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Expo 2015 a Milano, le riflessioni del giorno dopo

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Eccoci qui, dopo la lunga diretta di ieri dalla Fabbrica del Vapore. Oggi è il giorno delle riflessioni, ma ancor prima dei sentiti ringraziamenti che rivolgiamo a tutti voi lettori di Milano 2.0, che ieri ci avete seguito in gran numero.

La diretta che vi abbiamo offerto (qui trovate tutti i video) tramite il telefonino ha dato i suoi frutti, e così tanti tra voi milanesi hanno potuto seguire il lungo pomeriggio di attesa e il momento della proclamazione della città vincitrice; assieme a noi avete appreso in diretta la grande conquista per la città di Milano, una vittoria che coinvolgerà direttamente tutti noi cittadini, visto che questa nostra metropoli, da qui al 2015, non solo avrà risorse economiche ingenti e nuovi posti di lavoro, ma cambierà anche il proprio volto, la propria fisionomia, facendo in pochi anni un salto in avanti verso una metropoli del futuro.

Ci sarà tempo per parlare dei lati negativi, per ora non si può che gioire per una importante conquista che ridarà fiato all'intero nord, influendo, prevedibilmente, anche sul futuro di Malpensa. Un ringraziamento particolare lo rivolgiamo anche a Il Sole 24 ore, che ieri per tutta la giornata, in apertura, ha dato risalto alla nostra diretta (come vedete qui sotto).

Ora, dopo i dovuti ringraziamenti, passiamo alle riflessioni. 

La prima non può che far riferimento alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che in un momento di unione tra le istituzioni ha invece affermato che questa vittoria non è "merito del governo".

Certo, il governo Prodi non può essere l'unico protagonista di questa vittoria, grande merito va dato a Letizia Moratti e alla sua giunta, che ha voluto fortemente questo Expo, ma ricordiamo che a partire dal 2006 l'impegno per ottenere la candidatura è stato trasversale. Si sarebbe dovuto parlare di una vittoria senza colori, invece non si è persa l'occasione per usare questa importante notizia ai fini della campagna elettorale. Peccato.

Passiamo al lato prettamente economico.

A Milano sono previsti investimenti per 20 miliardi di euro; nella speranza che possanno essere tutti utilizzati per la città e non per interessi personali si tratta di un'occasione per una crescita vertiginosa della nostra metropoli. A giovarne saranno circa 70mila persone, che grazie all'Expo troveranno un nuovo posto di lavoro.

Milano ha rialzato la testa, si è fatta portavoce di una rinascita che si aspettava da anni. Ci siamo riaffacciati sul panorama internazionale lasciando per un attimo da parte la spesso ridicola campagna elettorale e i grandi problemi della Campania e dei suoi rifiuti; già, tutta l'Italia ha avuto un momento di prestigio che mancava da tempo.

E in un momento come questo non possiamo che gioire insieme a Letizia Moratti, che tante volte abbiamo criticato ma che con la sua determinazione ha permesso la vittoria della nostra città.

Ora è il momento dell'azione, già da oggi è necessario lavorare per i progetti che Milano ha in cantiere. Non serve aver paura, anche se Milano a breve diventerà quasi irriconoscibile: avremo le grandi opere della ex fiera, dove sorgeranno i tre grattacieli di Libeskind, Isozaki e Hadid, e dove sarà inaugurato il nuovo Museo d'Arte Contemporanea. Nascerà il nuovo quartiere Expo, visto che le opere per l'Expo saranno realizzate su un'area di 750mila metri quadrati (Fiera e Cabassi). Prenderà vita il progetto Porta Nuova (Garibaldi – Repubblica, Varesine e Isola) con un investimento di 2 miliardi e mezzo.

Ma non sarà solo questo: lasciando per un attimo da parte la mole di visite che avrà Milano nel 2015, che permetterà di rialzare l'intera economia di una città, forse sarà il momento del tanto agognato intervento sui mezzi pubblici e sulla viabilità urbana ed extraurbana. In ballo ci sono le due nuove linee della metropolitana, ma anche un'accelerazione dei progetti infrastrutturali, che prevedono il prolungamento delle linee esistenti del metro, ma anche i tanto attesi collegamenti stradali lombardi (Brebemi, Pedemontana, tangenziali esterne).

Ora tutto dipende da noi, dalla nostra voglia di crescere e di creare. Dopo anni di lamenti e sconfitte abbiamo l'opportunità di assistere ad una crescita fulminante. Oggi è ancora il momento di gioire. Da domani inizia il più duro dei lavori: coprire la distanza che separa Milano dalla sua nuova vita. 

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