Il rogo alla RIAM di Bollate ha richiesto l'intervento di circa 60 pompieri e il posizionamento di un campionatore Arpa per valutare la qualità dell'aria

Secondo i resoconti pubblicati il 21/04/2026, un ampio incendio ha interessato la sede dell’azienda RIAM in via John Fitzgerald Kennedy a Bollate. Le fiamme hanno coinvolto prevalentemente il materiale accatastato all’esterno, destinato alla lavorazione, mentre il capannone di proprietà non è risultato coinvolto.
Sul posto sono intervenute numerose squadre per contenere il fronte del fuoco e mettere in sicurezza l’area. L’evento ha prodotto una colonna di fumo densa visibile anche da distanze rilevanti, generando immediata allerta tra la popolazione e le forze dell’ordine locali.
Intervento dei soccorsi e prima risposta
Alla gestione dell’emergenza hanno partecipato circa 60 Vigili del fuoco, con squadre provenienti sia dal Comando di Milano sia da quello di Monza, impegnate in turni notturni per circoscrivere e spegnere il rogo. Per precauzione, sul luogo sono state inviate sei ambulanze e le forze dell’ordine hanno provveduto a isolare la zona per consentire le operazioni in sicurezza. Non sono state segnalate persone coinvolte o ferite, ma la complessità dell’intervento è stata accentuata dalla natura dei materiali combusti: si trattava di accumuli di rottami e componenti di veicoli, che hanno alimentato il calore e reso più difficoltoso il controllo del fronte di fiamma.
Tempistiche e difficoltà operative
Le operazioni di spegnimento hanno avuto una durata superiore alle sei ore, durante le quali si sono rese necessarie manovre di smassamento e bonifica per rimuovere i materiali ancora caldi. Il lavoro notturno ha richiesto la rotazione delle squadre e l’impiego di mezzi speciali per gestire i rifiuti metallici. Il personale dei pompieri ha operato sotto la direzione del comando locale con il supporto logistico necessario a garantire la continuità degli interventi fino alla fase di messa in sicurezza completa dell’area.
Controllo ambientale e monitoraggio dell’aria
In seguito all’incendio, l’Arpa Lombardia è intervenuta per valutare l’impatto sulla qualità dell’aria: intorno alle 2 del mattino i tecnici hanno eseguito misure con strumentazione portatile e successivamente hanno installato un campionatore ad alto volume in una postazione vicino a un edificio scolastico nei pressi dell’area interessata. Queste attività rientrano nelle procedure di emergenza ambientale per eventi di combustione di materiali potenzialmente inquinanti e mirano a raccogliere dati utili ad analizzare eventuali inquinanti aerodispersi.
Risultati preliminari delle analisi
I rilievi iniziali svolti con strumenti portatili non hanno evidenziato valori critici per i parametri indagati: sono state rilevate le tipiche sostanze da combustione, ma le concentrazioni, al momento delle misurazioni, non risultavano tali da configurare rischi immediati per la salute pubblica, anche perché molti inquinanti si disperdono in forma gassosa in atmosfera. Il campionatore rimarrà in funzione anche dopo lo spegnimento definitivo per consentire analisi più approfondite sui filtri raccolti e verifiche di eventuali residui.
Aspetti investigativi e quadro normativo
Sul piano investigativo sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Rho che hanno effettuato i primi rilievi e isolato l’area per permettere le operazioni tecniche. Gli specialisti del Nucleo investigativo antincendio dei Vigili del fuoco sono stati chiamati a valutare l’origine del rogo e a stabilire se si tratti di un evento accidentale o di natura dolosa. Va ricordato che la società coinvolta è un’azienda che opera nello smaltimento e nella demolizione di veicoli ed è soggetta a Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), con procedure operative e obblighi di monitoraggio specifici previsti dalla normativa ambientale.
La sequenza degli eventi ha evidenziato la necessità di coordinamento tra vigili del fuoco, forze dell’ordine e Arpa per gestire sia l’emergenza immediata sia le ricadute ambientali. Nei prossimi giorni sono attesi aggiornamenti sui risultati analitici del campionatore e sulle determinazioni investigative: i filtri raccolti saranno analizzati per rilevare eventuali contaminanti persistenti e fornire un quadro completo sull’impatto del rogo. Nel frattempo la zona resta sotto osservazione fino al completamento delle attività di bonifica e alle verifiche conclusive degli enti competenti.





