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Milano la città che sale, in mostra i grattacieli che cambieranno il volto del territorio urbano

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La città alza il suo profilo. Milano ha già due esempi emblematici di grattacieli degli anni Cinquanta e Sessanta, la Torre Velasca e il Pirellone. Il paesaggio milanese sta cambiando ancora. All'Urban Center, in Galleria Vittorio Emanuele, sono esposti i modelli delle nuove costruzioni che cambieranno il territorio urbano.

"Milano la Città che sale" è il titolo dell'esposizione dei nuovi edifici in altezza, curata dall’architetto Anna Giorgi. L'iniziativa sarà un’occasione di riflessione e confronto sulle opportunità e sui caratteri di queste costruzioni e su uno skyline in continua crescita.
L’esposizione, che resterà aperta dal 15 febbraio al 10 aprile, si avvale della direzione dell’architetto Alfredo Spaggiari ed è stata fortemente voluta da Carlo Masseroli, assessore allo Sviluppo del Territorio, che ne è anche ideatore.

"In questo momento paradigmatico di costruzione e revisione di nuove "regole", che attraverso il Piano di Governo del Territorio indirizzeranno la crescita della nostra città – ha dichiarato l'assessore, – abbiamo voluto proporre questa mostra con il desiderio di rilanciare il dibattito sullo sviluppo di Milano, rifuggendo da una cronica diffidenza verso la novità". Basta stare attaccatti alla gonna di mammà, è arrivato il momento di guardare al futuro e a quanto pare per farlo bisogna alzare gli occhi al cielo e salire fino a chissà quale piano se il Pirellone già ne ha trentuno.

Fortemente sconsigliato a chi soffre di vertigini ovviamente.

Il grattacielo è il simbolo architettonico della modernità, elementi essenziali della vita moderna, per la loro presenza prorompente sono sempre stati destinati a essere la tipologia più discussa. Costituiscono, quindi, un eccellente punto di partenza per il dibattito sulle trasformazioni urbane in corso a Milano. Di fronte a una crescita verticale della città, infatti, occorre esplorare le potenzialità ed il significato di queste nuove figure architettoniche e sostenere la costruzione di una trama di spazi pubblici e di relazioni che ne promuova le capacità di accoglienza e vivibilità.

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