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Wilbur Smith presenta il suo ultimo libro "Alle fonti del Nilo": il video e l'intervista

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In italia ha venduto complessivamente 17 milioni di copie (diciassettemilionidicopie???) non male considerando il fatto che siamo un popolo allergico alla carta stampata!!!!

E' talmente amato nel Belpaese che le sue opere escono in Italia in anteprima mondiale… è il maestro indiscusso dei romanzi di avventura.

Signore e signori: Wilbur Smith esce in tutte le librerie il 10 maggio con la sua ultima fatica, "Alle fonti del Nilo".

E' il quarto capitolo della saga egizia (guarda caso proprio la più amata dagli italiani) e racconta una storia piena di magia e soprese. Prima fra tutte il ritorno del protagonista pluricentenario, lo scriba Taita,uomo saggio che ha trovato l'elisir della longevità grazie alla ricerca spirituale.

I punti interessanti trattati sono tanti, dalla figura di Sarasvati (dea protettrice delle arti), alla forte presenza della cultura orientale, dai riferimenti biblici al tema del viaggio e dell'evoluzione…

Mr.Smith a provato a chiarire alcuni "misteri" durante la conferenza stampa di presentazione del libro, senza voler svelare nulla della trama… "ci sono voluti otto mesi della mia vita racchiusi in 500 pagine, per creare questa storia. Non vorremo liquidare tutto in 5 minuti???"

 
D:Sarasvati è la dea protettrice delle arti, quindi anche della letteratura, anche lei vorrebbe avere o sente di avere una protettrice?

R: C'è stato più di un momento nella vita in cui ho avuto bisogno di essere protetto e ho tanto sperato di avere qualcuno accanto.

Fortunatamente negli ultimi sette anni ho accanto la più meravigliosa delle donne, che è la stessa persona che mi sostiene tutti i giorni e mi dà la forzza di andare sempre avanti e continuare a scrivere.

D: In tutto il libro è forte la presenza della cultura orientale. Può considerarsi un segno di un percorso spirituale che sta affrontando anche lei?

R: Sicuramente ci sono dei riferimenti espliciti ad un certo tipo di cultura diversa dalla nostra.

E' vero anche che le mie origini sono Sudafricane e questo mi ha avvicinato molto al mondo dell'esoterico e della stregoneria, a qualcosa di magico insomma. E questo è ciò di cui parlo nel mio libro

D: Alcune descrizioni e fatti rimandano invece a temi biblici, le sette piaghe d'Egitto per esempio.

R: Sì, ci sono temi biblici. Ma non voglio dare l'impressione di essere un predicatore e voler lanciare slogan per salvare il mondo a tutti i costi.

Io principalmente racconto storie e questa è una storia fatta di persone e avventure. Non è assolutamente un trattato di religione, ma solo una bella storia.

D: Il libro è un lungo viaggio. Per lei anche scrivere è un viaggio?

R: Sì, considero la scrittura come un viaggio di esplorazione. Quando inizio un nuovo libro ho in mente un punto di partenza, ma non traccio mai prima un percorso. Seguo l'evoluzione naturale del testo, mi faccio trasportare dai personaggi e li lascio andare. Mi avvicino ad ognuno dei miei personaggi per cercare di migliorare me stesso. In fondo penso che, in qualche modo, ogni storia sia già stata scritta, quindi la cosa più importante è trovare un punto di vista nuovo e diverso da cui raccontarla. 

D: Nel suo modo di scrivere c'è stata un'evoluzione?
R: Mi auguro di sì e credo che sia possibile. Per esempio, mi ha sempre affascinato molto il pensiero di poter vivere più a lungo, chi non lo vorrebbe…e penso che questo ci permetterebbe di potenziare sempre di più le nostre capacità riuscendo ad arrivare a fare ciò che fa Taita. Quando scrivo penso anche al contesto in cui sto scrivendo e anche questa è un'evoluzione.

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