×

Strage di Piazza Fontana: perché Pertini non strinse la mano al Questore Guida?

Condividi su Facebook

Durante un'intervista Sandro Pertini raccontò il vero motivo legato alla strage di Piazza Fontana, per cui non strinse la mano al questore di Milano.

Pochi giorni dopo la strage di Piazza Fontana, avvenuta il 12 Dicembre 1969, l’allora presidente della Camera dei deputati, e successivamente Presidente della Repubblica, Sandro Pertini si recò a Milano in visita ufficiale. Trovatosi davanti al questore Marcello Guida, Pertini si rifiutò di stringergli la mano, facendo scatenare l’opinione pubblica.

Anni dopo, durante un’intervista con Oriana Fallaci, Pertini spiegò il vero motivo del suo gesto mancato.

Pertini sulla strage di Piazza Fontana

Oltre che a essere celebre per la sua onestà, sincerità – e anche per la sua loquacità – Sandro Pertini è sempre stato il simbolo dell’antifascismo. Proprio per questo, quando si rifiutò di stringere la mano a Guida, l’opinione pubblica pensò a motivi risalenti al passato. Infatti, prima di rivestire il ruolo di questore, Guida gestì l’esilio di Benito Mussolini presso Ventotene: decise di non farlo sbarcare presso la cittadina di Latina perché ritenuta una situazione di pericolo per il dittatore italiano.

“Lei sa che al presidente della Repubblica, della Camera, del Senato, spetta viaggiare col saloncino, che poi è una vettura speciale attaccata al treno. Sicché vado a Milano e, quando il saloncino è fermo su un binario morto perché sto facendo colazione, il mio segretario dice: «Il questore Guida ha chiesto di ossequiarla, signor presidente». E io rispondo: «Riferisca al questore Guida che il presidente della Camera Sandro Pertini non intende riceverlo».

Mica perché era stato direttore della colonia di Ventotene, sa? Non fosse stato che per Ventotene, avrei pensato: ormai tu sei questore e voglio dimenticare che hai diretto quella colonia, che vieni dal fascismo, che eri un fascista”, disse Pertini.

E poi rivelò: “Perché su di lui gravava, grava, l’ombra della morte di Pinelli. E a me basta che Pinelli sia morto in quel modo misterioso quando Guida era questore di Milano perché mi rifiuti di accettare gli ossequi di Guida.

Oriana, io non sono capace di far compromessi!”.

In seguito a quell’intervista del 1973 Oriana Fallaci disse di Pertini: “È un uomo che ha tanto da dire, senza esser sollecitato. Infatti non si intervista Sandro Pertini. Si ascolta Sandro Pertini. Nelle sei ore che trascorsi con lui, sarò riuscita sì e no a piazzare quattro o cinque domande e due o tre osservazioni. Eppure furono sei ore di incanto“.

1 Comment
più vecchi
più recenti
Inline Feedbacks
View all comments
Antonio
16 Dicembre 2019 09:55

Sarebbe interessante leggere il seguito del colloquio con Oriana Fallaci. Era giusto assumere quell’atteggiamento nei confronti del questore solo sulla base di un sospetto? Non dimentichiamo che 750 persone firmarono il manifesto contro il commissario Calabresi e di quelli solo Sofri e Carlo Ripa di Meana chiesero scusa alla vedova. Più tardi Paolo Mieli chiarì la sua posizione, perché anche il suo nome figurava tra i firmatari Antonio Soda.


Contatti:
Redazione Milano Notizie.it

La redazione è composta da giornalisti di strada, fotografi, videomaker, persone che vivono Milano e che credono nella forza dell'informazione dal basso, libera e indipendente. Fare informazione, per noi, non è solo un lavoro ma è amore per la verità.

Leggi anche