicizie proprio in questo modo!

In che percentuale ti senti milanese?

Difficile dirlo. Più il tempo passa, più mi sento milanese. Ma se sono arrivata a Milano è grazie al percorso che ho fatto in precedenza e che non posso di certo dimenticare. Quando sono rientrata ho rimpianto per 2 anni Barcellona. Poi ho capito il perché sono qui. E mi sento fortunata a vivere in una città che offre tutte queste opportunità.

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