Quasi 100 volontari hanno ripulito la pineta dell'ex sanatorio Santa Corona: tra i rifiuti è stata trovata una granata, prontamente segnalata e rimossa dalle forze dell'ordine

La pineta che circonda l’ex ospedale sanatorio Santa Corona a Garbagnate Milanese è tornata al centro dell’attenzione nella mattina di domenica 12 aprile 2026, quando una task force di cittadini e associazioni si è mobilitata per una pulizia straordinaria. L’iniziativa, promossa nell’ambito della Giornata del Verde Pulito, ha voluto richiamare l’attenzione sullo stato di degrado del comprensorio e sulla necessità di tutelare questo spazio verde inserito nel Parco delle Groane.
All’appello hanno risposto circa cento persone tra residenti e volontari, armati di sacchi, guanti e pinze, pronte a rimuovere materiali abbandonati da tempo. L’obiettivo dichiarato era duplice: intervenire sullo stato di incuria e sensibilizzare la comunità locale. Aderendo all’iniziativa, il Parco delle Groane ha sottolineato l’importanza della partecipazione civica nella cura degli spazi pubblici, mentre Regione Lombardia ha promosso la campagna per contrastare l’abbandono dei rifiuti.
Scoperta dell’ordigno e intervento delle forze dell’ordine
Durante le operazioni, i volontari hanno rinvenuto un oggetto che ha fatto scattare l’allarme: una bomba a mano di tipo militare, immediatamente segnalata. Gli intervenuti hanno contattato i carabinieri, che hanno raggiunto il sito per verificare l’ordigno e procedere alla rimozione. Le autorità hanno accertato che si trattava di una granata Mk2 priva di innesco attivo, quindi non immediatamente pericolosa; il ritrovamento è comunque stato messo agli atti e trattato con tutte le cautele necessarie.
Precedenti e contestualizzazione del ritrovamento
Non è la prima volta che nel comprensorio emergono reperti bellici: negli ultimi cinque anni sono stati segnalati altri oggetti di uso militare nascosti tra la vegetazione. Questo elemento mette in luce non solo il problema dell’abbandono, ma anche rischi specifici per chi frequenta l’area. La presenza di tali materiali contribuisce a rendere urgente la richiesta di una manutenzione più costante e di una rivalutazione funzionale dell’area.
La quantità e la tipologia dei rifiuti raccolti
I partecipanti hanno recuperato chili e chili di materiali di ogni genere: plastica, lattine, ferro, pezzi di legno, vecchi elettrodomestici, estintori e bidoni di vernice, oltre a mobilio dismesso e sacchi di immondizia. Molti dei rifiuti erano ammassati tra l’erba e sotto gli alberi della pineta, segno di abbandono protratto nel tempo. La scena descritta dai volontari è quella di un sito vittima di atti di vandalismo, saccheggi e incendi dolosi, che ne hanno accelerato il degrado.
Stato dell’ex sanatorio e preoccupazioni della comunità
L’ex sanatorio Santa Corona è chiuso da anni e la sua conversione non sembra avere prospettive concrete: finestre e porte sfondate, impianti danneggiati e perfino la chiesa dedicata a San Carlo Borromeo segnata dai danni. Secondo alcuni partecipanti l’area è a rischio non solo per l’ambiente ma anche per la sicurezza pubblica, considerando il ritrovamento di rifiuti pericolosi e utensili contundenti.
Chi ha partecipato e perché
All’iniziativa hanno preso parte numerose associazioni locali: Avis, Acli, Ecomuseo, il gruppo Plasticfree guidato da Davide Lattuada, la Croce Rossa locale, l’associazione dei Marinai e le Guardie ecologiche. Presenti anche il presidente del comitato cittadino, Dino Tosi, e l’ex assessore all’ambiente Primavera Abate, che ha mostrato interesse per la sorte dell’area anche dopo il termine dell’incarico istituzionale. Tra i partecipanti figurava inoltre l’ex primario di rianimazione e presidente di Presenza Amica, Furio Zucco, a testimonianza dell’ampio coinvolgimento della cittadinanza.
Obiettivi civici e richieste per il futuro
La Giornata del Verde Pulito, istituita dalla Legge regionale 14/1991, ambisce a informare la collettività sulle criticità ambientali e a promuovere una cultura della responsabilità verso i luoghi di vita quotidiana. I promotori dell’evento hanno rilanciato la necessità di un progetto concreto per il riutilizzo e la valorizzazione dell’ex ospedale, chiedendo alle istituzioni di tradurre l’attenzione mostrata in risposte strutturate e interventi di recupero per sottrarre definitivamente l’area al degrado.
Un appello dalla comunità
I volontari hanno sottolineato che la pulizia è solo una tappa e che serve un impegno continuativo: dall’installazione di misure di sorveglianza a proposte di riqualificazione che riconsegnino alla collettività il valore storico e naturalistico del sito. L’auspicio espresso dai partecipanti è che l’eco della giornata, e anche la segnalazione del ritrovamento dell’ordigno, inducano gli enti competenti a definire rapidamente un piano di intervento.





