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Vie e Palazzi di Milano, quinta puntata: Palazzo Clerici

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Mercoledì è arrivato. E' il momento della tanto attesa nuova puntata della rubrica del nostro collaboratore Leonardo dedicata alle Vie e ai palazzi di Milano.

Dopo la prima puntata – un primo approccio alla storia e alle curiosità della nostra Milano – dopo la puntata dedicata a corso Venezia e quella con le stupende foto di Palazzo Serbelloni, dopo l'accurato reportage fotografico su via Manzoni e sui suoi palazzi (con tanto di foto degli interni), è oggi il momento di Palazzo Clerici, che sorge in via Clerici, per l'appunto.

di Leonardo

Nel XVI e XVII secolo investire in fasti architettonici certamente non era solo la semplice volontà di possedere una dimora famigliare di lusso o di manifestare la superiorità del proprietario. Il palazzo di famiglia era un mezzo imprescindibile nella scalata al rango di nobili. A Milano ricchi commercianti, mercanti, professionisti, intraprendevano, direttamente o attraverso i propri eredi, il percorso verso le professioni legali, l’esercizio dei pubblici uffici o meglio ancora se responsabili della cosa pubblica o comandanti d’uomini d’armi; questo per spianarsi la strada verso la conquista del patriziato che, completato con meditati matrimoni di rango e maestosi palazzi di famiglia, permettevano di raggiungere la vetta per la conquista del titolo nobiliare e dell’agognato stemma araldico della famiglia.

La storia della casata dei Clerici – da cui prende nome la strada e il palazzo di cui vi parliamo oggi – è esemplare di come, tra il seicento e il settecento, alcune famiglie fossero riuscite in poche generazioni ad arrivare ai vertici della società. I Clerici però tanto furono fulminei nell’ascesa quanto nella decadenza e nell’estinzione della famiglia stessa, nonché nello sperpero totale del patrimonio da parte del megalomane maresciallo Giorgio Antonio Clerici (1715-1768), che ereditò a ventun’anni il patrimonio di famiglia dilapidandolo con una vita principesca che lo indebitò fino al crollo totale.

La bellezza del palazzo è arrivata a noi grazie agli Asburgo che lo abitarono dopo la famiglia Clerici, poi divenuto sede di uffici governativi, tribunale e dal 1942 sede dell’ISPI, Istituto per gli studi di politica internazionale. E’ grazie alle attività e alle periodiche iniziative di questo Istituto che ancora oggi palazzo Clerici si conserva e vive nel suo splendore.

Raggiunta Via Clerici vi troverete dinanzi ad una strada stretta (qui sopra) che, per permettere all’epoca l’ingresso alle carrozze, si allarga solo all’ingresso del palazzo (qui sotto) che esternamente appare modesta e non lascia presagire il fiabesco lusso degli interni.

Entrando si accede ai colonnati (le prime due foto qui sotto) della corte d’onore (nella terza foto qui sotto) e da qui allo scalone che conduce al piano nobile (quarta foto) accessibile anche dallo scalone d’onore.

Quindi si procede per alcuni magnifici corridoi (uno lo vedete immediatamente qui sopra) fino allo splendore delle sale come il Salone Tiepolo (nelle foto qui sotto) dove potrete ammirare affreschi ad opera del Tiepolo, incredibili arazzi giganti, riflettenze di enormi specchi e sfavillanti decori oro.

 

 

Altrettanto fiabesche sono la Sala degli specchi (qui sotto),

la Sala Ortona (qui sotto),

la Sala dell’attuale Presidenza ISPI (qui sotto),

la Sala della Musica (sotto),

e l’incantevole ed enorme Sala da ballo (qui sotto) circondata in alto da sinuosi balconi (nella seconda foto qui sotto).

Numerosissima la presenza di sorprendenti affreschi e cassettoni lignei (qui sotto) che vi costringeranno parecchio tempo a naso in su.

Nel lasciare palazzo Clerici non trascurate di visitare al piano terra la Sala delle Colonne e di osservare le volte longitudinali (qui sotto).

Magari a questo punto avrete fatto sera e potrete ammirare anche i riflessi poetici di saturi colori dovuti all’illuminazione serale di palazzo Clerici.

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