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Il musical "Jekyll&Hyde;" al Teatro Ciak con Giò di Tonno

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Il Teatro Stabile d’Abruzzo presenta “Jekyll & Hyde, il musical”, un allestimento realizzato completamente con giovani professionisti. Protagonisti Giò Di Tonno – fresco vincitore del Festival di Sanremo, Ilaria Deangelis, Simona Molinari, Nejat Isik Belen, Alberto Martinelli, Andrea Murchio ed altri ventidue artisti tra attori, cantanti e danzatori.

Dal 26 al 30 marzo sarà al Teatro Ciak di via Procaccini 4.

Il progetto di produzione del Teatro Stabile con “TeatroMusica Mamò” nasce dalla volontà di assolvere a quel ruolo di “incubatore” che un teatro pubblico deve avere nel territorio di riferimento.

La professionalità della “TeatroMusica Mamò” ha già avuto importanti riconoscimenti, tanto che è stata la prima in Italia che è riuscita ad acquisire, dal Music Theatre International di New York, i diritti d’autore per la rappresentazione dell’opera completa e per il suo adattamento in lingua italiana.

E’ il 28 aprile 1997 quando va in scena per la prima volta a Broadway “Jekyll & Hyde”, musical basato sul romanzo di Robert Louis Stevenson: lo spettacolo è il risultato di un periodo di lavoro durato ben 17 anni.

La messa in scena fa vivere a teatro il racconto classico di Robert Louis Stevenson sull’eterna lotta tra bene e male, racconta la battaglia di un uomo con il dualismo che scopre dentro se stesso.

E’ la storia di Henry Jekyll, un brillante medico i cui esperimenti danno vita al suo diabolico alter ego Edward Hyde; la ricca e romantica partitura di Wildhorn e Bricusse si combina con l’indimenticabile racconto di Stevenson per creare un musical di portata epica. Il dottor Jekyll, spinto dalla ferma volontà di aiutare il padre oramai imprigionato da una malattia mentale che devasta la sua anima, nel corso dei suoi studi sulla psiche umana, riesce, mescolando particolari sostanze chimiche, a mettere a punto una formula in grado di separare le due nature dell’animo umano: quella buona e quella malvagia.

La sua personalità si scinde così in due metà speculari che, alternativamente, bevendo la formula, prendono possesso del suo corpo, trasfigurandone anche l’aspetto. Non nutrendo alcun sospetto sulle conseguenze cui andrà incontro, vittima della sua stessa creatura, Jekyll cade in una trappola autodistruttiva, fino a identificarsi spontaneamente con Hyde: un essere deforme e capace di ogni misfatto.

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