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Monsoon, l’India allo Smeraldo. Intervista

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Dopo il successo nelle scorse settimane dello spettacolo “Bollywood the Show” presentato agli Arcimboldi, l’India torna a far parlare di sé e della sua tradizione musicale con un’esibizione eccezionale in esclusiva al Teatro Ventaglio Smeraldo.
Dr. Lakshminarayana Subramaniam, il più noto e virtuoso violinista indiano e la moglie cantante Kavita Krishnamurthy, avranno modo di intrattenere il pubblico milanese in un affascinante ed estroso concerto di musica indiana classica.

Insieme a loro sul palco, un ensemble di cinque straordinari musicisti indiani.
Data l’importanza dell’evento “An Indian Monsoon Musical Extravaganza“, abbiamo raccolto qualche curiosità in più grazie ad un’intervista piacevole con Ashanka Sen, rappresentante dell’ Indian Association of North Italy, una delle associazioni che ha reso possibile l’arrivo a Milano dei due virtuosi musicisti.

Antonella Grafone: Alla luce dei numerosi eventi culturali che recentemente hanno spopolato in Italia come il successo al cinema del film “The Millionaire” o lo spettacolo visto a Milano “Bollywood the Show”, Lei come interpreta l’approccio del nostro Paese alla cultura Indiana?

Ashanka Sen: Vivo in Italia da parecchi anni e posso affermare che gli italiani sono sempre stati aperti e curiosi nei confronti di altre culture.

L’interesse per L’india c’e’ sempre stato, a partire dagli anni ‘60 quando sono state scoperte le discipline dello Yoga e della meditazione e più recentemente con la visione di alcuni importanti film come Monsoon wedding. In questi mesi però qualcosa di più alto e profondo è accaduto e l’interesse é aumentato, portando dei riconoscimenti sempre maggiori e gratificanti per tutta la cultura indiana.

A. G.:
Signor Sen, oltre ad essere rappresentante dell’Indian Association of North italy, sappiamo che é anche un valido musicista, come vive la presenza di un violinista virtuoso ed acclamato in tutto il mondo come Dr.

L. Subramaniam in questo spettacolo così particolare?

A. S. : Per me é un’emozione enorme poter vedere il Maestro Subramaniam. Pensi che da noi in India, viene simpaticamente chiamato il Paganini della musica indiana. E’ virtuosissimo, ha suonato con i migliori musicisti non solo in India ma in tutto il mondo.
Ha collaborato con musicisti come Zubin Mehta nella New York Philarmonic Orchestra, ha composto musiche originali per numerosissimi film come Salaam Bombay diretto da Mira Nair o il Piccolo Buddha di Bertolucci, per citarne solo alcuni.

A.G. Come si é formato musicalmente il Maestro Subramaniam?

A.S.: Particolare rilievo nella sua formazione oltre alla musica classica indiana,bisogna darlo all’interesse che ha sempre nutrito per Paganini che lo ha così affascinato da creare un legame profondo con la musica classica occidentale.
Si é recato per gli studi alla Music School of California. La sua visione della musica é perciò molto ampia.

A.G. : Che relazione vede tra la musica più tradizionale indiana e le musiche di Bollywood rese più contemporanee?
A.

S. Bollywood é un’industria enorme in India che ha una storia da circa settant’anni.
La musica ha un ruolo fondamentale per tutti i film indiani. Almeno cinque o sei canzoni devono esserci, con balli e anche coreografie.
Credo che la musica di Bollywood attinga a tutti i generi, dalla musica classica, alla musica folkloristica e anche quella occidentale.
Ci sono alcune canzoni indiane influenzate dalle musiche della tradizione italiana tipo tarantelle, che hanno un bel ritmo incalzante adatto a questo genere di film.
Chi l’ascolta non può rimanerne distaccato. E’ molto coinvolgente.

A.G.: Coinvolgente così tanto da avvicinare musicisti classici alla composizione delle colonne sonore dei film bollywoodiani?
A.S. : Proprio così. Come nel repertorio del Maestro Subramaniam

A.G. . Che tipo di pubblico si aspetta di vedere a questo straordinario spettacolo?
Un pubblico educato alla musica classica o anche tanti curiosi e appassionati della cultura indiana?
A.S. : Secondo me più ampio perché il repertorio eseguito va oltre il confine della musica indiana. Poter ascoltare il Maestro é un’ esperienza difficile da dimenticare.
Personalmente non ho una formazione classica eppure quando lo ascolto, le sue note toccano le corde delle emozioni più profonde.

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