La Squadra Mobile di Milano ha notificato una custodia cautelare in carcere dopo aver ricostruito, con videosorveglanza e tabulati, la rapina che ha portato alla sottrazione di un Patek Philippe da 250mila euro

Un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano – VII Dipartimento, ha portato all’esecuzione di un provvedimento cautelare nei confronti di un cittadino italiano di 60 anni, ritenuto gravemente indiziato del reato di rapina aggravata.
L’ordinanza, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano, segue un’indagine concentrata su un episodio verificatosi nel centro della città e sulla ricostruzione dei movimenti dell’indagato.
Il caso riguarda la sottrazione di un orologio di marca Patek Philippe dal valore stimato di 250mila euro, sottratto a un professionista mentre si trovava alla guida della propria auto. Le attività investigative, condotte dalla Sezione “Antirapine” della Squadra Mobile, hanno ricostruito la dinamica del fatto e hanno permesso di collegare il sospettato al furto attraverso una pluralità di elementi probatori.
Fatti ricostruiti dagli investigatori
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la rapina è avvenuta il 17 marzo 2026 in via San Giovanni sul Muro, nella zona centrale di Milano, ai danni di un libero professionista di 66 anni. L’uomo avrebbe notato la vittima mentre si muoveva in auto e, approfittando di un momento favorevole, si sarebbe avvicinato a bordo di un motociclo risultante rubato, aggredendo il conducente e strappandogli dal polso l’orologio. Elementi come il luogo, la modalità e la rapidità dell’azione hanno spinto gli investigatori a inquadrare il fatto come rapina aggravata e a procedere con approfondimenti mirati alla identificazione del responsabile.
Il giorno della rapina
Le telecamere di zona e di esercizi commerciali circostanti hanno fornito sequenze utili per seguire lo spostamento del mezzo e il comportamento del presunto autore prima e dopo l’intervento. I filmati, incrociati con altre informazioni investigative, hanno mostrato un pedinamento della vittima e una fuga immediata del rapinatore. Queste immagini, insieme a elementi tecnici e dichiarazioni raccolte, hanno costituito la base per la richiesta di misura cautelare avanzata dalla Procura.
Prove e metodi investigativi
Le indagini si sono avvalse di strumenti tradizionali e tecnologici: oltre all’analisi delle registrazioni video, gli agenti hanno esaminato i tabulati telefonici relativi alle utenze dell’indagato per ricostruire spostamenti e contatti. L’incrocio dei dati ha permesso di consolidare la pista investigativa, individuando connessioni temporali e geografiche tra le comunicazioni e il momento della rapina. In questo contesto, il contributo della tecnologia e della cooperazione tra uffici si è rivelato decisivo per ricostruire una sequenza coerente di eventi.
Strumenti di indagine e valore probatorio
L’uso combinato di videosorveglianza e tabulati ha offerto un quadro che, seppur ancora in fase di verifica giudiziaria, ha consentito agli inquirenti di procedere con la notifica della misura cautelare. È importante sottolineare che, nel sistema processuale, la responsabilità penale è definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile; al momento il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.
Situazione processuale e precedenti
Il provvedimento è stato notificato presso l’abitazione dell’indagato, dove lo stesso era già sottoposto ad arresti domiciliari in seguito a un’altra vicenda. In quella circostanza, avvenuta il 29 settembre 2026, l’uomo era stato arrestato per la rapina di un paio di orecchini in diamanti, valutati circa 100mila euro, sottratti a una donna di 50 anni alla guida della propria auto. Questo quadro di precedenti ha contribuito alla valutazione della gravità e del rischio da parte dell’Autorità giudiziaria.
Ora la misura cautelare in carcere, disposta dal G.I.P., segna una fase importante dell’iter giudiziario: gli accertamenti proseguiranno per approfondire responsabilità e modalità. La vicenda richiama l’attenzione sui rischi legati ai furti in strada e sull’importanza delle attività investigative per tutelare le vittime e ricostruire episodi di criminalità nel centro urbano.





