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Vie e Palazzi di Milano, decima puntata: le "Cinque vie" e il mostro di via Bagnera

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Prosegue il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze di Milano grazie alla rubrica Vie e ai palazzi di Milano. Oggi scopriremo, attraverso il testo e le foto di Leonardo, le "Cinque vie". Prima però facciamo un riassunto delle "passeggiate" precedenti.

– Prima puntata: Introduzione e storia della scrofa come stemma di Milano
– Seconda puntata: Corso Venezia
– Terza puntata: Palazzo Serbelloni
– Quarta puntata: Via Manzoni e i suoi palazzi
– Quinta puntata: Palazzo Clerici
– Sesta puntata: piazza Belgioioso e dintorni
– Settima puntata: il Liberty a Milano
– Ottava puntata: la Basilica di Sant'Ambrogio
– Nona puntata: l'Università Cattolica ed il Sacrario ai Caduti  

di Leonardo

Questa settimana vi proponiamo una passeggiata per le “Cinque Vie”, ovvero le famose “Strette”; così venivano chiamati i vicoli non carrozzabili della Milano antica.

Si tratta di un percorso che nell’ultima guerra ha subito numerosi attacchi aerei da parte dei bombardieri inglesi che distrussero o danneggiarono  gli edifici. Nonostante sia trascorso oltre mezzo secolo, ancora oggi sono visibili strutture danneggiate e abbandonate al loro destino di deterioramento totale.

Vi garantiamo comunque che percorrendo le “Cinque vie” (in apertura di post) avrete modo di rimanere affascinati da particolari unici e inconsueti per Milano. Per completezza d’informazione vi diciamo che le “Cinque Vie” sono: Via Bocchetto, Via Del Bollo, Via S.

Marta, Via S. Maria Fulcorina, Via S. Maria Podone.

Noi abbiamo preferito seguire un nostro percorso e lasciare a voi il piacere di scoprire le altre vie. Giunti in via Torino entrate in Via San Maurilio (qui sopra) e date un’occhiata agli affascinanti cortili (sotto) che incontrerete; osservate i particolari nella parte alta degli edifici.

Giunti all’altezza di Via Nerino (qui sotto) abbiamo deciso di procurarvi un brivido conducendovi in “Via Bagnera”, (seconda foto qui sotto), la più stretta via di Milano tristemente resa famosa dal muratore Antonio Boggia ricordato come “Il mostro della Via Bagnera” e considerato uno dei primi “serial Killer” della storia moderna.

Con inganno conduceva le sue vittime nello scantinato della sua casa di via Bagnera e le uccideva mostruosamente usando un’ascia. Dopo tre vittime un certo Giovanni Comi, ferito, riuscì a sfuggire e lo denunciò. Nessuno scoprì gli altri delitti. Il Boggia fu internato ma lasciato libero dopo tre mesi. Nel 1859 uccise l’anziana Maria Ester Perrocchio che fu la sua quarta e ultima vittima. Dopo un lungo processo, il 9 aprile 1862 “il mostro fu giustiziato mediante impiccagione”.

Usciti indenni da Via Bagnera, svoltate a destra in Via Santa Marta (nelle due foto qui sopra) un lungo vicolo con meritevoli scorci. Questa via vi riporterà in Via San Maurilio, girate a sinistra verso Piazza Borromeo dove troverete Palazzo Borromeo (nelle foto qui sotto) e frontalmente la chiesa di S. Maria Podone fondata nel IX secolo, una volta proprietà privata dei Borromeo.


 

 

Inoltratevi in Via Borromei (qui sotto)…

dove sono meritevoli alcuni atri come quello della “Hostaria Borromei” (foto sotto) e alcune insegne dal sapore antico (seconda foto sotto) che troverete anche nelle varie vie assieme a simpatici scorci di case private.

 

Da Via Borromei svoltate a sinistra in Via Gorani (qui sotto), in fondo a destra vedrete la famosa Torre Gorani unica superstite delle torri medievali erette a difesa delle case dei nobili; purtroppo da tempo ingabbiata e in perenne attesa di restauro.

Da Via Gorani raggiungete Via Morigi dove, sotto la malandata “Torre Morigi” del 1600, (qui sotto) resiste ancora dal 1900 la “Taverna Morigi” (seconda foto qui sotto) che tutt’oggi mantiene gli arredi e l’atmosfera del vecchio locale che negli anni 60/70 fu meta preferita di grandi conversatori.

 

Poco più avanti una lapide commemora la casa dove Giovanni Battista Bazzoni scrisse il romanzo “il Castello di Trezzo” e al n.5 di Via Morigi la lapide della casa dove visse e morì lo storico Cesare Cantù.

Da Via Morigi recatevi in Via Brisa, fermatevi a osservare la zona intorno e gli scavi archeologici di quel che rimane del “Palazzo Imperiale” fine III-IV secolo (qui sotto).

Da Via Santa Maria alla Porta, dove troverete l’omonima chiesa cattolica del 1652 frequentata dai fedeli polacchi, arriverete in Via S. Maria Fulcorina, (qui sotto)

da qui recatevi in Via Santa Maria Podone dove al n.3 troverete la lapide in onore di Gaetano Crespi (qui sotto).

Se avete ancora fiato concludete il percorso raggiungendo piazza San Sepolcro per ammirare la splendida Biblioteca Ambrosiana e la monumentale Chiesa “Santo Sepolcro” (qui sotto) del 1030 e ricostruita nel 1100 con le forme del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Attraverso lo stretto vicolo di Via Valpetrosa (foto qui sotto) ritornerete in via Torino. Ora riposatevi fino al prossimo appuntamento con la nostra rubrica.

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