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Il migliore amico dell'orso, intervista all'autore Arto Paasilinna

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Chi è Il migliore amico dell'orso? E' Oskari Huuskonen, pastore protestante dalla fede sanguigna e dubbiosa; ma è anche Arto Paasilinna, autore di culto in Finlandia che vede i suoi libri tradotti in 45 lingue, tra le quali l'italiano grazie alla casa editrice Iperborea.

E anche noi lettori siamo amici di quest'orso finlandese, narratore di fiabe moderne ma non troppo, assolutamente ecologiche e divertenti. L'ultima arrivata in Italia è appunto Il migliore amico dell'orso, storia di fede perduta e felicità ritrovata.

Sappiamo che Paasilinna non si offenderà se lo paragoniamo a un orso. Come ha raccontato Emilia Lodigiani, editora di Iperborea, lo stesso Paasilinna e il suo editore finlandese Jorma Kaimio si definiscono orsi nordici.

Ed è proprio questa la prima impressione che abbiamo scorgendoli poco prima della presentazione del Migliore amico dell'orso alla libreria White Star, a due passi dall Scala di Milano.

La parlata finlandese poi è decisamente ursina, boschiva e incomprensibile: Paasilinna non parla altre lingue e ascoltandolo riusciamo solo a percepire qualche assonanza con il tedesco; nemmeno la prosodia ci aiuta, anzi confonde. Ci affidiamo quindi alla traduzione di Jorma Kaimo, la cui professionalità mitiga la fastidiosa sensazione data dalla barriera linguistica che ci divide da Paasilinna.

Ecco qui una parte della nostra chiacchierata così potere cimentarvi con il finlandese. E nella seconda parte del post continuiamo a parlare di questo libro che ha riportato in Italia l'autore de L'anno della lepre.

E' sempre un piacere riprendere in mano un libro già letto, soprattutto se subito dopo la copertina si intravede la firma con dedica dell'autore. E riaprendo Il migliore amico dell'orso si ripercorre un viaggio alla ricerca della felicità, tema caro a Paasilinna, lui stesso viaggiatore in fuga durante la guerra, che ne ha fatto un leitmotiv riconoscibile e rassicurante: i suoi personaggi, come Vatanen nell'Anno della lepre e Huuskonen qui, fuggono da una situazione soffocante, statica, innaturale.

Cominciano ribaltando le convenzioni sociali, passando inevitabilmente per matti, fino alla rottura totale, meglio se con un animale come alleato.

E' proprio l'animale l'elemento di rottura, e se ci era riuscita una lepre immaginate che terremoto possa causare un orso. Il cucciolo d'orso, battezzato Satanasso, precipita nella vita del pastore Huuskonen non senza farsi norate: dal suo arrivo in poche pagine ci sono un funerale e uno sposo che dà alla macchia, con le conseguenze di cui solo un paesino finlandese è capace, ma l'orso non è mai ingombrante.

Paasilinna gli fa spazio nelle pagine del suo libro – particolarmente alto e stretto nella caratteristica edizione Iperborea – raccontando in modo realistico avventure degne di una fiaba.

Cresce l'orso e cresce la necessità di fuga del pastore, a colmare un vuoto di fede, di amore, di felicità, di vita. E certo l'orso con la sua stazza è in grado di placare l'horror vacui di Huuskonen.

Dalla città al bosco, passando per una proposta poi non concretizzata di letargo delgi umani, sull'esempio degli orsi; la religione lascia il posto alla scienza e alla ricerca di un'intelligenza superiore – definizione tuttavia cara anche al cristianesimo e alla filosofia – tra una gara di lancio del giavellotto verticale (già) e una rissa tra rabbini e Imam, inevitabilmente zittiti dall'orso ormai adulto.

Il tutto in un libro divertente, capace di un umorismo che si intravede negli occhi vivaci di Paasilinna quando rispondendo alle nostre domande sorride di gusto, sicuro dell'effetto comico delle sue battute. Un umorismo naturale, non c'é modo migliore di definirlo, in una fiaba naturalistica.

Ci sarebbe molto da dire su Paasilinna ma abbaimo già scritto fin troppo.. risparmiate gli occhi per leggere le sue parole in uno dei sui libri, sette quelli tradotti fin'ora da Iperborea. Eccoli, e buona lettura.

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