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San Siro, concerto a rischio per Vasco, Laura Pausini, Renato Zero e Biagio Antonacci

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Ci risiamo, ogni anno, poco prima dell'estate, in vicinanza dei grandi concerti a San Siro, infuria la polemica sui decibel e sull'agibilità dello stadio San Siro.

Ogni anno si discute, si fa un gran macello tra associazioni di residenti e comune, poi tutto fila liscia e con qualche decibel in meno vanno in scena tutti i concerti programmati.

Quest'anno sono a rischio quelli di Laura Pausini (2 giugno), Renato Zero (9 giugno), Vasco Rossi (21 e il 22 giugno) e Biagio Antonacci (il 30 giugno).

Perchè sono a rischio i concerti? Perchè c'è in ballo un'inchiesta avviata dalla procura della Repubblica.

Il procuratore aggiunto Nicola Cerrato e il sostituto Giulio Benedetti, infatti, hanno aperto un fascicolo dopo che il 10 maggio scorso la giunta comunale ha autorizzato «in deroga» che il livello del volume dei prossimi cinque concerti raggiunga gli 80 decibel.

Questo titpo di decisione porterebbe disagio al riposo delle persone. In ballo c'è un possibile intervento per abbassare il volume. Se non si troverà un accordo si potrebbe anche arrivare alla cancellazione delle date.

Mah, noi ci crediamo poco, anche se l'assessore alla Salute, Carla De Albertis, aveva chiesto «controlli rigorosi a tutela dei residenti per conciliare le loro esigenze con quelle delle grandi manifestazione» e la collega al Commercio, Tiziana Maiolo, aveva sottolineato che «ogni tanto bisogna essere vicini ai cittadini, perché non è facile vivere accanto allo stadio».

L'associazione Gruppo Verde San Siro è sul piede di guerra. Il massimo dei decibel consentiti in una zona residenziale è 50, ma in occasione di eventi speciali come i concerti si può anche arrivare a 70. Qui si parla di 80 decibel.

Ora ci mettiamo nei panni dei due soggetti coinvolti: i ragazzi si lamentano dicendo che per cinque date estive si potrebbe anche evitare di rompere, affermano che i residenti sono sempre esagerati e che un concerto a 50 decibel è praticamente impossibile da seguire (praticamente le urla dei fans coprirebbero la musica).

I residenti invece ne hanno le palle piene di partite di calcio nei week-end e durante la settimana e non vogliono che il loro riposo venga disturbato anche durante le notti estive. Non solo, le case più vicine hanno problemi di crepe ai muri e vetri traballanti.

Insomma, gli schieramenti sono già in campo a San Siro. Voi da che parte state? 

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