Un presidio serale in piazza Ovidio ricorda Layachi Ghelimi e mette al centro la questione della mobilità e della tutela degli utenti più fragili

Nella prima parte del pomeriggio di 17 marzo un terribile incidente ha portato alla morte di Layachi Ghelimi nell’area tra via Mecenate e piazza Ovidio. I soccorritori non sono riusciti a salvare l’uomo, travolto da un mezzo pesante mentre attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali.
Per la sera è previsto un presidio alle ore 19.30 in piazza Ovidio, all’incrocio con via Salomone: un momento pubblico per ricordare la vittima e per sollevare domande sulle condizioni di sicurezza dell’area.
Chi promuove l’iniziativa e perché
L’evento è organizzato dagli attivisti di Città delle persone, una campagna che lavora per una mobilità più sicura a Milano. Gli organizzatori definiscono il presidio non solo come un tributo a Layachi Ghelimi, ma anche come un’occasione per portare l’attenzione su scelte di pianificazione urbana che incidono sulla vita quotidiana. Dopo il ritrovo in piazza Ovidio, il gruppo si sposterà in viale Corsica per deporre dei fiori nel punto dove, nella notte tra sabato e domenica, ha avuto luogo lo schianto che ha causato la morte di Elisa Dranca e Mithum Sandeepa, collegando così diversi episodi tragici in un unico appello civile.
Il significato simbolico del presidio
Il gesto di radunarsi e lasciare fiori vuole essere tanto simbolico quanto concreto: un modo per ricordare le vittime e per mettere pressione sulle istituzioni perché intervengano. Per gli attivisti il presidio è un momento di testimonianza che cerca di trasformare il dolore in richiesta di cambiamento. Non si tratta di un esercizio puramente commemorativo, ma di un’azione pubblica volta a stimolare un dibattito su come rendere gli spazi urbani più sicuri, in particolare per chi è più esposto ai rischi della strada.
La situazione del traffico nell’area di piazza Ovidio
L’area intorno a piazza Ovidio è interessata da un intenso movimento di veicoli pesanti a causa della presenza di numerose piattaforme logistiche e della vicinanza con l’Ortomercato. Questo produce un flusso continuo di autoarticolati, mezzi pesanti e furgoni che si mescolano a chi cammina, va in bicicletta o si sposta a piedi. Secondo gli organizzatori, le interferenze tra questi flussi aumentano il rischio per gli utenti vulnerabili, rendendo l’attraversamento della strada più pericoloso soprattutto fuori dalle aree pedonali segnalate.
Rischi e responsabilità
La campagna passa dal ricordo alla critica: ciò che è accaduto non viene presentato come fatalità, ma come esito di scelte progettuali. Città delle persone sottolinea che la città può essere ripensata per dare maggiore tutela alle persone fragili, e che un anziano che attraversa fuori dalle strisce non è automaticamente responsabile dell’accaduto. Questo approccio mette in luce la necessità di considerare la vulnerabilità come elemento centrale nella pianificazione urbana e nella regolazione del traffico pesante nelle aree residenziali.
Richieste concrete e possibili interventi
Tra le proposte che emergono dal presidio e dal dibattito pubblico ci sono misure come il trasferimento dei flussi di merci su percorsi dedicati, l’installazione di attraversamenti pedonali protetti, il rallentamento del traffico tramite interventi di traffic calming e un maggiore controllo delle ore di transito dei mezzi pesanti vicino a zone residenziali. Gli attivisti chiedono inoltre campagne informative per sensibilizzare automobilisti e conducenti di mezzi commerciali, oltre a investimenti per rendere le strade più accessibili alle persone anziane e a chi si muove a piedi.
Verso una città più attenta
Il presidio rappresenta un punto di partenza per tenere alta l’attenzione su questi temi: non solo ricordo, ma anche proposta. La mobilitazione mostra come la sicurezza stradale sia una questione collettiva che richiede risposte politiche e scelte progettuali consapevoli. Partecipare all’appuntamento di piazza Ovidio significa condividere il lutto per Layachi Ghelimi e sostenere richieste di cambiamento che possano ridurre il ripetersi di tragedie analoghe in futuro.
Il richiamo finale è alla responsabilità pubblica e alla solidarietà: l’appuntamento delle 19.30 in piazza Ovidio vuole trasformare il dolore in pressione civica per ottenere interventi che tutelino i più fragili. La memoria delle vittime si unisce così alla richiesta di misure concrete per una mobilità più sicura nella città.





