Il match di quarti di andata tra Pro Vercelli e Alcione si è chiuso sul pareggio senza reti, un risultato che lascia aperti tutti i verdetti in vista del ritorno. Le Bianche Casacche hanno offerto una prestazione solida contro una delle formazioni più temute del torneo, dimostrando ordine difensivo e capacità di soffrire quando necessario. Non sono mancate le fasi di gioco spezzettate e qualche frangente ad alta intensità, con gli allenatori impegnati a correggere la rotta durante la ripresa.
Sintesi della partita
La contesa è stata caratterizzata da un ritmo spesso frammentato, con momenti in cui il gioco si è concentrato nella metà campo centrale. Il grado di attenzione delle difese ha limitato le occasioni più limpide: il confronto è rimasto equilibrato e fisico, con poche invenzioni offensive decisive. Nel secondo tempo si è registrata una svolta disciplinare: al 40′ della ripresa Lenta è stato espulso, condizionando gli ultimi minuti e accendendo la tensione in campo. Il 0-0 finale riflette una gara di grande impegno tattico, in cui la concretezza è venuta meno a entrambe le squadre.
Formazioni e cambi
Le scelte iniziali e le mosse dalla panchina hanno avuto un peso nell’andamento della partita. Per Pro Vercelli l’undici titolare schierato da Viassi è stato il seguente: Bernardi, Santacaterina, Porrati, Onorato, Olivieri, Moglan, Grungo, Zabatta (sostituito al st 31′ da Marocco), Lenta, Cerri (sostituito al st 11′ da Cipriani), Albieri (sostituito al st 11′ da Reitano). In panchina figuravano Tamburro L., Niutta, Tamburro F., Scarlatta, Lopez e Prot. L’insieme ha privilegiato compattezza e sostituzioni mirate per mantenere freschezza sui lati.
La risposta dell’Alcione
L’Alcione è scesa in campo con Giustino tra i pali, Petrillo (sostituito al st 11′ da Cirillo), Demaria, Marconi, Beccaria, Fusco (sostituito al st 18′ da Ingrassia), Vallarelli, Pozzoni, Fortin (sostituito al st 11′ da Raiola), Modolo (sostituito al st 31′ da Ciccarelli) e Balzarotti. La panchina a disposizione di Familiari comprendeva Dado, Garrafa, Vigo, Stramazzo e Ferretti. Le scelte offensive dell’Alcione hanno spesso cercato ampiezza e penetrazione sugli esterni, ma senza trovare la giocata giusta per sbloccare il risultato.
Analisi tattica
Sul piano tattico la partita ha mostrato due approcci distinti: Pro Vercelli ha privilegiato una struttura difensiva compatta e rapidi ingressi in avanti, mentre Alcione ha provato a creare superiorità sugli esterni e a forzare il varco in mezzo. L’espulsione di Lenta nel finale ha aggiunto un elemento di pressione per i piemontesi, che hanno saputo amministrare con ordine gli ultimi minuti. Il concetto di gestione del risultato è stato evidente in entrambe le panchine, con cambi funzionali a mantenere intensità o a consolidare la fase difensiva.
Cosa ha funzionato e cosa no
Ha funzionato la capacità di limitare gli spazi tra reparti e di chiudere le linee di passaggio; meno efficaci sono state le soluzioni offensive nell’ultimo terzo di campo, dove sono mancate giocazioni capaci di creare occasioni nitide. Le panchine hanno avuto un ruolo chiave nel dare respiro ai titolari: i cambi al st 11′ e al st 31′ hanno permesso di alzare il ritmo, ma senza produrre il guizzo decisivo. L’elemento disciplinare, con l’espulsione di Lenta, avrà inevitabili effetti psicologici in vista del ritorno.
Prospettive per il ritorno
Il pareggio rimanda tutto al confronto di ritorno, in programma per domenica 31, dove la squadra guidata da Viassi dovrà cercare un’impresa fuori casa per qualificarsi. Sarà fondamentale rivedere le soluzioni offensive e sfruttare eventuali spazi lasciati dall’avversario, mantenendo al tempo stesso la solidità mostrata in casa. I tifosi possono sperare nella capacità di questo gruppo di sorprendere ancora; il match di ritorno promette tensione, strategie riviste e la determinazione a ribaltare il pronostico.