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Pendolari sul piede di guerra, si rompe giornalmente un treno su quattro

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Essere pendolari ed arrivare a Milano può essere una vera impresa:lo sanno per propria esperienza personale tutti i pendolari che percorrono la Lombardia: 1.800 treni al gior­no fra Trenitalia e Ferrovie Nord. Ogni mattina i pendolari che arrivano in città sono ben 200 mila, e tutti tra le 7 e le 9.

Purtroppo i problemi sono molti.Per esempio sulla linea da Bergamo i treni viaggiano carichi fino a due volte e mezzo la capienza con conseguenze disastrose per i passeggeri e per la sicurezza. «Ho totalizzato 3 ore e 20 mi­nuti per fare i soliti 70 chilometri che di solito copro in 1 ora e 20 – racconta Emilio Bianchi -. Tutti i treni S5, S6 e regionali per Novara, Va­rese e Domodossola erano in ritardo o cancellati.

La cosa peggiore, nessuna informazione». In mezzo al caos, funzionano solo Freccia Rossa ed Eurostar. La nuova linea dell’alta velocità si snoda a pochi me­tri dai vecchi binari.il confronto è impietoso: il Freccia Rossa che parte da Bologna alle 8.24, arriva a Milano alle 9.29. Per percorrere 210 chilometri, impiega un’ora e 5 minuti. Il regionale che da San Zenone, dove passa alle 7.59, approda nel capoluogo alle 8.55.

Fa un decimo della strada, 25 chilometri. Ma ci mette di più. E sembra che per il momento nessuno voglia o possa porci rimedio.

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