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La Moratti contro il comitato di San Siro dopo il rifiuto di Paul McCartney

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Letizia Moratti è seriamente dispiaciuta del no di sir Paul a San Siro, da grande fan dei Beatles qual è. Leggiamo su Repubblica che il rifiuto di McCartney all'esibizione al Meazza fa decisamente male all'immagine di Milano, che ha già perso Springsteen e Ac/Dc.

Il sindaco parte all'attacco:

"La rinuncia di McCartney al concerto di Milano spiace anche perché il turismo culturale dei giovani ha un'importante ricaduta anche economica per la nostra città. Le limitazioni di decibel, che non hanno alcun riscontro in altre città, nascono dalle proteste di comitati di pochissimi cittadini che tra l'altro prendono pure i biglietti quando gli vengono dati gratis, vanno ai concerti per poi lamentarsi dei decibel continuamente.

Queste proteste fanno perdere tanto alla città, in termini di opportunità per la musica e per i giovani, ma anche per il turismo culturale"

Inutile dire che la Moratti appoggia in pieno la linea dell'assessore Terzi.

Se Milano non può ospirare il baronetto state pur tranquilli che ci sono moltissime altre città pronte a farlo. E senza silenziatore.

Mimmo D'Alessandro, promoter della D'Alessandro & Galli, ha fatto sapere:

"Ci hanno chiamato praticamente da ogni città d'Italia.

Da Roma, il Coni ci ha messo a disposizione l'Olimpico. Da Firenze e Torino ci sono state offerte economiche, sempre per lo stadio. Napoli ha messo a disposizione piazza Plebiscito, Verona l'Arena. Da Nord a Sud c'è una gara per dare uno smacco a Milano. Ci vorrebbe una decisione forte da parte del sindaco Moratti: la prenda. Un artista e un promoter possono accettare una limitazione sull'orario. Si può cominciare anche alle 19.30, e finire comunque non oltre le 23.

Si può fissare un tetto al numero dei concerti allo stadio. Sui decibel no: per le partite di Milan e Inter si superano i 90. E non si può andare sul penale, noi diamo lavoro e rischiamo soldi. E la musica è vita, non rumore"

La situazione, aggiungiamo noi, comincia davvero a farsi preoccupante soprattutto in vista dell'Expo 2015. Dove gli eventi non mancheranno, con buona pace dei residenti.

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