×

Protocollo d'intesa, Bondi e La Russa contestati dagli studenti

Condividi su Facebook

Tensione questa mattina all'Accademia di Brera. Sull'onda "dell'Onda" degli studenti, ancora in protesta per la riforma Gelmini, alcuni ragazzi si sono riuniti in un sit-in fuori dall stanze nelle quali si teneve l'incontro con il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e il sindaco Letizia Moratti.

L'occasione era il patto «Per la nuova Brera», un protocollo che prevede diversi interventi sul patrimonio artistico e culturale milanese. In mattinata, scrive il Corriere, dal quale riportiamo parte dell'articolo, uno striscione con la scritta «ma quale grande Brera! Accademia libera! Bondi, Moratti e La Russa fuori da Brera!» ha «accolto» le autorità intervenute all'incontro. Un gruppo di studenti ha poi bloccato l'uscita del palazzo di via Brera 2 gridando in coro: «I soldi per la scuola li devono trovare tagliando la spesa militare», costringendo i ministri a uscire dalle uscite di sicurezza.

I poliziotti in tenuta antisommossa hanno lasciato l'ingresso della struttura, al termine di una manifestazione che si è svolta in modo del tutto pacifico, lasciando spazio al presidente dell'accademia, Gabriele Mazzotta, che ha incontrato i ragazzi rispondendo alle loro perplessità sul progetto che coinvolge il Comune e il Governo di costituire la cosiddetta «grande Brera».

Il «protocollo» sottoscritto dal sindaco è un vero e proprio «patto per Milano», che «identifica nel patrimonio culturale della città uno dei cardini del suo sviluppo in vista dell’Expo universale del 2015».

Il cuore dell’intesa è l’ampliamento della Pinacoteca di Brera all’interno degli spazi oggi occupati dall’omonima accademia e a Palazzo Citterio, ma c’è molto di più. Intanto, l'accademia traslocherà, entro un anno, nella caserma Magenta di via Mascheroni.

L’accordo riguarda inoltre anche altri luoghi della cultura milanese come il Museo del Novecento all’Arengario, i siti archeologici della Milano romana e l’attuale Palazzo di Giustizia che si trasferirà in periferia. Tra i monumenti citati nell’intesa viene data particolare rilevanza a Palazzo Litta (4,8 milioni di euro per il restauro e il trasferimento lì delle Soprintendenze), a Palazzo Reale (1 milione di euro per il restauro, a dicembre, delle superfici decorate della Sala delle Cariatidi), al Castello Sforzesco (640mila euro per la Sala delle Asse) e al Museo della Scienza (400mila euro per le cavallerizze ottocentesche e 3,3 degli 8,86 milioni di euro chiesti per l’intera struttura).

«Anche grazie a questo accordo – ha detto Bondi – siamo riusciti a ottenere l’attenzione dell’opinione pubblica sulla cultura che si è manifestata anche in dibattiti e controversie. Questo è già un risultato positivo, segno del fatto che c’è interesse per la cultura, c’è fame».

L’obiettivo dell’accordo, ha aggiunto Moratti, è la «valorizzazione del patrimonio culturale milanese, attraverso investimenti in controtendenza nella cultura» nonostante la crisi internazionale.

Insomma, le proteste degli studenti non sono ancora terminate, anche se ad essere sinceri non mi sembra che ci sia più la mobilitazione di qualche settimana fa.

La principale colpa, ma è una riflessione personale, credo sia da attribuirsi alla scarsa organizzazione dei collettivi. Sembra che non ci sia la voglia, o forse meglio dire la capacità, di organizzarsi tutta assieme per una protesta unitaria.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Leggi anche