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Incidente in via Mazzini: donna rimane incastrata nella porta del tram linea 16

Una donna sulla trentina rimane incastrata nella porta di un tram della linea 16 in via Mazzini, vicino al Duomo; i carabinieri di passaggio bloccano il mezzo e la persona viene trasferita in codice verde al Policlinico

Nel tardo pomeriggio di domenica 29 marzo 2026 un episodio che ha destato grande scalpore si è verificato nel cuore di Milano, lungo via Mazzini a pochi passi dal Duomo. Una donna di origine filippina, descritta dai testimoni come sulla trentina, è rimasta incastrata con un braccio nella porta di un tram della linea 16 mentre stava salendo: il mezzo è ripartito trascinandola per alcuni metri prima che venisse fermato.

Le urla dei presenti e lo stato di choc dei passeggeri hanno attirato l’attenzione di una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei carabinieri, che stavano effettuando un servizio di controllo vicino a piazza Duomo. L’intervento tempestivo dei militari ha permesso di arrestare la corsa del tram e di limitare potenziali conseguenze più gravi per la donna e per i suoi figli, presenti sul mezzo al momento dell’incidente.

Cosa è successo e prima ricostruzione

Secondo le prime ricostruzioni la madre e i suoi due bambini erano saliti al capolinea vicino alle uscite della metropolitana; i bambini sarebbero entrati per primi, seguiti dalla donna. Per cause in via di accertamento la porta del tram si è richiusaperfettamente mentre parte del corpo della donna rimaneva ancora all’esterno, provocando l’intrappolamento. Quando il veicolo ha ripreso la marcia la vittima è stata trascinata sul marciapiede ostruendo la scena fino all’intervento delle forze dell’ordine. Testimoni oculari riferiscono di una corsa di decine di metri, con una stima della distanza percorsa che varia tra i circa 40 e i 45 metri secondo le diverse fonti.

Elementi sotto verifica

Le autorità stanno verificando il funzionamento del sistema di chiusura delle porte: il conducente del tram ha dichiarato di non essersi accorto della presenza della donna e di aver fatto affidamento sul sistema automatico progettato per riaprire le porte in caso di ostacolo. Le indagini della Polizia Locale hanno incluso rilievi sul luogo dell’incidente e la misurazione della distanza tra il punto in cui la persona è rimasta intrappolata e quello in cui il tram si è fermato, operazioni che hanno richiesto la temporanea interruzione del servizio.

Intervento di soccorso e condizioni della donna

I sanitari del 118 sono arrivati sul posto e hanno prestato le prime cure: la donna è stata medicata per contusioni ed escoriazioni e trasportata in codice verde al Policlinico per ulteriori accertamenti. Nonostante lo spavento e il dolore, la paziente è rimasta cosciente durante le operazioni di soccorso. I figli, presenti a bordo, sono rimasti sotto choc ma sono stati assistiti e riuniti alla madre al momento delle cure.

Ruolo dei carabinieri

I militari del Nucleo Radiomobile che hanno notato la scena sono intervenuti attivando sirena e lampeggianti per superare e fermare il tram, indicando al conducente di arrestarsi immediatamente e di aprire le porte per liberare la donna. L’azione rapida dei carabinieri è stata determinante per evitare un prolungamento dell’incidente e per garantire la sicurezza dei presenti. Le forze dell’ordine hanno anche gestito la viabilità e coordinato gli accertamenti con la Polizia Locale.

Ripercussioni sulla circolazione e verifiche tecniche

Il traffico tranviario lungo la linea 16 è stato sospeso per consentire i rilievi e la messa in sicurezza dell’area: il servizio è ripreso dopo circa mezz’ora, anche se alcune fonti riportano un fermo di circa 35 minuti durante il quale altri tram sono rimasti in coda. Le autorità competenti hanno annunciato controlli sul funzionamento delle porte dei mezzi e sulle procedure di imbarco e sbarco dei passeggeri, con particolare attenzione alle fasce orarie di maggiore afflusso pedonale.

Questioni aperte

Rimangono da chiarire diversi aspetti tecnici e organizzativi: come si sia innescata la chiusura nonostante i meccanismi di sicurezza, se siano stati rispettati i protocolli di salita e discesa dei passeggeri e quali misure possano ridurre il rischio di episodi analoghi in futuro. L’episodio ha sollevato interrogativi anche sulle responsabilità del personale di bordo e sulla necessità di campagne informative rivolte ai cittadini per salire e scendere dai mezzi pubblici in sicurezza.

Le indagini proseguono per ricomporre la dinamica completa dell’accaduto e per stabilire eventuali responsabilità: nel frattempo la donna e i suoi figli sono stati seguiti dagli operatori sanitari e dalle forze dell’ordine, mentre il dibattito pubblico si concentra sulla sicurezza dei mezzi pubblici e sulle procedure di emergenza.

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