La riapertura della biblioteca Oriana Fallaci a Villa Dell'Acqua torna al centro del dibattito politico locale: richieste di date, certezze sul presidio di Cantalupo e chiarimenti sull'organizzazione del servizio

La nuova biblioteca di Cerro Maggiore, ospitata a Villa Dell’Acqua, è diventata di nuovo argomento di confronto politico tra amministrazione e opposizione. I lavori, iniziati nel 2026, proseguono e il progetto, del valore di circa 800mila euro, è presentato dall’Amministrazione come una tappa fondamentale per la creazione di un centro culturale cittadino che comprenderà anche la Galleria Grassi.
Nel frattempo la lista di minoranza Bene Comune, guidata dalla consigliera Roberta Cè, ha depositato un’interrogazione per ottenere informazioni chiare su tempi e modalità della riapertura.
La richiesta di chiarimenti non riguarda solo una data: i consiglieri vogliono capire come cambierà l’offerta di servizi, quale sarà l’organizzazione del personale e se verrà mantenuto il presidio della biblioteca a Cantalupo. Sul tavolo ci sono anche atti amministrativi già adottati: la delibera del Consiglio comunale del 16 dicembre 2026 che ha deliberato il recesso del Comune dall’Azienda speciale consortile CSBNO e la delibera di Giunta del 24 febbraio 2026 che ha manifestato l’intenzione di adesione alla Fondazione Per Leggere – Biblioteche sud ovest Milano.
Le richieste della minoranza e i punti aperti
I membri di Bene Comune chiedono una data certa per la riapertura della biblioteca intitolata a Oriana Fallaci e informazioni puntuali sul mantenimento del servizio nel quartiere di Cantalupo. Vogliono inoltre conoscere i termini economici e operativi dell’eventuale adesione alla Fondazione Per Leggere, con particolare attenzione alla qualità e alla tipologia dei servizi che saranno assicurati. Queste domande nascono da esigenze pratiche: i cittadini desiderano sapere quando potranno tornare a usufruire degli spazi e con quali orari, e i consiglieri vogliono evitare che la riapertura si traduca in una riduzione dell’offerta culturale.
Quali informazioni servono
In particolare la minoranza sollecita chiarimenti su tre aspetti fondamentali: la conferma del presidio a Cantalupo, i dettagli economici dell’adesione alla Fondazione Per Leggere e le ricadute sui livelli di servizio. Vi è la richiesta di sapere se l’adesione comporterà costi diretti per il Comune o solo un supporto progettuale-biblioteconomico, e quali garanzie sulla gestione e personalizzazione dei servizi saranno previste per i residenti di Cerro e Cantalupo.
Aspetti organizzativi e ruoli nella gestione
Un punto cruciale dell’interrogazione riguarda il personale. La Fondazione Per Leggere si è proposta come supporto per la progettazione e la formazione, ma non fornirà il servizio di bibliotecario. Per questo i consiglieri chiedono quale personale interno al Comune sarà assegnato alla gestione della biblioteca, se è prevista un’integrazione della pianta organica del Settore Cultura e come saranno formulati gli orari di apertura. La chiarezza su questi aspetti è essenziale per pianificare la riapertura e assicurare continuità del servizio agli utenti.
Formazione e supporto esterno
Secondo gli atti citati, nel periodo intercorrente al recesso da CSBNO la Fondazione Per Leggere fornirà un supporto di tipo progettuale-biblioteconomico e si occuperà della formazione del personale comunale destinato alla gestione. Resta però da definire la concreta modalità di questa collaborazione: tempi, obiettivi formativi e responsabilità operative tra Ente e Fondazione dovranno essere dettagliati per evitare sovrapposizioni o vuoti di servizio al momento della riapertura.
Tempi previsti e scenari futuri
Il cantiere della biblioteca è presentato dall’Amministrazione come un intervento che dovrebbe concludersi entro l’estate, e la riqualificazione di Villa Dell’Acqua rientra in un più ampio disegno di valorizzazione culturale della via che ospita anche la Galleria Grassi. Sul fronte amministrativo, oltre alle delibere del 16 dicembre 2026 e del 24 febbraio 2026, è stata riportata la previsione di recesso dall’Azienda speciale consortile CSBNO a partire dal febbraio 2027, elemento che influisce sui passaggi tecnici necessari per la piena operatività della nuova biblioteca.
In conclusione, oltre all’investimento di circa 800mila euro, la riapertura della biblioteca rappresenta una sfida organizzativa e politica: dalla definizione dei ruoli al calendario di attività, passando per l’eventuale mantenimento del presidio a Cantalupo. La richiesta della minoranza è semplice nella forma ma sostanziale nei contenuti: avere risposte concrete e tempi certi per restituire alla comunità uno spazio che, oltre ai libri, dovrebbe essere motore di aggregazione e cultura.





