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Milano, fermato il presunto autore di cinque rapine nel Gallaratese

La polizia del Commissariato Quarto Oggiaro ha identificato e assicurato un trentottenne ritenuto responsabile di una serie di rapine che ha terrorizzato i commercianti del Gallaratese

Un’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, ha portato all’esecuzione, giovedì 26 febbraio, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano di 38 anni, con precedenti penali, gravemente indiziato di essere l’autore di cinque rapine violente che hanno creato forte apprensione tra gli esercenti del quartiere Gallaratese.

Le indagini sono state condotte dal Commissariato Quarto Oggiaro, che, attraverso una serie di attività sul territorio e l’incrocio di elementi probatori, ha ricostruito la presunta serialità dei reati. L’arresto si è reso possibile dopo aver messo insieme testimonianze, registrazioni di videosorveglianza e ricostruzione dei percorsi di fuga, consentendo così di identificare il sospettato e interrompere la catena dei colpi.

La sequenza dei colpi e le località coinvolte

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il soggetto avrebbe preso di mira, come obiettivo principale, una farmacia di via dei Cignoli, colpita per quattro volte in poche settimane. Le rapine contestate si sono verificate il 28 novembre 2026, il 18 dicembre 2026, il 22 gennaio 2026 e il 16 febbraio 2026. In aggiunta, gli inquirenti attribuiscono al medesimo uomo un tentativo di rapina avvenuto il 28 dicembre 2026 ai danni di un fast-food in viale Certosa, episodio che non venne consumato ma che rientra nel quadro degli eventi analizzati.

Impatto sul territorio

Questa serie di episodi ha generato un clima di tensione tra i commercianti locali: la ripetizione dell’azione nello stesso esercizio commerciale e la vicinanza temporale dei fatti hanno amplificato la percezione di insicurezza. Le autorità hanno attribuito grande importanza alla raccolta di elementi utili per ricostruire la concatenazione dei reati e rassicurare la cittadinanza, mettendo in campo controlli mirati e attività investigative coordinate.

Il modus operandi e gli elementi che hanno portato all’identificazione

Il presunto autore avrebbe utilizzato sempre lo stesso schema operativo: entrava nei locali con il volto parzialmente coperto da un cappello di lana e dal cappuccio di un giubbotto e, una volta all’interno, puntava un cacciavite all’addome dei dipendenti, minacciandoli per ottenere l’incasso. Questo modus operandi ricorrente ha facilitato il lavoro degli investigatori nel collegare tra loro episodi separati, poiché molte testimonianze e alcune immagini video mostravano elementi costanti.

Ruolo della videosorveglianza e delle testimonianze

La videosorveglianza delle attività commerciali e delle strade circostanti ha fornito fotogrammi e sequenze che, incrociate con le dichiarazioni delle vittime e dei testimoni, hanno permesso di delineare i percorsi di fuga e di restringere il campo investigativo. Gli agenti del Commissariato Quarto Oggiaro hanno svolto un’attività metodica di controllo del territorio, fondamentale per ricostruire la dinamica dei colpi e per arrivare all’identificazione del sospettato.

Conseguenze giudiziarie e sviluppi procedurali

Dopo il rintraccio, il trentottenne è stato sottoposto alle formalità di rito e tradotto alla Casa Circondariale di Milano San Vittore, dove resta a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il procedimento è al momento nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità penale dell’indagato sarà definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile. Nel frattempo, l’operazione è stata comunicata come un risultato investigativo che ha interrotto una serie di episodi che avevano destato preoccupazione nella comunità del Gallaratese.

Prospettive per commercianti e cittadini

Le forze dell’ordine hanno ribadito l’importanza della collaborazione tra pubblica sicurezza e commercianti: il tempestivo segnalare episodi sospetti, la condivisione delle registrazioni video e la disponibilità a testimoniare sono stati elementi determinanti per il buon esito dell’indagine. La rinnovata attenzione al controllo del territorio dovrebbe contribuire a ridurre il rischio di recidiva e a rassicurare residenti ed esercenti nei prossimi mesi.

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