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Vie e Palazzi di Milano, tredicesima puntata: via Festa del Perdono, l'Università Statale e l'ex "Ca' Granda"

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze di Milano grazie alla rubrica Vie e palazzi di Milano. Oggi scopriremo, attraverso il testo e le foto di Leonardo, via Festa del Perdono, l'Università Statale e l'ex ospedale Ca' Granda. Prima però facciamo un riassunto delle "passeggiate" precedenti.

– Prima puntata: Introduzione e storia della scrofa come stemma di Milano
– Seconda puntata: Corso Venezia
– Terza puntata: Palazzo Serbelloni
– Quarta puntata: Via Manzoni e i suoi palazzi
– Quinta puntata: Palazzo Clerici
– Sesta puntata: piazza Belgioioso e dintorni
– Settima puntata: il Liberty a Milano
– Ottava puntata: la Basilica di Sant'Ambrogio
– Nona puntata: l'Università Cattolica ed il Sacrario ai Caduti 
– Decima puntata: le "Cinque vie" e il mostro di via Bagnera
– Undicesima puntata: Via Torino e la misteriosa storia del Carrobbio
– Dodicesima puntata: Piazza Sant'Alessandro, oasi di pace nel centro di Milano

di Leonardo 

Oggi partiamo da un’epoca lontana quando, tra la fine del medioevo e l’inizio dell’età moderna, prese corpo il periodo artistico e culturale che prenderà il nome di rinascimento.

Il fiorire di studi umanistici e delle belle arti spinsero l’umanità verso un nuovo ideale di vita. In Italia questo rinnovamento di pensiero, scientifico e culturale, ebbe inizio negli ultimi decenni del XIV secolo.

Milano giunse nella metà del XIV secolo in condizioni difficili. La vita della città pagava principalmente le conseguenze delle continue lotte interne fra Guelfi e Ghibellini, delle epidemie e dei disfacimenti causati dalla volontà di conquistare il dominio di Milano ad opera di stranieri, dell’imperatore dei romani e di altre città d’Italia, come Venezia e Napoli.

Tale era la drammaticità del periodo che, in una lettera ai fiorentini, il conte Francesco Sforza sottolineava che la carestia era tale che “molti cadono morti di fame per le strade”. E fu proprio lo Sforza che in questo frangente conquistò il ducato di Milano. Quando decise di entrare in Milano per le strade non incontrò altro che poveri, sbandati e affamati e ordinò ai soldati di distribuire pane in abbondanza.

Il suo ingresso fu trionfalmente accolto.

Il Duca Francesco Sforza presto si dimostrò abile non solo militarmente ma anche politicamente, e per Milano, dal 1450, iniziò mezzo secolo di splendore. Parallelamente all’ordinamento giuridico e amministrativo, lo Sforza pensò anche a fortificare il ducato avviando la ricostruzione del Castello, che non voleva sorgesse solo come fortezza di difesa ma anche come vanto della città. Per questo motivo giunsero a Milano il Filarete e poi il Bramante e la struttura sorse con tali splendori che fu considerata la più fastosa fra le regge d’Italia.

Messe a punto le difese lo Sforza, quale gratitudine a Dio per la conquista del ducato, accelerò i lavori del Duomo e nel 1456 avviò la costruzione di un enorme ospedale che raggruppasse al suo interno tutti i piccoli ospedali sparsi per Milano e che oltretutto faticavano a mantenersi economicamente.

Nacque così la famosa “Ca’ Granda”, oggi sede dell’Università Statale: sarà meta della nostra odierna passeggiata. Raggiunta Via Festa del Perdono sulla sinistra inizia immediatamente l’edificio che ospita l’Università Statale.

La facciata del primo corpo (qui sopra) è in stile neoclassico ed è di recente costruzione, come si può notare anche dalle sale al suo interno (qui sotto).

Da questa sala potete accedere al cortile porticato (nelle due foto qui sotto), dove era esposto il modello in scala di una fantasiosa casa-osservatorio chiamata Nautoscopio che nella realtà è alta 25 metri; se volete saperne di più potete visitare il sito del progettista.

 

Continuando la nostra visita raggiungiamo il secondo corpo dell’edificio, che è l’ala seicentesca dove è posto l’ingresso principale dell’università (qui sotto).

 

Entrando si accede al cortile centrale che conduce all’ingresso della chiesa seicentesca dell’Annunciata, dove si trova “l’Annunciazione del Guercino”.

Rimarrete incantati dai meravigliosi doppi portici ad archi e dai numerosi particolari che scoprirete. 

 

 

In fondo al porticato, a sinistra dell’ingresso, troverete una colossale statua in gesso di S. Ambrogio.

Procedendo sotto il porticato (qui sopra) raggiungerete l’ala quattrocentesca dell’edificio dove potete respirare l’aria del medioevo. Ve la mostro qui sotto.

 

 

Da qui si raggiunge il vecchio porticato superiore che corre lungo via Festa del Perdono fino a Largo Richini.

Tornando in Via Festa del Perdono non perdetevi la bellissima prospettiva lineare di ben 282 metri dell’edificio che va da Largo Richini fino a Via Laghetto. 

A questo punto potete riposarvi all’ombra del verde ben curato che affianca l’Università. 

Nei dintorni si trovano bellissime chiese come quella di S. Nazaro… 

San Bernardino alle Ossa

… e Santo Stefano (qui sotto), sul cui sagrato il 26 dicembre del 1476 Giovanni Andrea Lampugnani, accompagnato da due complici, accoltellò e uccise Galeazzo Maria Sforza, figlio di Francesco Sforza.

Nei dintorni non mancano interessanti vicoli come vicolo S. Caterina (qui sotto)…

… e meritevoli scorci.

 

Alla prossima passeggiata.

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