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Studenti all’Allianz Cloud e occhi rivolti alla sfida contro Maccabi in EuroLeague

Il 12 marzo oltre 350 studenti hanno seguito la Olimpia Milano University Clinic all’Allianz Cloud; poi la squadra si prepara alla partita decisiva contro il Maccabi, fondamentale per la corsa ai playoff

Il 12 marzo, all ’Allianz Cloud di Milano, si è tenuta la prima edizione della Olimpia Milano University Clinic, promossa da Olimpia Milano e CUS Milano. Più di 350 studenti universitari hanno partecipato per osservare da vicino l’organizzazione e i processi che regolano una società di alto livello europeo, vivendo momenti teorici e pratici pensati per chi studia management sportivo, scienze motorie e discipline affini.

L’iniziativa ha offerto un mix di testimonianze istituzionali e contenuti operativi: dagli interventi sul concetto di leadership alla visione quotidiana della preparazione atletica, fino ai dettagli organizzativi e di sviluppo individuale dei giocatori. L’incontro ha rappresentato un ponte fra il mondo accademico e la routine di un club professionistico, sottolineando l’importanza della formazione sul campo.

La giornata formativa: programma e speaker

La mattinata è stata aperta dagli interventi di due figure centrali per la Prima Squadra. Peppe Poeta, capo allenatore, ha parlato di leadership e gestione del gruppo, spiegando strategie per mantenere coesione e motivazione durante una stagione lunga e complessa. A seguire, Filippo Leoni, team manager, ha illustrato gli aspetti organizzativi che rendono possibile il lavoro sul campo, offrendo uno sguardo concreto sulle dinamiche logistiche e operative che supportano lo staff tecnico.

Allenamento dal vivo e contenuti pratici

Tra le 11:45 e le 13:00 gli studenti hanno assistito all’allenamento della Prima Squadra, osservando la cura dei dettagli nella preparazione fisica e tattica. Nel confronto con lo staff tecnico, Alberto Seravalli, assistente allenatore, ha spiegato il processo di pianificazione delle sedute, mentre Giuseppe Mangone, responsabile del player development, ha approfondito l’approccio individualizzato alla crescita degli atleti e l’importanza di programmi personalizzati per massimizzare il rendimento.

La partita contro il Maccabi: contesto e significato

All’orizzonte, per l’Olimpia, c’è una partita che assume valore politico e sportivo: l’incontro contro il Maccabi Tel Aviv, in calendario venerdì 13 marzo alle ore 20:30 all ’Allianz Cloud. In una regular season europea estremamente equilibrata, l’Olimpia si presenta con un record al 50% di vittorie e a sole due affermazioni da chi oggi varcherebbe la soglia dei playoff diretti, evitando il play-in. Ogni gara diventa così cruciale per risalire la classifica e consolidare la posizione in vista della post-season.

Arbitri e logistica del match

La partita vedrà la direzione dei fischietti Tomislav Hordov (Croazia), Jordi Aliaga (Spagna) e Hugues Thepenier (Francia). Si tratta dell’ultima partita pianificata all’ex Palalido prima del ritorno a Unipol Forum per le gare successive, elemento che aggiunge un valore simbolico all’incontro.

Analisi tattica: formazioni, recuperi e punti deboli

Il Maccabi arriva in ottima forma: ha vinto quattro delle ultime quattro gare e cinque delle ultime sei, recuperando giocatori importanti come Jeff Dowtin jr e soprattutto Lonnie Walker IV. La squadra allenata da Oded Katash è atletica e profonda: segna in media 89.6 punti a partita (quarto posto) ed è tra le migliori negli assist e nei rimbalzi offensivi; tuttavia concede oltre 91 punti (penultima in difesa) e registra il 59.8% nei tiri da due, dato che indica vulnerabilità nel contrasto vicino a canestro.

Per l’Olimpia il tiro dall’arco sarà una carta fondamentale: Milano viaggia con il 39.5% da tre (seconda miglior percentuale), ma dovrà affrontare la difesa perimetrale del Maccabi che concede il 34.7% da tre. Sul fronte disponibilità, l’Olimpia recupera Quinn Ellis rispetto alla sfida di campionato con Cantù e può contare sulla presenza potenziale di Nate Sestina dopo circa quattro mesi di stop; restano indisponibili Diego Flaccadori e Bryant Dunston.

Profili chiave del Maccabi

Nel roster israeliano spiccano il play emergente Jimmy Clark, la vivacità di Tamir Blatt nel distribuire assist e la pericolosità dall’arco di John DiBartolomeo. Lonnie Walker IV rappresenta la prima opzione offensiva con medie importanti, mentre O’shae Brissett e Jaylen Hoard offrono esperienza NBA e concretezza su punti e rimbalzi. Roman Sorkin e Marcio Santos sono soluzioni di massa sotto canestro con percentuali efficaci.

Storia, statistiche e curiosità

Il confronto tra le due squadre è ricco di storia: Olimpia e Maccabi si sono affrontate 41 volte con un bilancio complessivo di 21-20 per Milano. Le finali di Coppa dei Campioni del 2 aprile 1987 a Losanna (71-69 per Milano) e del 1988 a Gand (90-84 per Milano) restano tappe importanti del passato. A Tel Aviv il bilancio pende invece a favore degli israeliani (14-6), mentre in campo neutro Milano vanta due vittorie storiche.

Note individuali

Tra le curiosità: Josh Nebo ha un passato al Maccabi con 78 presenze in EuroLeague; Shavon Shields è vicino a scalare la classifica dei rimbalzi all-time dell’Olimpia; Zach LeDay insegue traguardi di punti e primeggia per percentuali da tre in stagione; Josh Nebo è tra i migliori nel tiro da due; Armoni Brooks mantiene una lunga striscia di gare con almeno una tripla a segno e Marko Guduric si avvicina ai 3.000 punti in carriera.

In sintesi, la giornata del 12 marzo ha unito formazione e osservazione tecnica per gli studenti e ha riallacciato il filo con il campo, mentre l’immediato futuro sportivo dell’Olimpia è segnato da una sfida cruciale che può influenzare il cammino verso i playoff. Eventi come la University Clinic confermano il valore della collaborazione tra club, atenei e centri sportivi per coltivare competenza e passione nel mondo dello sport professionistico.

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