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Vie e Palazzi di Milano, quarta puntata: via Manzoni

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Eccoci. Puntuale, come ogni mercoledì, arriva la rubrica del nostro collaboratore Leonardo dedicata alle Vie e ai palazzi di Milano. Dopo la prima puntata – un primo approccio alla storia e alle curiosità della nostra Milano – dopo la puntata dedicata a corso Venezia e quella con le stupende foto di Palazzo Serbelloni, che sorge sempre corso di Porta Venezia, oggi ci spostiamo in via Manzoni.

Non perdetevi il post, leggetelo fino in fondo e gustatevi le foto scattate da Leonardo.

di Leonardo

Oggi andiamo in una zona che circa sette secoli fa vantava la presenza di ampi giardini, boschi, scuderie e tenute, chiamata Corsia del Giardino e in seguito dedicata ad Alessandro Manzoni. Nell’Ottocento era considerata la strada più lussuosa di Milano e d’Europa e divenne il salotto di Milano, frequentemente percorso da sontuose carrozze di gala trainate da quattro e sei cavalli e dirette al Teatro alla Scala.

A proposito di carrozze, a Milano nell’Ottocento fu necessaria un’apposita grida dell’arciduca Ferdinando d’Austria per frenarne la pericolosità pubblica dovuta non solo al numero elevato di carrozze circolanti, ma soprattutto all’indisciplina dei cocchieri che si lanciavano in folli corse negli stretti vicoli o rompevano le righe operando pericolosi sorpassi; ma per non perdere gli italici vizi, onde non turbare la categoria dei cocchieri e non danneggiare la fiorente industria delle carrozze, le regole venivano spesso trascurate; fino al punto che un reo di omicidio, Giuseppe Cannella, fu rimesso in libertà perché era uno dei migliori “legnamari di carrozze” utile a molte famiglie nobili.

Ritornando ad oggi, se arriviamo da Piazza Cavour in via Manzoni attraversiamo gli antichissimi “Archi di Porta Nuova” (foto sopra), che originariamente reggevano due torri dove, nel 1372, Bernabò Visconti vi rinchiuse la figlia Bernarda lasciandovela morire per “colpa d’amore non autorizzato”.

Procedendo a destra ai n. 39/41 incontriamo il Palazzo Borromeo–d’Adda origine XVIII secolo: notevoli le corti che vedete nella foto qui sopra (e nelle tre foto sotto), interessantissimi gli interni e l’ampio scalone padronale che conduce agli appartamenti.

Anche in Palazzo Borromeo-d’Adda fece il suo ingresso Stendhal e, oltre alla sua meraviglia per la bellezza del palazzo, resta famoso il suo elogio alla “cotoletta milanese” servitagli dai padroni di casa e di cui ne restò ghiotto consumatore.

Di fronte a Palazzo Borromeo-d’Adda esisteva Palazzo Melzi, purtroppo distrutto dalle bombe del 1943; al suo posto troverete la galleria al cui interno vi è l’ingresso del Teatro Manzoni (qui sotto).

Superato Palazzo Gallarati–Scotti (qui sopra) nel quale si trovano preziosissimi affreschi tiepoleschi e una bellissima collezione privata, vi consigliamo di visitare la Chiesa di San Francesco di Paola (guardate le foto qui sotto) e di godervi le “segrete bellezze” che nasconde all’interno.

Altra meraviglia da non perdere assolutamente è il “Museo Poldi Pezzoli” (foto qui sotto)14,15, 16,17) il cui ingresso è in Via Manzoni 12. Il museo raccoglie armi antiche, orologi, libri del cinquecento, pezzi di oreficeria, smalti, vetri, tessuti, mobili, ma anche opere di numerosi artisti quali il Pinturicchio, Botticelli, il Canaletto, giusto per citarne alcuni. Guardate le foto qui sotto.

 

Importante è la presenza del “Grand Hotel et de Milan” (foto immeditamente qui sopra), che si trova al n. 29. E’ il più antico e prestigioso albergo in centro città e, come ricorda una lapide, che vedete qui sotto, per molto tempo vi abitò Giuseppe Verdi (qui morì il 27 gennaio 1901).

Il "Grand Hotel et de Milan" ha dedicato una sala a Verdi (potete vederla nelle foto qui sotto) e ad altri ospiti ospiti famosi.

 

 

 

Durante l’agonia di Verdi il selciato del Corso fu coperto di paglia perchè il rumore delle ruote delle carrozze non turbasse la quiete del Maestro. Vogliamo segnalarvi un’ultima curiosità: se guardate in alto noterete che i cornicioni di alcuni palazzi recano motivi di strumenti musicali, (guardate le foto qui sotto).

Sapete perchè? Perché Via Manzoni, terminando in Piazza della Scala, era considerata la strada della musica: un preludio al Tempio del Teatro.

Appuntamento alla prossima puntata… 

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