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Formazione per l’inclusione, start‑up verdi e indagini su caporalato: cosa sta succedendo

Tre vicende collegano istruzione, sviluppo sostenibile e responsabilità aziendale: dalla lingua come ponte di integrazione alle imprese che trasformano rifiuti in opportunità, fino alle verifiche giudiziarie su pratiche di sfruttamento

Nell’orizzonte delle politiche pubbliche e delle iniziative civili emergono tre storie intrecciate dalla parola “cambiamento”: la scuola che si riorganizza per accogliere alunni con origini diverse, progetti di impresa che trasformano scarti in valore e un’indagine giudiziaria che solleva questioni su condizioni di lavoro.

In ciascun caso appaiono esigenze diverse ma convergenti: inclusione, responsabilità e sostenibilità, elementi che orientano scelte educative, economiche e istituzionali.

Questi filoni non sono isolati: la capacità di insegnare una lingua comune, il sostegno a forme di economia circolare e la vigilanza contro pratiche illecite contribuiscono a definire il tessuto sociale. Nei paragrafi seguenti analizziamo i dettagli principali di ciascun ambito, mostrando come le soluzioni possano nascere dall’intervento pubblico, dalla cooperazione internazionale e dall’azione giudiziaria.

Formazione docente e integrazione linguistica a Legnano

A Legnano, per l’anno scolastico 2026/2026, oltre il 30,5% degli alunni dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado è di origine straniera e apprende l’italiano come seconda lingua. In risposta a questo dato, l’amministrazione comunale ha promosso un percorso di aggiornamento per gli insegnanti, realizzato con il contributo di Azienda So.Le e della Cooperativa Stripes. L’obiettivo è fornire strumenti pratici per rendere le classi luoghi di apprendimento stimolanti e inclusivi, migliorando le abilità comunicative degli studenti e il dialogo con le famiglie.

Contenuti e modalità della formazione

I corsi, condotti da formatori, mediatori e facilitatori linguistico‑culturali, affrontano temi concreti come l’approccio alla didattica per l’italiano L2, la progettazione di attività funzionali all’apprendimento e le tecniche di relazione con famiglie provenienti da percorsi migratori. Si pone attenzione anche agli aspetti non strettamente linguistici, per valorizzare le differenze culturali e favorire un ambiente scolastico solidale.

Provives: imprese verdi e circolari in Senegal

Nella regione di Saint‑Louis il progetto Provives, coordinato dall’ong torinese Cisv e finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), ha sostenuto un modello di sviluppo basato su innovazione, crescita e lavoro. In tre anni e mezzo il programma ha accompagnato circa 160 imprese sociali e 40 startup, creando connessioni tra campagne e città e promuovendo attività che vanno dall’essiccazione del pesce alla produzione di alimenti biologici, fino al riciclo creativo dei rifiuti.

Formazione e opportunità per i giovani

Uno degli esiti tangibili è la nascita della Social Business Academy a Saint‑Louis, luogo in cui giovani ricevono formazione pratica e teorica su modelli di social business. Il progetto ha inoltre attivato borse lavoro per stagisti e favorito la creazione di corridoi commerciali che amplificano l’impatto economico sul territorio, dimostrando come l’economia circolare possa tradursi in occupazione e resilienza locale.

Controllo giudiziario sulla Dama Spa: l’inchiesta per caporalato

Il terzo fronte è giudiziario: il 17 marzo 2026 la Procura di Milano, su impulso del pm Paolo Storari, ha disposto il controllo giudiziario sulla Dama Spa, azienda di produzione di maglieria collegata al marchio Aspesi. L’amministratore delegato, Andrea Dini, cognato del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, è indagato nell’ambito di un’inchiesta per caporalato. L’accusa riguarda lo sfruttamento di manodopera impiegata in condizioni di bisogno, con turni che, secondo gli atti, si estenderebbero dalle 8 del mattino alle 22, sette giorni su sette.

Implicazioni e reazioni

La vicenda solleva questioni di responsabilità penale e amministrativa per un’azienda che dichiara ricavi pari a 107 milioni e utili per 5,6 milioni, con una struttura di 309 dipendenti, di cui 130 operai. Il presidente Fontana ha respinto ogni coinvolgimento personale, sottolineando che il rapporto familiare non equivale a partecipazione azionaria diretta, mentre la magistratura procede nelle verifiche sui fatti contestati.

Queste tre storie mettono in luce ambiti diversi ma collegati: la necessità di strumenti adeguati per l’inclusione scolastica, il valore di modelli economici sostenibili che creano lavoro dignitoso e il ruolo delle istituzioni nel garantire legalità e tutela dei diritti. Investire in formazione, sostenere l’innovazione sociale e rafforzare i controlli sono azioni complementari per costruire comunità più giuste e resilienti.

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